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Dal campo Mandracchio al San Paolo, da William Poths a De Laurentiis, dalla Coppa Salsi alla Supercoppa di Doha

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Proponiamo una breve storia del calcio a Napoli, dopo le dichiarazioni del patron azzurro sull’effettiva data di nascita del Calcio Napoli. “Si dice che siamo al 90esimo anno di vita ma questa squadra è nata con me nel 2004, altro che 1926”, questo il senso delle parole dette da Auerlio De Laurentiis durante il convegno sul trentennale della scomparsa di Eduardo De Filippo.

Bhe, per essere precisi, il contatto tra la città di Napoli e il gioco del calcio è datato 1904, quando dei marinai inglesi incuriosirono i napoletani con delle partite di calcio che disputavano quando le loro navi attraccavano nel porto di Napoli. Proprio in quell’anno, i cittadini napoletani organizzarono la prima partita di calcio, documentata anche da un manifesto dell’epoca.

Sempre nel 1904, l’inglese William Poths fondò la prima rappresentativa cittadina chiamandola Naples Foot-Ball & Cricket Club”. E’ invece del 1906, anno in cui la squadra prese il nome di Naples Foot-Ball Club con Amedeo Salsi presidente, la prima partita di rilievo giocata a Napoli. Al campo Mandracchio, che si trovava tra piazza Municipio e via Marina, il Naples superò l’equipaggio della nave inglese Arabik per 3-2 vincendo la “Coppa Salsi”. Nel 1911 una scissione della squadra portò alla fondazione del secondo club cittadino, l’Internazionale di Napoli, ma ad entrambi i sodalizi partenopei non venne concesso di partecipare al campionato nazionale di calcio, disputato all’epoca solo da squadre del nord.

Ma i risultati dei due club cittadini non erano proprio esaltanti e così l’1 agosto 1926, il giovane industriale di origine ebraica Giorgio Ascarelli, decise di fondare “l’Associazione calcio Napoli”con l’intento di riunire i sodalizi cittadini allo scopo di creare un club più competitivo.  

Da quell’1 agosto 1926 sono cambiati i nomi fino ad arrivare all’attuale SSC Napoli, sono cambiati gli stadi fino a giocare al San Paolo, il tempio di Maradona dove sono state scritte le pagine più belle e vincenti di questa squadra. Da quell’1 agosto 1926 sono stati tanti i presidenti, i dirigenti, gli allenatori e i calciatori che hanno fatto l’epopea del calcio napoletano e italiano. Ricordarli tutti è impossibile.

La storia del Napoli, quella che non si può liquidare con nessuna battuta, parla anche di Carletto Iuliano l’ideatore della figura dell’addetto stampa. Impossibile non essere orgogliosi dei due scudetti, delle cinque Coppa Italia, delle due Supercoppe Italiane e della Coppa Uefa che hanno permesso alla città di colorarsi di azzurro in ogni angolo di ogni vicolo di Napoli.  

Ma allora 1904,1926 o 2004? Per i tifosi, l’unica vera costante di questa splendida storia,  non c’è dubbio alcuno. Il Napoli è nato nel 1926.

Da allora il popolo calcistico napoletano ha tramandato da nonno a nipote, di generazione in generazione, l’amore per quella maglia azzurra nella quale sono raccolte tutte le gioie e le sofferenze di una passione che non ha eguali nel mondo.
Il tifoso napoletano non rinnegherà mai la propria storia. Una storia che passa attraverso nomi indelebili come Arenaccia, Ascarelli, Vomero, San Paolo, Fuorigrotta, Ferlaino, ‘o Comandante Lauro, Vojak, Sallustro, Jeppson, Pesaola, Sivori, core ‘ngrato, ‘o lione, mister 2 miliardi, ‘o banco ‘e  Napule’, Vinicio, Zoff, Juliano, Savoldi, Clerici, Bruscolotti, Cannavaro, Careca, Higuain, Hamsik, Krol, Maradona. Una storia fatta di cori e canti, dell’urlo “The Champions” che ha fatto il giro del mondo, di aerei noleggiati per mostrare a tutti il proprio disappunto verso giocatori che si sono rifiutati di vestire la maglia azzurra. 

Per ogni napoletano il Napoli con i suoi novanta anni di storia, non è solo una squadra di calcio ma è “oje vita da vita mia, oje core ‘e chistu core”, con tutte le cose belle e brutte del passato. Questo sentimento così forte, questa passione così ardente, non potrà essere cancellata da nulla, nè da una sconfitta, nè da una retrocessione e, soprattutto, neanche da un fallimento.

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