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Grava: ” Un sogno? Vorrei che aumentassero i ragazzi da portare in prima squadra e che gli Insigne si moltiplicassero per diventare un piccolo esercito”.

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Scugnizzo tra gli scugnizzi. Dal campo alla scrivania il passo è stato quasi istantaneo. Ma il trasferimento è solo apparenza perché per Gianluca Grava, quella scrivania è pur sempre il campo. 
Grava, ex difensore del Napoli e, adesso,  responsabile tecnico del settore giovanile, ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport che vi riportiamo:
Dalla C alla A e poi dal campo alla scrivania. Grava, che tipo di equazione è?
“Certo, ci sono differenze, ma non abissali. È sempre calcio. Solo che adesso giro per i campi di allenamento facendo funzionare più gli occhi che i piedi. È un’altra forma di partecipazione, ma sempre molto gratificante. Una cosa diversa quando salivo la scaletta del San Paolo col cuore in subbuglio”.

Il brutto è il bello della sua avventura
“Il top è stato la promozione dalla B alla A nel delirio di Genova. In senso opposto, anche i momenti dell’infortunio al ginocchio contro la Fiorentina, e del presunto illecito. Il secondo di gran lunga peggiore, perché lì non potevo contare solo sulle mie forze. A differenza dell’infortunio”.

Con la prima squadra è salito di tono anche il vivaio, è arrivato Lorenzinho.
“Abbiamo diviso per un periodo anche la stanza. E’ un ragazzo d’oro, un patrimonio del club. Mi spiace che abbia avuto mercoledì quello scambio poco opportuno con parte della tifoseria. Lo conosco, è un istintivo ma anche un emotivo e sente come pochi la partita. Inoltre è innamorato pazzo della sua maglia, e tutti dovrebbero tenerne conto”.

I nuovi Insigne: potrebbe essere anche un Tutino?
“E’ un ragazzo davvero molto interessante. Ce ne sono diversi nelle giovanili da seguire. Gennaro ha grandi colpi ma deve convincersi che la strada è ancora molto lunga e che il Napoli deve essere solo un punto di arrivo”.

Parte il torneo di Viareggio.
“Sì, giochiamo per primi con l’Anderlecht lunedì 3. Una vetrina ma anche un’occasione in più per aggiungere esperienza”.

Come la Youth League? Lì c’è stata l’impresa.
“È vero. Arrivare agli ottavi è già un po’ come averla vinta. Ma proveremo a rendere la vita dura anche al Real il 26 febbraio. Saurini sta facendo un gran lavoro”.

C’è un sogno?
“Vorrei che crescesse il numero di ragazzi da portare in prima squadra. Sarebbe il massimo se gli Insigne si moltiplicassero per diventare un piccolo esercito. Evitando di fare spesso la fortuna degli altri club. Ci metterò corpo e anima”.

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