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Doblas: “Sono pronto a dare a Benitez cio’ che lui mi chiede. Se Reina vorrà riposare ci sono io”

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Il portiere del Napoli, Toni Doblas, ha rilasciato una lunga intervista a El Pais. Una lunga intervista dove il portiere si racconta e parla anche del suo ambientamento a Napoli e del rapporto con i suoi nuovi compagni di squadra.
Ecco l’intervista di Doblas:
“Quando mi ha chiamato Rafa Benitez non ci credevo. Mi stavo allenando con la squadra dell’AFE e penso che questa sia una benedizione di Dio dopo tante delusioni.A gennaio il mio agente mi aveva offerto al Betis, dati i loro problemi in difesa, ma gli hanno risposto che non rispecchiavo il profilo che cercavano ed alla fine hanno scelto Adan. I tifosi del Betis mi avrebbero voluto, ma alla fine nessuno è profeta in patria.

In Azerbaigian mi hanno ingannato. Non solo non ho avuto tutti i soldi che avevo pattuito, alla fine per venire a Napoli ho dovuto rinunciare a 250mila euro. Lì era difficile ma prendo di buono ciò che ho imparato dalla cultura di un paese musulmano.

Ho 33 anni e mi sento bene. Non ho capito perché il Beltis non si è fidato di me. Mi chiamò Xavi Valero, preparatore dei portieri di Benitez, per chiedermi come stavo e perché ero disoccupato. Poi mi ha chiamato Benitez per comunicarmi che punatava su di me: sono rimasto scioccato. Si è tutto concluso in quattro giorni, in cui non ho mangiato e non ho dormito. Ora eccomi a Napoli: sono pronto a dare a Rafa ciò che lui mi chiede.

Sono stato accolto molto bene, soprattutto dagli spagnoli, e in particolar modo da Reina e Callejon, che sono andalusi come me. Pepe mi ha dato il suo numero di telefono e mi ha detto di chiamarlo per ogni cosa, ho apprezzato molto il suo gesto. E’ un ragazzo semplice come Callejon. Reina ha carattere e personalità. Spero di imparare da lui in questi quattro mesi, e nel caso se volesse rilassarsi un po’, io ci sono.

Oltre agli spagnoli e Higuain, ci sono giocatori molto validi. Uno è Hamsik, che conoscevo per la sua cresta. E’ fantastico. Un altro è Pandev, poi c’è Insigne. E inoltre, in Italia trovo uno dei miei idoli come portiere: Buffon.

Teniamo alla finale di Coppa Italia. Ora voglio stabilirmi a Napoli, da quel poco che ho visto qui è come un piccolo pezzo di Andalusia e si mangia alla grande. Le persone sono fantastiche, forse anche troppo. Mi hanno detto che per loro Maradona è un Dio e che ha giocato nel Siviglia, ma io sono del Beltis. Callejon mi ha detto che non ha mai bevuto una birra perché i tifosi lo avrebbero assediato.

Credo di meritare questa occasione, voglio convincere Benitez in questi quattro mesi. Rafa è una persona onesta, molto diretta, un malato di calcio”.

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