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ESCLUSIVA. Napoli, questione stadio: ecco la verità sui lavori.

De Laurentiis per il lunedì della prossima settimana, avrebbe in agenda un incontro con esponenti del mondo finanziario per portare avanti il progetto del restyling del San Paolo.

L’imprenditore edile e gradissimo tifoso del Napoli Dott. Pasquale Castellone, ha parlato in esclusiva con 100×100 Napoli, di alcuni aspetti burocratici ed esecutivi che riguardano l’inizio dei lavori previsti allo stadio di Fuorigrotta.

“Faccio parte di un gruppo di imprese che si occupa di questo tipo di lavori. Ho avuto già modo di collaborare con la vecchia società del Napoli e con il Comune di Napoli, per una serie di interventi allo stadio San Paolo. Se i lavori li farà De Laurentiis, come probabilmente sarà, noi parteciperemo alla gara per l’assegnazione dei lavori”.

Quali sono gli interventi più urgenti da fare?

“Dalle uscite di emergenza, ai servizi igienici che non esistono neanche nel settore tribuna. Dagli interventi per mettere in sicurezza gli intonaci, alla copertura che quando piove fa acqua. Poi c’è il problema parcheggi, Considerando dov’è ubicato il San Paolo, è difficile trovare un’area per farne dei nuovi. Quelli sotterranei costruiti per Italia 90, hanno una capacità di poche centinaia di posti e quando piove sono soggetti ad allagamenti, quindi inagibili. L’unica cosa buona del San Paolo è il manto erboso”.

Ristrutturare uno stadio: quali sono le principali difficoltà che si possono incontrare nell’esecuzione dei lavori?

“I lavori allo stadio si possono fare in due modi: o in cemento chiusi in carpenteria metallica, oppure sempre in cemento ma in prefabbricato. In entrambi i casi qualcuno dovrà produrre i materiali e questo richiederà un bel pò di tempo. Morale della favola, i lavori allo stadio verranno fatti sempre con la stagione calcistica in corso, un settore alla volta perché così vanno fatti. Inoltre essendo cantieri a cielo aperto e i lavori si svolgeranno durante la stagione invernale, ci potrebbero essere una serie di rallentamenti legati alle condizioni metereologiche”.  

Secondo lei, quanto tempo ci vorrà per consegnare ai tifosi uno stadio più accogliente e funzionale?

“Secondo me i lavori difficilmente partiranno prima di novembre.  Se domani mattina firmano l’accordo economico e tecnico, in sessanta giorni si preparano i piani di fattibilità e il crono-programma. Poi bisogna bandire la gara per l’assegnazione dei lavori, fare i piani di sicurezza.  La prima cosa che la gente deve sapere, che a oggi non c’è ancora un progetto presentato, non c’è ancora il piano di fattibilità, non sono stati fatti ancora gli ordini. Per eseguire un qualsiasi lavoro al San Paolo, sia esso di restyling o di ricostruzione o di restaurazione, se dovessimo avere oggi tutte le carte in regola, servirebbero non meno di sessanta giorni per far partire i cantieri. Solo per ristrutturare una curva servono almeno 6-8 mesi”.      

 Quindi le partite del Napoli si svolgerebbero con lo stadio parzialmente chiuso come sta accadendo a Udine?

Attenzione a una piccola differenza: quello di Udine si sta rifacendo ex novo, ossia che si abbatte completamente un settore per poi ricostruirlo. Per il San Paolo si parla di lavori di ristrutturazione o di restyling, quindi interventi da eseguire sul vecchio per riportarlo a nuovo. Ho la sensazione che considerando i soldi che ci vogliono, non verranno neanche ristrutturati tutti i settori. Comunque ci vorrà del tempo”.

 Secondo la sua esperienza quanti soldi servirebbero per costruire uno stadio completamente nuovo?

“Il protocollo Roma presentato l’altro giorno per lo stadio nuovo, prevede un impianto dall costo che toccherebbe il miliardo. Secondo me, al Napoli basterebbe anche un impianto da 40-45 mila posti come lo Juventus Stadium, dal costo di circa 300 milioni di euro. Ma ovviamente De Laurentiis non ha i soldi per costruirlo da solo e quindi sarebbe necessario ricorrere a una soluzione tipo Manchester City o Arsenal con l’aiuto di un grande sponsor. Ma solo che nella città di Napoli, dove Comune Provincia e Regione sono in dissesto, difficilmente qualcuno investirebbe tanti soldi. Quindi inutile illudere i tifosi. Si faranno i lavori di restyling al San Paolo ma è difficile prevedere il reale inizio dei lavori”.

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