Scuola di Giornalismo Sportivo

Corso di giornalismo sportivo: Koulibaly, il gigante buono

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Antonio De Caprio, partecipante al corso diretto da Paolo Del Genio, ha analizzato la carriera in azzurro del difensore senegalese.

La metamorfosi di un uomo prima che del calciatore. Questo potrebbe essere il sunto dell’ultima annata calcistica di Kalidou Koulibaly,un ragazzone franco-senegalese,un gigante buono che dell’umiltà e del sacrificio fa il suo pane quotidiano.
Fra gli ultimi baluardi a servizio della difesa del Napoli ha più volte col fisico tolto le castagne dal fuoco meritandosi stima e consenso prima dai compagni e poi dal pubblico,da sempre molto esigente.
Arrivato a Napoli nell’estate del 2014 senza nessun clamore,etichettato come un giovane di prospettiva tutto fisico e polmoni,ha dovuto faticare non poco per guadagnarsi un posto da titolare nella difesa a 4 di Benitez.
Le prestazioni però,con tutto il reparto arretrato,non sono mai state convincenti:errori di posizione,di anticipo dell’uomo e di scarsa lucidità mentale.
Pecche di gioventù che si sono protratte per quasi tutto l’arco della stagione,salvo poche prestazioni al di sopra della media. Sembrava già finita la sua avventura al Napoli,messo sul mercato nell’estate scorsa,ma come in una favola c’è sempre il lieto fine.
Arriva il nuovo tecnico,dalla provincia,tale Maurizio Sarri,che già aveva fatto molto bene all’Empoli,portandosi con se la voglia di sfondare in una big e la sua maniacale perfezione per i movimenti di squadra. Kalidou rientra nel suo progetto,lo ascolta e lo incoraggia,come farà con tutti gli altri compagni.
La musica in difesa cambia,linea alta e movimenti precisi del reparto arretrato,tutti al servizio di tutti. Inizia la sua metamorfosi,diventa con il compagno centrale di reparto Albiol,la colonna portante che regge l’intera difesa.
Sicuro e preciso non sbaglia più un colpo,sopperisce con il fisico quando davanti a lui si presenta un avversario tecnicamente superiore,ragiona quando le situazioni di gioco impongono di mantenere la calma e aiuta a sbrogliare la matassa quando la squadra avversaria si spinge verso Pepe Reina che più volte,come una balia,si prende cura di lui motivandolo e dettandogli i passaggi.
Oggi molte squadre lo cercano,lui ammette di star bene a Napoli e di avere un rapporto speciale con il pubblico che lo acclama e si esalta quando con tocchi sopraffini ben oltre la sua tecnica, risolve situazioni potenzialmente pericolose. Il suo pensiero calcistico,la sua filosofia sul rettangolo di gioco è semplice e lineare:
“Nel calcio il rispetto si guadagna sul campo. Se sei bravo sul campo gli altri giocatori ti seguono. Se in campo te la tiri,se pensi di essere più bravo di tutti non può funzionare. Se sei generoso con gli altri,gli altri lo saranno con te”.

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