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Addio Cannavaro? Ecco una ricostruzione …

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L’addio che non ti aspetti, quello del Capitano. Una figura importante che per amore della propria squadra cerca nuove soluzioni. Non che Cannavaro fosse un peso per la squadra, ma il clima che si era creato all’interno dello spogliatoio era abbastanza evidente.
Il Capitano inamovibile era diventato la riserva, lui il punto di riferimento voleva esserlo non solo fuori dal campo ma anche dentro.

Cosa sia davvero successo tra il Napoli e Cannavaro forse non lo sapremo mai e resterà sempre la sensazione che delle “verità nascoste” rimarranno tali, cerchiamo allora di capire e darci delle spiegazioni .
A giugno viene ingaggiato Rafa Benitez come nuovo allenatore del Napoli. Il tecnico spagnolo ha un modo di giocare diverso, rispetto a quello utilizzato fino ad allora dal Napoli; infatti sia con Reja che con Mazzarri la difesa azzurra era schierata utilizzando il modulo a tre ma con Benitez si cambia: la difesa passa a quattro.
A luglio inizia il ritiro ed il 21 arriva direttamente dal Real Madrid un difensore importante, Raul Albiol.

Inizia il campionato, Albiol comincia ad ambientarsi e Benitez prova vari compagni di reparto da affiancargli. Prima Cannavaro, poi Britos e per finire Fernandez. In alcune partite il difensore napoletano parte da titolare, in altre subentra. Poi la gita sulla barca. Cannavaro porta il nuovo compagno di squadra, Higuain, tra le bellezze di Capri e l’attaccante,cadendo,riporta una ferita al mento. Nulla di grave ma iniziano a girare voci di contrasti tra la società e il difensore.Voci, peraltro, mai confermate e che non riusciamo ad immaginare come potrebbero aver influito su scelte tecniche.
Arriviamo alla partita clou,quella contro la Roma, Cannavaro entra al posto dell’infortunato Britos. Succede l’inverosimile: il Capitano viene espulso per doppia ammonizione e punito con l’assegnazione di un rigore generosamente concesso alla Roma. A partire da questa data Cannavaro siederà in panchina per tutte le restanti partite.
A novembre registriamo voci provenienti dall’entourage familiare di Cannavaro che dichiarano: “Probabilmente Paolo ha perso il posto da titolare senza che gli venissero date delle opportunità per mettersi in gioco. Lui in fondo è il Capitano e non merita questo trattamento, ha sempre dato l’anima per la squadra”.

Sulla storia cala il sipario con la cessione di Cannavaro al Sassuolo. Le ipotesi sono tante le certezze poche e tra queste Cannavaro ha avuto poche opportunità di giocarsi le sue carte e quelle poche non ha saputo sfruttarle anche perché la fortuna ci ha messo lo zampino.
Volendola vedere in modo fatalista potremo affermare che, forse, semplicemente si era arrivati alla fine naturale di un ciclo e per evitare che prestazioni insufficienti macchiassero una splendida carriera in accordo con il calciatore si è scelta la cessione, una sorta di congedo con onore. A confortare la nostra teoria sono state le dichiarazioni di Paolo Cannavaro che ha ribadito: “Vado via da vincitore”.
Il ricordo di questo grande napoletano rimarrà sempre vivo, lui l’unico napoletano ad aver alzato la Coppa Italia con indosso la fascia da Capitano e non non possiamo che augurargli il proseguo di una fantastica carriera.

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