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Club Napoli Udine: “Benitez? Esperienza positiva. Al Napoli manca una struttura societaria forte”

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La passione per l’azzurro non conosce confini. Questa volta siamo andati ad Udine, per raggiungere un importantissimo club del nord Italia.

 

Abbiamo contattato Pietrangelo Chierchia, il vicepresidente del club.
Signor Chierchia quanti iscritti conta il vostro club?

“Al momento siamo 250 iscritti, anche se il numero è destinato a crescere di anno in anno. La provincia di Udine è molto vasta per cui noi propagandiamo il nostro club per raggiungere anche quelle comunità più lontane che contano un gran numero di napoletani. Siamo nati nel 2012, anche se prima sul territorio era presente un altro club che però si è estinto con il fallimento della società alla fine degli anni 90. Abbiamo una sede in cui assistiamo ai match del Napoli insieme ai tanti tifosi, anche quelli non iscritti al club che non hanno un abbonamento alla pay tv.
Anche se più che un club, noi siamo una vera è propria associazione culturale. Il nostro obiettivo è quello far conoscere la cultura partenopea poiché molte persone sono emigrate da tanti anni ed hanno figli che sono nati ad Udine. Ma noi ci teniamo che conoscano la nostra cultura ed anche per questo organizziamo degli eventi e degli incontri per affrontare le tematiche legate alla nostra terra”. 
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In tanti stadi d’Italia, tra cui anche quello di Udine, si sentono ancora i soliti cori razzisti. Questa ostilità voi l’avvertite anche fuori dal campo?

“Io sono da tanti anni ad Udine e posso dire che purtroppo la mamma degli idioti è sempre incinta. Quindi brutte persone esistono e non solo allo stadio anche se è giusto dire che in tanti fortunatamente ragionano diversamente e solo pochi ignoranti, che sono presenti ovunque, si lasciano andare a comportamente vergognosi. Anche questo è un problema da combattere”.

 Dopo solo due anni si è conclusa la gestione di Rafa Benitez. Lei come valuta il lavoro svolto dal tecnico iberico?

“Io credo che sia stata una nuova esperienza. Il club puntava all’internazionalizzazione e Benitez era l’allenatore giusto. Anche se la stagione ci ha lasciato l’amaro in bocca è necessario cogliere gli aspetti positivi e soprattutto quelli negativi. Io mi auguro che il Presidente capisca che andava fatto qualcosa di più, specialmente la scorsa estate”.

Sulla scelta del tecnico di andar via, è pesato più il business plan presentato dal presidente oppure la volontà della famiglia di averlo più vicino?

“Penso che Benitez avesse deciso di andare via la scorsa stagione. Il mercato non esaltante avrà pesato moltissimo anche se nel corso della stagione si può cambiare idea. Poi può essere che il presidente non abbia presentato un business plan di livello e se poi ci aggiungiamo l’offerta del Real Madrid allora credo che l’addio fosse inevitabile”.

Cosa crede manchi al Napoli per fare il salto di qualità?

“Io ritengo, a differenza di tantissimi tifosi, che non serva acquistare dei top player per raggiungere o provare a raggiungere la Juventus. E’ ovvio che grandi calciatori ci possano far lottare per alcuni anni per il vertice ma poi senza una programmazione, non credo si possa andare avanti. Occorre una struttura importante sia dal punto di vista tecnico che societario con dirigenti all’altezza. Se si realizzasse una cosa del genere potremo relmente crescere e puntare in alto nel corso di alcuni anni”.

Quale potrebbe essere il tecnico giusto per ripartire e seguire questa direzione?

“Questa è una bella domanda. Il calcio non è una scienza esatta. Allegri al Milan è stato “preso a calci” e poi alla Juventus ha vinto quello che ha vinto. Il problema non è l’allenatore, ma il progetto. Una volta individuato il tecnico adatto bisogna seguirlo fino in fondo con una struttura societaria importante. Poi serve un mercato intelligente, che punti a giovani di qualità anche perchè purtroppo il Napoli non può permettersi top player”.

A proposito di top player, come valuta la stagione di Gonzalo Higuain?

“Parliamo di un calciatore che percepisce 5 milioni di euro all’anno e che De Laurentiis ha pagato 40 milioni, per cui ti aspetti che il rigore decisivo non lo sbagli. Credo che al di la dell’errore, che può capitare a tutti, sia lecito aspettarsi di più. Però può capitare una stagione particolare e credo che questa del Napoli lo sia stata ed ha influito anche un Higuain non al meglio”.

In città, dopo il finale di stagione, molti tifosi sono pessimisti e ritengono che la società si avvii ad un ridimensionamento tecnico. La vostra opinione qual’è?

“La passione dei tifosi è indistruttibile per natura. Credo che il presidente ha dimostrato la voglia di costruire una società forte. Magari non c’è riuscito in pieno ma io all’orizzonte non vedo sceicchi o miliardari pronti ad investire. Poi se ci fosse qualcuno disponibile sarei il primo a dargli il benvenuto. Ma dobbiamo guardare in faccia alla realtà e capire che al momento non abbiamo alternative”.

 Si ringraziano il signor Pietrangelo Chierchia e il Club Napoli Udine per la disponibilità.

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