Scuola di Giornalismo Sportivo

Corso di giornalismo sportivo. Analisi Napoli – Wolfsburg

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I partecipanti al corso di Paolo Del Genio hanno analizzato il post di Napoli – Wolfsburg. Tommaso Allocca

”Abbiamo dimostrato la nostra forza e vediamo ora cosa si puo’ fare”: così Rafa Benitez ha commentato ai microfoni di Sky la qualificazione del suo Napoli per le semifinali di Europa League. Il Napoli pareggia 2-2 al San Paolo con il Wolfsburg. Forti del 4-1 dell’andata, i partenopei regalano il primo tempo ai tedeschi, fermati da un grande Andujar. Higuain e compagni si svegliano nel secondo e segnano con Callejon (5′) e Mertens (20′). I tedeschi pareggiano nel giro di 2′, tra il 26′ e il 28′, con Klose e Perisic. Missione compiuta , ora restano tre partite per la conquista della Coppa, che nessuno si azzarda più a reputare coppetta permettendo la vttoria della stessa di accedere direttamente alla fase finale di Champions League. Oltre che per il campionato dove la distanza è di 5 punti dal terzo posto utile, la strada per l’Europa che conta potrebbe passare anche da Varsavia (dove si disputerà la finale, ndr). Come auspicato da Benitez, possibile finale contro la Fiorentina visto che l’urna di Nyon ha decretato il Dnipro come avversaria. Sulla carta squadra abbordabile visto soprattutto il cammino travolgente del Napoli in questa edizione dell’Europa League e il gioco mostrato. Colpisce il dato della difesa meno battuta della competizione. Anche per i bookmakers inglesi il Napoli sembra essere la favorita per la vittoria finale. Juventus, Napoli e Fiorentina approdano alle semifinali europee, i bianconeri in Champions, gli azzurri ed i viola in Europa League. Un trionfo per il calcio italiano, che dalla stagione 2002/03 non aveva un così numeroso contingente nelle semifinali. Dopo il 2-2 di ieri sera al San Paolo contro il Wolfsburg il Napoli è riuscito a prendere non pochi punti nel Ranking Uefa per club. I partenopei hanno ora superato l’Inter al 22esimo posto in classifica e hanno invece raggiunto il il Milan al 21esimo posto con 82.935 punti totali. C’è la possibilità concreta di migliorare ancora questa posizione per gli uomini di Rafa Benitez, dovendo disputare almeno altre due gare.

Fabio Cotone

Il Napoli alla sua terza semifinale europea, dopo Juliano e Maradona.

La storia delle semifinali del Napoli in ambito continentale inizia nella stagione 1976-77. 
E’ la Coppa delle Coppe e gli azzurri sono guidati da ‘o Petisso, Bruno Pesaola. E’ la squadra di Savoldi, “Mister Miliardo” e di Totonno Juliano, tra gli altri. Di fronte ci sono i belgi dell’Anderlecht, tra cui spicca il talento di Rob Rensenbrink, vicecampione del mondo in carica con l’Olanda del “Calcio Totale” di Rinus MichelsIl match d’andata viene deciso da una rete di Bruscolotti a nove minuti dalla fine. In terra belga, l’Anderlecht vince per 2-0, infrangendo i sogni di gloria del Napoli. La gara è però segnata da una direzione arbitrale scadente: l’arbitro inglese Matthewsonnei primi minuti di gioco, annulla inspiegabilmente una rete Speggiorin. A fine gara, Tarcisio Burgnich, uno che di sfide internazionali se ne intende, lancia la propria maglia contro il fischietto britannico.

Ventidue anni dopo, nel 1989, il Napoli affronta il Bayern Monaco di Olaf Thon nella semifinali di Coppa Uefa. La gara d’andata si gioca al San Paolo e il tridente azzurro schianta le resistenze bavaresi, grazie alle reti di Antonio Careca ed Andrea Carnevale, entrambi su assist di Maradona.
Nel match di ritorno, dopo un primo primo tempo a reti bianche, Careca porta in vantaggio gli azzurri. Pareggio immediato degli uomini di Heynckes con Wohlfarth. Nel finale, altro botta e risposta: ancora Careca per il Napoli, pareggio definitivo del Bayern con un giovanissimo StefanReuter.

Il Napoli vincerà poi quella Coppa, nella finale con lo Stoccarda. Jupp Heynckess dovrà invece attendere altri nove anni per alzare il suo primo trofeo internazionale da allenatore (Real Madrid, 1997-1998).

Il 14 Maggio la storia ci dirà se il Napoli raggiungerà la seconda finale della sua storia europea. La prima in gara unica. In fondo, l’Ucraina non è lontana dalla Polonia.

