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Da verterbrati ad invertebrati. Una trasformazione che ha i suoi perchè

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Su loro stessa ammissione, bastò un attimo per accordarsi. I due si piacquero subito.

Il dopo Mazzarri per il Napoli non poteva essere migliore di come è stato. Tra Aurelio De Laurentiis e Rafa Benitez l’idillio scoppiò immediatamente e, come la più bella delle storie d’amore, la prole è venuta al mondo attraverso un parto plurigemellare. In rapidissima successione, all’ombra del Vesuvio, la cicogna depositò Reina, Albiol, Callejon e soprattutto Gonzalo Higuain. Evitiamo giri di parole, gente, che senza la presenza, l’appeal di un uomo come Rafa Benitez, a Napoli non sarebbe venuta.

L’entusiasmo è coinvolgente e contagioso. I risultati arrivano, ben oltre le aspettative vista l’acerbità del progetto.

A distanza di un solo anno, il Napoli è partito malissimo. La faccia conturbata di Benitez è quanto di più esplicito si possa osservare per ipotizzare umori e atmosfere. Guarda caso, a ruota, una serie di negatività: Reina non confermato, Albiol e Callejon irriconoscibili rispetto alle grandi prestazioni sciorinate la passata stagione (eppure entrambi hanno visto il mondiale comodamente seduti su divano e panchina), Higuain volitivo ma nervoso come mai.

Guarda caso, tutti “uomini” di Benitez.

Don Aurelio e Don Rafè hanno urgenza di ricompattarsi. Il Napoli si è dimostrato una squadra molle ed invertebrata. Per rialzarsi ha bisogno della spina dorsale smarrita. Subito.

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