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Benitez: “La partita più bella è quella a Istanbul. In Italia si parla troppo di tattica e i tifosi non hanno più voglia di andare allo stadio”

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Rafa Benitez, tecnico del Napoli, contro il Livorno raggiungerà le 800 panchine. Tante panchine per Benitez ma anche tanti successi, tanti trofei e a Radio Kiss Kiss ha rilasciato delle dichiarazioni. Ecco quanto detto dal tecnico azzurro:

Benitez a Livorno saranno 800 partite, se potesse scegliere, quale sarebbe la sua partita più bella?
“La più emozionante è quella di Istanbul e credo che rimarrà la più bella della storia della Champions League. Eravamo sotto di tre gol e i nostri tifosi continuavano a cantare alla fine del primo tempo, è una cosa che non succede da nessuna parte. Poi rimontare tre gol in un’atmosfera simile, è stato stupendo”.

Il Napoli come società cresce sempre di più.
“La crescita come società si vede, vista la Champions che abbiamo fatto. Per il mercato si tratta di trovare il giocatore giusto, che non è detto sia uno che ho avuto. Dev’essere un’opportunità per lui e per noi”.

La squadra sembra soffrire un po’, inizia ad essere stanca?
“La squadra fisicamente sta bene, la mentalità c’è. Il nostro obiettivo è quello di vincere tutte le partite e se si pareggia o perde non va bene”.

Che differenza c’è tra calcio italiano e quello estero?
“Qui in Italia si parla molto, troppo di tattica e che bisogna chiudere le partite ma si pensa a farlo dietro la palla. La differenza con gli altri paesi la si vede in tribuna coi tifosi: qui non vanno allo stadio e le tv non vogliono trasmettere le partite del campionato italiano all’estero”.

In Italia si parla sempre degli arbitri e dei loro errori. Lei cosa ne pensa?
“Credo che dobbiamo lasciarli lavorare. Non è una cosa che accade solo in Italia ma anche all’estero, tutti hanno episodi che vanno a favore o contro”. 

Qual’è la differenza degli arbitri di Serie A rispetto a quelli della Premier League e Liga?
“Non c’è nessun livello, si equivalgono, la differenza sta nel campionato. Ad esempio in Inghilterra buttarsi non è visto in maniera positiva e questo agevola gli arbitri”.

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