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Dieci anni di lui, dieci anni di te. Auguri a noi

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Curatela fallimentare. Un termine comprensibile a pochi ma sulla bocca di tutti.

 

L’INCUBO FALLIMENTO

Il malato terminale Napoli teneva in folle apprensione milioni di cuori sofferenti. Una malattia lunga, incalzante, che dava poco spazio a spiragli di guarigione. L’agonia in cui versava il Calcio Napoli sembrava giorno dopo giorno sempre più irreversibile. “Nun ce stann 6 milioni di euro“. Questa la frase ricorrente sulla bocca di tutti i tifosi azzurri. Questa la cifra che avrebbe evitato al Calcio Napoli il fallimento. Le ore trascorse sotto il Tribunale di Napoli, le attese, i rinvii, fino alla sentenza, la più triste, la più mortificante, la più dolorosa: Il Calcio Napoli, dopo 78 anni di storia, fallisce.

Era l’agosto del 2004, e la Napoli calcistica vive un dramma senza precedenti.

LA NAPOLETANITA’

Una sola parola, dal suono dolce, caldo, familiare. Una sola parola, dal profumo di business.

E’ questo il termine che fa scattare la molla nella testa di Aurelio De Laurentiis. Un termine che vorrebbe dire legame con le sue imprescindibili origini, ma soprattutto impresa, successi, popolarità, visibilità, guadagni.

E così, l’imprenditore romano di origini napoletane, non ci pensa su due volte. Come da lui stesso raccontato più volte, “racimola” ad insaputa della moglie assegni per 32 milioni e 700 mila euro ed acquista il Calcio Napoli.

Una emozione unica, per lui, ma soprattutto per il popolo azzurro, mortificato dal fallimento ma entusiasta come una mamma a cui viene sottratto un figlio, ma ne vede nascere uno tenero, indifeso, su cui riversare tutto il proprio amore.

LA RINASCITA

Si riparte da Paestum, sede del ritiro azzurro,da zero. Senza strutture, senza casacche, senza palloni, ma soprattutto senza competenza alcuna.

Aurelio De Laurentiis ed il calcio erano agli antipodi, come Caravaggio e Picasso.

Urge condottiero, occorre un grande dirigente. Ed il neo-Presidente del Napoli centra il primo colpo di quella che sarà una lunga serie, Pier Paolo Marino.

ERA SERIE C…MA SEMBRAVA LA A

La prima esibizione ufficiale della neonata Napoli Soccer è l’espressione più commovente di un amore senza confini. Settembre 2004, campionato italiano di Serie C, Napoli-Cittadella si disputa davanti a ben 46000 spettatori commossi e felici. Una incredibile follia.

GLI OBIETTIVI

L’obiettivo dichiarato è tornare in serie A in 5 anni. La crescita è esponenziale, passa inevitabilmente attraverso cadute e successi, cambiano i mister, così come i calciatori, ma la creatura Napoli cresce, di pari passo alla passione irrefrenabile dei suoi tifosi.

Hamsik e Lavezzi i primi grandi ed indimenticabili colpi di mercato, indimenticabili come una data, 10/06/2007, il Napoli torna in serie A.

Da quel giorno, il Napoli, lentamente, si è piazzato ai vertici del calcio italiano, conquistando due Coppe Italia, due qualificazioni in Champions League, piazzandosi due volte al terzo posto ed una volta al secondo.

Una crescita costante fatta di risultati sportivi entusiasmanti, di acquisti roboanti e soprattutto di una eccellente abilità gestionale del club che ha fatto quadrare bilanci e risultati sul campo.

LO SCETTICISMO E LA DELUSIONE

L’ultima campagna acquisti ha deluso le aspettative, ma soprattutto ha tradito le stesse dichiarazioni trionfalistiche pre-campionato del Presidente De Laurentiis. Adesso tutti aspettano sia il campo a smentire pessimismo e a dissipare dubbi. L’amaro in bocca c’è, inutile negarlo.

Proviamo a trasformarlo in piacere dolciario godendoci il decimo compleanno della nostra splendida creatura. Auguri, Calcio Napoli.


 

 

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