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ESCLUSIVA. Volpecina: “Che emozione vincere lo scudetto a Napoli, ecco cosa serve”

Giuseppe Volpecina è stato il terzino sinistro (oggi esterno difensivo) del Napoli che ha vinto il primo scudetto.

In quel campionato al Comunale di Torino ha segnato uno dei tre gol che ha regalato al Napoli una storica vittoria in casa della Juventus dopo 29 anni.

Oltre che nel Napoli Volpecina ha giocato anche nella Fiorentina e nel ruolo di doppio ex, in vista della sfida di domani, ha parlato in esclusiva ai microfoni di 100×100 Napoli.

Hai giocato al fianco di due tra i calciatori più forti di tutti i tempi: Baggio e Re Diego. Al di là del contributo di classe in campo, per uno spogliatoio quanto è importante avere dei top-player?

“Avere i giocatori cha fanno la differenza è importantissimo perché ti fanno partire 1-0. Inoltre sono importanti anche dal punto di vista psicologico e sapere che ci sono ti trasmette tranquillità, inoltre sono uno stimolo in più per fare sempre meglio”  

A proposito di Maradona lo scorso 10 maggio è stato ricordando lo scudetto vinto 30 anni fa grazie anche al tuo fondamentale contributo. Cosa hai provato durante il giro in città?

“Mi sono emozionato tantissimo. La gente, i tifosi, sono stati tutti tanto calorosi e dopo tanti anni non me lo aspettavo. Mi sono meravigliato che c’erano tanti giovani che non hanno vissuto quella gioia, ma ci hanno chiesto autografi, foto e fatto domande. E’ stato davvero bello. E’ stata un’emozione grande. Magari uno scudetto alla Juventus passa come dire…inosservato, mentre a Napoli è stato un qualcosa di grande vincere il primo scudetto, un qualcosa di inestimabile”

Anche se non ci sono tanti campani come nella squadra dell’87, il gruppo attuale del Napoli sembra unito come quello dello scudetto: può bastare per vincere un campionato?

“La compatezza del gruppo deve essere alla base di tutto, ma deve essere accompagnata anche dalla compatezza della società. Ovviamente noi campani ci sentivamo più responsabili perché sapevamo bene cosa significasse vincere uno scudetto a Napoli e per noi aveva un sapore particolare. La squadra di oggi si vede che è unita e compatta e sa giocare al calcio. Secondo me grazie a questi fattori siamo vicini a fare qualcosa d’importante. Però non bisogna disperdere quanto fatto e creato in questi anni. Anzi dobbiamo continuare a migliorare. I segnali dei rinnovi vanno in questa direzione. Sono ottimista per il futuro”.

Hai parlato di migliorare, ma in cosa può migliorare questo Napoli che gioca così bene?

“Tutte le squadre sono migliorabili, anche la Juventus e il Real Madrid. Il Napoli gioca bene anche meglio della Juventus e sotto questo punto di vista è difficile da migliorare. Il Napoli per fortuna soffre pochi infortuni ma forse qualche sostituto per far rifiatare i titolarissimi in tutti i ruoli.  Magari un difensore forte in più, perché no anche un attaccante ancora più forte. Ad esempio, giusto per parlare del mio ruolo, nella Juve se non gioca Alex Sandro gioca Asamoah. Ovviamente la Juventus ha un fatturato maggiore e può fare questo discorso”.

Nel 1987 con il Napoli hai vinto lo scudetto però ci fu l’eliminazione al primo turno in Coppa Uefa; con la Fiorentina sei arrivato in finale dell’allora Coppa Uefa, oggi Europa League, rischiando però la retrocessione: è una coincidenza che il Napoli quest’anno ha perso le uniche 4 partite prima o dopo una gara di coppa?

“Ho sempre sostenuto che le coppe portano via energie e concentrazione e che difficilmente in Italia si riescono a fare nella stessa stagione grandi prestazioni in Europa e in campionato. Anche la Juventus con la Roma ha dovuto cedere qualcosa in vista della finale di Coppa Italia. La stanchezza non è solo fisica ma anche psicologica e avere validi ricambi è fondamentale. Ad esempio il Napoli quest’anno a centrocampo ha potuto alternare sei calciatori in tre ruoli e per essere competitivi in più competizioni la rosa allargata è fondamentale”.

A proposito di Fiorentina. Domani la “Viola” gioca nel tuo San Paolo. Che partita immagini

“Il Napoli è in grande forma ed ha grande qualità. Anche se scavalcare la Roma è difficile, non bisogna mollare fino alla fine perché il campionato italiano riserva sempre grandi sorprese. Sono un grande estimatore della Fiorentina ma penso che in questo momento non c’è partita, anche se la Fiorentina cerca i punti per la qualificazione in Europa League”

Oggi un esterno forte come Volpecina giocherebbe ancora nel Napoli o invece nel Real Madrid piuttosto che nel Barcellona?

“Volpecina giocherebbe sempre nel Napoli perché lì sono stato alla grande e sono rimasto deluso quando non mi hanno confermato al fianco del calciatore più forte di tutti i tempi. Forse con quello che c’è in giro oggi penso che mi sarebbe arrivata un’offerta importante da qualche top club europeo”.

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