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[VIDEO] Dalla Lazio all’Inter, la trasformazione di Higuain

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Solo l’estate scorsa, c’era chi proponeva di venderlo e chi si offriva di accompagnarlo in braccio all’aeroporto.  Magico. Così si può definire questo inizio di stagione del Napoli. Così come è magico anche il momento di Gonzalo Higuain. Eppure lo scorso mese di luglio in pochi credevano ancora nel centravanti argentino. 

Venderlo. Era questa l’idea di tantissimi tifosi e opinionisti napoletani, dopo il rigore che Higuain ha sbaglaito contro la Lazio nell’ultima giornata del campionato scorso. Quell’errore è costato al Napoli l’accesso ai preliminari di Champions League. Quel rigore (alla pari di Higuain) è stato sbeffeggiato con tante vignette fantasiose: dal pallone che colpiva un aereo mentre volava sopra il San Paolo, al pallone che rompeva il televisore di un extraterrestre su Marte. Era già dimenticata la doppietta che ha permesso al Napoli di trionfare a Doha. Poco importava che proprio Higuain, con un’altra doppietta, riportò il Napoli a undici metri dalla Champions quando lo 0-2 del primo tempo allontanò definitivamente il Napoli di Benitez da ogni possibilità di gloria. “Non è un leader”. “Non sarà mai un top-player”. “Non vale la metà di Cavani”. Radio, televisioni, opinionisti, tifosi comuni, erano quasi tutti d’accordo che sarebbe stato meglio venderlo per rifare la squadra. Addirittura tantissimi tifosi entrarono in competizione, per chi doveva accompagnare in braccio Higuain all’eventuale acquirente. Competizione diventata ancora più aspra e decisa quando il centravanti argentino, ha fallito il rigore con la sua nazionale nella finale di Copa America persa in estate contro il Cile.

Ritiro. Dopo la delusione in Copa America, seguita a quella del Mondiale 2014 perso in finale con la Germania e alla Champions sfumata per un suo errore, Higuain sembrava (ed è bene sottolineare sembrava) avesse perso ogni stimolo per restare a Napoli. Dava la sensazione (ed è bene sottolineare sensazione) di voler cambiare aria. Avrebbe preferito riaggregarsi al gruppo direttamente a Castel Volturno, dopo la parentesi in Trentino. Invece ha poi raggiunto i compagni nel ritiro di Dimaro, dove ha incontrato per la prima volta Sarri. Un lungo faccia a faccia con il tecnico, come spesso si vede fare tra un padre e un figlio. Sulle qualità di Higuain, Sarri non ha mai avuto dubbi. Per il nuovo allenatore del Napoli il “suo” centravanti aveva un solo problema: rideva troppo poco. La missione di far ritrovare a Higuain la gioia di giocare al calcio, è stato il punto di partenza del rapporto sincero, che era nato tra Sarri e l’attaccante “triste”.

Rinascita. Il lavoro di Sarri? La nuova preparazione atletica di Sinatti? La dieta alimentare che Higuain sta seguendo, su indicazione del Dottor Canonico? Una diversa serenità nella vita privata? Probabilmente è stata la giusta combinazione di questi fattori, a riportare Higuain nella èlite dei centravanti più forti al mondo. Mai si era visto “il pipita” saltare e cantare con i tifosi come ha fatto dopo la vittoria con l’Inter [GUARDA QUI il video]. Oggi Higuain è l’idolo (con Reina) dei supporters napoletani. E’ il top player che dopo venticinque anni, potrebbe ridare splendore all’immagine sbiadita di un Napoli vincente, immagine che ancora oggi si identifica nel volto di Re Diego. Proprio a Maradona, Higuain sta provando a togliere il record di numero partite consecutive giocate al San Paolo [LEGGI QUI], nelle quali i due sono andati in gol. Maradona è a 9 (in un solo campionato), Higuain a 8 (in due campionati diversi, 1 la scorsa stagione e sette in quella in corso).

“Higuain, Higuain, Higuain”. Così il San Paolo invoca il simbolo di una ritrovata speranza tricolore. Chissà se oggi c’è ancora qualche volontario pronto a portare Higuain in braccio al miglior offerente. 

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