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Cannavaro: “Napoli è tutto per me, ma ho una ferita dolorosa, mi piacerebbe tornare”

L’ex difensore del Napoli Paolo Cannavaro ha lasciato il calcio giocato per assumere l’incarico di vice allenatore al fianco del fratello Fabio nel club cinese del Guangzhou Evergrande.

Paolo Cannavaro è cresciuto nelle giovanili del Napoli e dopo le esperienze a Parma e Verona, nella stagione 2006-2007 ha rinunciato a ingaggi con club di Serie A per tornare a giocare con il Napoli in Serie B.

In maglia azzurra Paolo Cannavaro in tutte le competizioni ha collezionato 278 presenze con 9 gol ed ha vinto da capitano la Coppa Italia nella stagione 2011-12.

Protagonista della puntata “Signori del calcio” trasmessa dalla Pay-TV Sky, Paolo Cannavaro ha parlato del suo rapporto speciale con la città di Napoli e la maglia azzurra:

“Mi telefonò Fedele e mi disse che c’era la possibilità di andare al Napoli perchè Marino mi voleva. Dissi immediatamente di sì, volevo a tutti i costi tornare a giocare per il Napoli. Quell’anno fu speciale, tra i vari tatuaggi che ho c’è quello della data della promozione in Serie A

Non ho vinto molto nella mia carriera, ma la Coppa Italia alzata con il Napoli per me ha un sapore unico.
Nell’ultimo anno con Mazzarri ho sperato di riuscire a vincere lo scudetto, sarebbe stato davvero speciale. 

Insigne? Gli auguro di diventare quello che volevo diventare io per il Napoli, lui può diventare il Totti azzurro. Ha un talento eccezionale ma la società lo deve preservare. Lo paragonai subito ad Ortega, un talento che fa innamorare immediatamente. Caratterialmente deve restare così. E’ un giocherellone

Con i tifosi ho un rapporto eccezionale, ma ho una ferita dolorosa. Giocavamo Napoli-Torino al San Paolo. Era un periodo difficile e i  tifosi mi fischiavano tremendamente ogni volta che toccavo palla. Così chiesi a Contini di passarmi il pallone e lo sparai in tribuna.  Non riuscivo a capire perchè i tifosi fischiavano proprio un napoletano, non meritavo quel trattamento. Da quel momento però mi sono ripreso e ho cercato di fare ancora meglio. Da allora in poi sono stato ancora più amato dai tifosi.

L’addio al Napoli? Capii che non ero nei piani di Benitez e andai via.

Io amo Napoli, mi manca, sono certo che tornerò a Napoli e morirò nella mia città. Mi piacerebbe anche tornare a lavorare nel Napoli in un altro ruolo. Napoli per me è tutto”.

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