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Higuain è storia, più della storia, anzi è leggenda

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Con la tripletta segnata al Frosinone, ha superato Angelillo e Nordahl.

“Son venuto da lontano ma qui è casa mia (…) grazie di chiamarmi figlio seconda mamma mia”. Vedere quell’argentino con la maglia azzurra numero nove muoversi in campo con tanta armonia, classe e determinazione, fa venire in mente le parole cantate da Diego nella canzone dedicata ai napoletani dopo la gioia per la vittoria del primo scudetto.

Con i suoi gol Gonzalo Higuain non solo ha regalato 36 momenti di gioia immensa ai suoi “tifosi ‘nnammurati”, ma è riuscito ad andare oltre. Minuti 52′, 62’ e 71’ della partita con il Frosinone, sono i battiti di orologio che alle ore 22:18 del 14 maggio 2016 hanno accompagnato Higuain nella storia del calcio italiano e il Napoli in Champions League, entrando dalla porta principale. 

Con 36 gol in 35 partite ha superato il record del maggior numero di reti segnate in un solo campionato, stabilito dallo svedese del Milan Nordahl nel lontano 1949-50. Inoltre Higuain ha superato il record della media gol a partita (1,03 gol a partita) stabilito dall’argentino dell’Inter Angelillo nella stagione 1958-59.

Higuain ha vinto la sfida che per stimolarlo “papà” Sarri gli ha lanciato tra Dimaro e Castel Volturno: “Higuain deve sorridere di più. E’ da Pallone d’Oro è una testa di c…o se non lo vince”.

Nove doppiette e una tripletta rappresentano anche una rivincita morale contro la mentalità poco ambiziosa del calcio italiano, che lo ha obbligato a uno stop di tre giornate che gli ha pregiudicato la vittoria della Scarpa d’Oro, ma non l’umiliazione del secondo della classifica dei marcatori che ha segnato più o meno la metà dei suoi gol.

Higuain ha costretto al pentimento chi lo scorso anno, ingiustamente, aveva perso la fiducia in lui dopo il rigore sbagliato con la Lazio. Quell’errore avrebbe steso chiunque ma non Higuain, l’argentino che a Napoli già ha lasciato un segno come Pesaola, Sivori e Maradona.

Muchas Gracias Gonzalo ma, come disse il grande Diego ai suoi compagni di squadra dopo aver regalato il primo scudetto ai napoletani, “ adesso deve continuare la vittoria”.

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