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Benitez: “Voglio vincere tutto con il Napoli. La mia squadra è un misto di culture”

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Rafa Benitez ha rilasciato un’interessante intervista a Mundo Deportivo. Di seguito vengono riportare le dichiarazioni dell’allenatore del Napoli.


Recentemente ha detto che il calcio è una bugia, come mai?

“Perché sia la stampa che i tifosi sanno solo ciò che vedono dall’esterno, ma in realtà sanno poco di cosa accade realmente nella squadra. Ogni giorno la stampa deve tirare fuori argomenti per vendere, ma il più delle volte non è mai la verità di ciò che sta accadendo realmente. Nessuno può sapere la verità, tranne noi che viviamo la squadra ogni giorno e dall’interno”

Come è stato l’impatto con Napoli? Lei è considerato un idolo per il popolo napoletano

“E’ un’esperienza fantastica, ho massimo rispetto per i nostri tifosi che ci stanno sempre vicino. Noi dobbiamo ripagarli per ciò che ci danno con il massimo in ogni secondo di ogni gara. In ritiro avevo qualcosa come 200 persone al giorno che mi fermavano per foto e autografi. A me fa molto piacere questa cosa, anche se poi bisogna un attimo isolarsi dall’esterno perché Napoli è una piazza che si esalta e si deprime con grande facilità”.

Ha allenato grandi club come Inter, Valencia, Liverpool, Chelsea: ora con che animo sta affrontando questa nuova avventura?

“Sono ottimista. Se ho scelto Napoli è perché qui si possono fare le cose migliori e vincere. Dal primo momento che ho incontrato De Laurentiis, siamo stati subito in sintonia nel senso che parlavamo giorno e notte su come accontentare i tifosi ed il loro entusiasmo verso la squadra. Il nostro obiettivo è fare bene in Italia e di farci conoscere anche in ambito internazionale perché l’obiettivo del Napoli è quello di fare tanta strada anche in Europa per far conoscere la città e la sua gente”

Lo scudetto manca dalla stagione 1989-90 ed a Napoli non si è mai vinta una Champions: crede che Lei e la squadra possiate arrivare in fondo a queste due competizioni?

“Dobbiamo innanzitutto restare calmi e smorzare gli eccessivi entusiasmi. La squadra sta facendo molto bene, ma dobbiamo lanciare il messaggio che noi giocheremo per arrivare in fondo ad ogni competizione senza fare troppi calcoli. Siamo ancora lontani dalle potenze europee, ma possiamo avvicinarci solo iniziando a vincere nel nostro paese”.

Cosa Le chiedono i napoletani quando la fermano per strada?

“Vincere, vincere, vincere! Mi chiedono anche della Champions, ma io gli rispondo che la gara da vincere è quella prossima senza guardare troppo lontano. Loro hanno un grande entusiasmo, ma dobbiamo essere noi bravi a farli rimanere con i piedi per terra perché non abbiamo vinto ancora niente”

E’ un Napoli ispanico?

“Ai media piace sempre dare dei soprannomi, ma senza dubbio la mia squadra è un misto di culture. La cosa importante è che ci sia un grande gruppo, senza dubbio gli spagnoli che ho in squadra mi hanno aiutato molto”

Finora gli spagnoli non hanno mai brillato nel campionato italiano. Cosa è cambiato con Albiol, Reina e Callejon?

“Ci siamo aiutati tutti insieme, loro hanno grande esperienza internazionale. Forse gli spagnoli a differenza di altri, hanno bisogno di un tecnico che gli stia più vicino sul piano umano e che gli spieghi meglio alcune cose di campo”

A Napoli ormai la chiamano Don Rafè…

“Fa solo piacere, anzi voglio essere chiamato sempre così perché mi fa sentire ancora più integrato nella cultura napoletana”

Maradona ha detto recentemente che sogna di diventare allenatore del Napoli dopo di Lei

“Diego è stato molto rispettoso nei miei riguardi, ma ciò che dice spero avvenga fra tanti e tanti anni (ride, ndr)”

Quando lascerà Napoli, cosa vorrà fare?

“Sono un allenatore aperto a tutte le esperienze, non a caso ho allenato in tre campionati diversi. Tuttavia io a Napoli ci sto bene e voglio vincere tutto con il club, il futuro poi si vedrà”

Se gli dicessero Ct della Spagna?

“Se dico che accetto, ora scrivete che voglio rubare il posto a Del Bosque. Senza dubbio è un mio obiettivo diventare Ct della nazionale, ma quando Vicente (Del Bosque) avrà vinto almeno altri dieci titoli. Non ho fretta, al momento mi piace fare l’allenatore quotidianamente, facendo il selezionatore dovrei cambiare molte cose” 

Fonte: CN24

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