Luca Salvadori

Il Napoli pareggia 2-2 in casa col Wolfsburg nel ritorno dei quarti di finale di Europa league. Al doppio vantaggio di Callejon e Mertens, rispondono Klose e Perisic. Tutto come previsto per gli azzurri, che conquistano la storica qualificazione in semifinale di Europa League già ipotecata con il 4 a 1 conquistato in Germania nella gara di andata.
Da segnalare un brutto primo degli uomini di Benitez, che lasciano il pallino del gioco ai tedeschi in più occasioni vicini al gol ma troppo imprecisi, soprattutto con Bendtner. Nella ripresa la squadra sembra avere altre motivazioni. Comincia la ripresa con un altro piglio e al minuto 50′, arriva il vantaggio di Callejon di destro batte Benaglio. Sembra praticamente fatta per la vittoria, quando Mertens al 65′ trova il raddoppio.
Il risultato sembra ormai acquisito, ma è proprio in questa fase del match, che la tensione cala e il Wolfsburg in due minuti tra il 71′ e il 73′ trova il pareggio con Klose prima e Perisic poi. La gara si chiude sul 2 a 2 che non cambia niente in chiave qualificazione ma che, lascia l’amaro in bocca per quella che poteva essere un’altra bella vittoria. Quello che conta è però che il Napoli dopo ben 26 anni torna a disputare una semifinale di Europa League. Dall’aprile 1989 all’aprile 2015: Da Bianchi a Benitez, da Maradona a Higuain. Quel Napoli, il 17 maggio successivo sollevò l’allora Coppa Uefa battendo lo Stoccarda nella doppia finale.
Questo Napoli deve provarci e puntare diritto al 27 maggio, ultimo atto di questa memorabile competizione, in territorio polacco dove Varsavia decreterà la sua regina. Applausi per Rafa Benitez e i suoi ragazzi. Il sogno di un nuovo trionfo europeo è più vicino che mai.

Marco Salvadori

Napoli-Wolfsburg 2-2: gli azzurri dopo 26 anni in una semifinale europea Storico traguardo per la squadra di Rafa Benitez.

Dopo 26 lunghissimi anni, il Napoli si riaffaccia in una semifinale di coppa europea. L’ultima volta fu nella Coppa Uefa della stagione 1988-89. In semifinale il Napoli, dopo aver eliminato la Juventus, trovò il Bayern Monaco di Augenthaler, fortissimo libero e anche bandiera del club bavarese. Gli azzurri erano l’unica non tedesca tra le semifinaliste, dato che l’altro incontro si disputò tra Stoccarda e Dinamo Dresda.
Al San Paolo fu una serata condizionata dal maltempo. Maradona non era al meglio della condizione e fu in dubbio fino all’ultimo. Il tecnico del Bayern Jupp Heynckes disse di lui alla vigilia: ” È paragonabile solo a Pelè”. Alla fine Diego scese in campo e fu proprio lui a servire la palla a Careca per l’1-0 del Napoli, a 5’ dall’intervallo.
Nel secondo tempo Carnevale realizzò al minuto 59’, ancora su assist di Maradona. Il ritorno a Monaco di Baviera, invasione azzurra all’Olympiastadion. Nel prepartita, sulle note di ‘Live Is Life’ degli austriaci Opus, Maradona diede spettacolo palleggiando come una foca. Il protagonista della partita fu Careca, che con con una doppietta nella ripresa, portò per due volte in vantaggio i partenopei, raggiunti prima dalla rete di Wohlfarth e poi da Reuter per il 2-2 definitivo.
Fu finale per il Napoli, la prima nella sua storia in una competizione europea. Gli azzurri poi vinsero quella Coppa Uefa superando lo Stoccarda. L’unico precedente in semifinale, prima di allora, c’era stato nella Coppa delle Coppe del 1976-77. L’avversario era l’Anderlecht. Il Napoli di Pesaola, che sarebbe finito al settimo posto in campionato, aveva giocato fino a quel punto un‘ottima competizione. I belgi, tra le cui fila militavano giocatori come Haan e Rensenbrink, quest’ultimo vicecampione del mondo con l’Olanda, all’andata giocarono in un San Paolo stracolmo e furono assediati dagli azzurri per quasi tutta la partita. Il Napoli riuscì a segnare solo a nove minuti dalla fine con Bruscolotti per il definitivo 1-0.
Nel ritorno in Belgio, l’arbitraggio dell’inglese Matthewson suscitò molte polemiche. Dopo pochi minuti il Napoli andò in gol con Speggiorin, ma il direttore di gara annullò ingiustamente la rete. Quello fu solo il primo di una serie di episodi interpretati a favore dei belgi. Il Napoli giocò una grande partita. Esposito per gli azzurri colpì una traversa, ma l’Anderlecht riuscì, con i gol di Thissen e Van der Elst, ad ottenere in maniera immeritata la qualificazione. A fine partita il difensore azzurro Burgnich, criticò molto l’operato di quell’arbitro. Ora, per il Napoli, nell’urna di Nyon è stato sorteggiato il Dnipro Dnipropetrovsk.
L’andata della semifinale sarà il 7 maggio in Italia e il ritorno una settimana dopo in Ucraina. La squadra ucraina è l’ultimo ostacolo verso la finale di Varsavia che sarebbe la seconda finale europea per gli azzurri.

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