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Ciro è clinicamente morto. La famiglia: “Il suo cuore batte ancora anche se è in coma profondo, chi può preghi per lui”

Ciro Esposito, il tifoso ferito a Roma il 3 maggio prima della finale di Coppa Italia, è clinicamente morto.  Ciro Esposito è ancora vivo, anche se in coma irreversibile. Lo ha detto all’ANSA lo zio del giovane tifoso del Napoli, Vincenzo Esposito. A nome di tutta la famiglia – ha aggiunto – dico a tutti basta violenza“. Nel pomeriggio le condizioni di Ciro si sono aggravate a causa di un’infezione polmonare. Lo scorso venerdì il ragazzo era stato sottoposto a un ultimo, disperato, intervento chirurgico: «Dopo la pregressa lobectomia superiore destra e l’intervento eseguito martedì, Ciro Esposito è stato sottoposto ad un’ulteriore revisione chirurgica» – dicono fonti mediche del Policlinico Gemelli. 

La famiglia di Ciro Esposito fa chiarezza attraverso un comunicato: “Siamo molto infastiditi dalle false notizie sulla morte di Ciro. Il suo cuore batte ancora anche se è in coma profondo, quindi, chi può pregare preghi per la sua salute. Non sappiamo cosa accadrà nelle prossime ore, ma ci sentiamo di fare un appello ad evitare ogni forma di violenza nel nome e nel rispetto di Ciro Esposito. No ad altre violenze, il nostro dolore basta in questo momento” 

Intanto, la Questura di Napoli è in stato di allerta per la notizia che, da qualche ora, circola sul web secondo la quale alcuni tifosi napoletani, colmi di rabbia, starebbero pensando a un raid nella Capitale per vendicare Ciro. Al momento, però, oltre lo stato di allerta delle forze dell’ordine non c’è nient’altro. La Questura di Napoli infatti puntualizza che “la situazione è sotto controllo e non ci sono tifosi in viaggio verso Roma”.

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