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De Paola chiede scusa e su Mancini dice: “Credevo nella sua buona fede, ma è un ipocrita”

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Il direttore (napoletano) di Tuttosport, attraverso l’emittente radiofonica Crc, ha parlato del caso Mancini confermando quello scottante particolare sulla sua condotta nel 2001.

 

“Sei un frocio”. L’offesa sarebbe datata 2001 e sarebbe uscita dalle labbra di Roberto Mancini indirizzata ad un giornalista durante una conferenza stampa. La testata giornalistica firenzeviola.it avrebbe riportato l’episodio accaduto durante la stagione 2001-02 e da noi già documentato con questo articolo, Qui. Altri particolari sulla vicenda starebbero emergendo con il passare delle ore facendo cambiare idea a molti. Tra i tanti, pro-manciniani nell’immediato, a fare dietrofront è stato il direttore di Tuttosport, Paolo De Paola.

De Paola ha infatti chiesto scusa per il titolo in prima pagina di Tuttosport che, come da immagine, citava “Siamo tutti Mancini”: “Chiedo scusa per il titolo su Tuttosport, ho creduto alla sua buona fede, ma invece Mancini è un ipocrita – ha confermato Paolo De Paola -. Sono venuto a conoscenza di una realtà che era diversa rispetto a quella che avevo prospettato e scritto su Tuttosport, mi scuso perché Mancini è un ipocrita”.

Il direttore rincara la dose parlando proprio dell’episodio del 2001 ed indicando come appartenente alla Gazzetta dello Sport il giornalista insultato (che lascia presumere vi abbia avuto contatti diretti o indiretti, nda): ” La denuncia del tecnico sembrava veritiera e coraggiosa – confessa -. Mancini sembrava un paladino e invece era solo una cosa falsa perché lo stesso allenatore ha proferito quell’accusa ad un giornalista quando era a Firenze, e mi dispiace di aver fatto quel titolo perché Mancini è un ipocrita. L’ho seguito in buona fede, ma alla luce della verità, ripeto, Mancini è un’ipocrita. Mi piace confrontarmi con i fatti e al di là della mia buona fede, mi sembrava che quello di Mancini fosse un rincrescimento vero.

Ritengo che nascondersi dietro quella frase ‘sono cose da campo’ possa fungere da alibi per giustificare tutto, anche le combine, per cui resto convinto del fatto che ci sia comunque un muro da abbattere. Ma faccio un passo indietro perché non può esserci un moralismo facile, lo scheletro di Mancini lo abbiamo scoperto, il caso è identico e la parola giusta è ipocrisia. Mancini l’ha usata in cattiva fede portando avanti una bandiera che evidentemente non è la sua. Su Tuttosport, sul giornale e sul sito certamente vedrete qualcosa di diverso rispetto a quanto emerso nella giornata di domenica. C’è da indignarsi e mi spiace che siamo di fronte ad un’altra pagina sgradevole”.

Il trend della lunga intervista ha come parola fondamentale “ipocrisia” ed “ipocrita”. Il direttore di Tuttosport non le manda certo a dire e difende la reputazione del giornale chiedendo ufficialmente scusa. Alla luce dell’episodio, ancor più che prima, Mancini agli occhi dei media nazionali e locali è ancor più passato dalla parte del torto. 

 

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