Calcio&Business

Il Calcio e la Borsa

IL CALCIO IN BORSA

In Italia ed in Europa, negli ultimi anni, oltre alla grandissima importanza del calcio come fenomeno sportivo, si è assistito ad una crescente importanza dello stesso come fenomeno economico.

Nel mondo del calcio, dove l’essere competitivi è strettamente legato alla capacità di effettuare investimenti importanti, ha comportato, per le società di calcio, la necessità di una domanda di finanziamento sempre maggiore e, di conseguenza, l’ingresso nei listini di borsa, come una fonte di finanziamento vantaggiosa. Nel calcio moderno, la quotazione in borsa rappresenta, quindi, una interessante fonte di finanziamento, ma, dovrebbe, anche comportare un maggior rigore economico finanziario ed una più attenta diversificazione delle proprie attività, cioè una maggiore stabilità dei ricavi.

In Italia, la possibilità della quotazione in borsa, per le società di calcio, è legata alla Legge 586 del 1996, che ha dato la possibilità alle società calcistiche di distribuire gli utili, ed alla riforma Draghi del 1998, che, eliminando la regola dei tre bilanci consecutivi in utile per accedere al listino, ha permesso la quotazione anche alle società sportive. Le fortune delle tre società italiane quotate in Borsa, la Juventus la Roma e la Lazio, non sono particolarmente esaltanti, volendo usare un eufemismo. Si tratta di titoli con una capitalizzazione modesta, soggetti a forti oscillazioni e su cui, nel breve periodo, incidono fattori come i risultati di una partita, difficilmente prevedibili. In generale si ritiene che i titoli delle società di calcio presentino elevati rischi ed una volatilità sicuramente maggiore alla media, spesso proprio per lo stretto legame tra i ricavi ed i risultati agonistici. Si pensi al titolo della Roma che ha chiuso il 2013 con un +127%, concentrato negli ultimi tre mesi ed ora quota il 34% in meno rispetto al massimo dello scorso 30 ottobre. Più tranquille le azioni Juventus, in rialzo del 6%, ma con oscillazioni di quasi il 60% nel corso del 2013. Nonostante i rialzi avuti nel corso dell’ultimo anno, i valori dei titoli delle tre squadre italiane sul listino, sono molto al di sotto dei rispettivi prezzi di collocamento (-80% la Roma; -90% la Juventus; -97% la Lazio). Il motivo principale è legato al fatto che il collocamento è avvenuto tra il 1999 ed il 2001, con la Borsa ai massimi storici e solo da poco si è arrestato il deflusso di fondi innescato dalla crisi del 2008, che ha colpito in particolar modo le small cap. Questo il contesto italiano.

In Europa, l’annata è stata da incorniciare – almeno finanziariamente – per Borussia Dortmund (+34%), Ajax (+25%), Celtic Glasgow (+52%). Tra i club europei, il Manchester United fa storia a sé. Il titolo, controllato dalla famiglia americana Glazer, tra i soci annovera anche il magnate della finanza George Soros ed ha chiuso con un rialzo del 10% mantenendosi su valori superiori alla quotazione, nonostante possa contare su ricavi da diritti televisivi inferiori a quelli della Juventus;  è finanziariamente molto più solido, potendo contare su Stadio di proprietà, su un modello gestionale basato su un’attenta diversificazione delle attività,  e la capacità di trasformare la vendita del prezzo dei biglietti e l’affetto in incassi da merchandising e sponsorizzazioni.

Negli Usa, a differenza dell’Italia e dell’Europa, a flirtare con la finanza sono soprattutto squadre di hockey, baseball, basket, football, o addirittura società che emettono azioni di singoli atleti. E’ il caso della Fantex (https://fantex.com/), la prima piattaforma di trading registrata ufficialmente, che permette di comprare e vendere azioni agganciate al valore e alle performance di un atleta professionista. Il sito della società spiega che si tratta di azioni vere e proprie, registrate presso la Securities and Exchange Commission (SEC), praticamente la Consob statunitense. La società è stata costituita da un insieme di dirigenti in tutta la Silicon Valley, Wall Street e il mondo dello sport. La Fantex prevede di acquistare il 10 per cento dei futuri guadagni di Vernon Davis, , il “tight end” dei San Francisco 49ers, squadra professionistica di football americano, per 4 milioni di dollari. Per finanziare l’operazione punta a vendere agli investitori azioni il cui valore sarà legato alla performance economica dell’atleta, che include il valore dei contratti da giocatore, accordi aziendali e gettoni di presenza ad eventi. Per l’Ipo di Foster è stato raggiunto un accordo per il pagamento all’atleta di 10 milioni di dollari per una quota del 20% nei suoi guadagni futuri. Fantex non ha ancora fatto un deposito titoli per l’affare Davis, e ci vorrà ancora un po’ di tempo. Ma il contratto è cosa fatta.

Immaginatevi lo stesso fenomeno in Italia: quanti ultras della Roma comprerebbero le azioni di De Rossi o Totti? Quanti della Lazio quelli di Klose? E per gli Juventini, quanti “strong buy” per Pirlo. L’Italia, come abbiamo visto, però, non è ancora pronta per lo sport quotato. Gli Stati Uniti, invece, sì. Immaginiamo se ci fosse l’azione  Danilo Gallinari, stella italiana crescente del basket Nba, potrebbe essere una bella idea. Al contrario dell’Italia, in giro per il mondo lo sport quotato, inteso come club, abbigliamento, marketing e simili, sa anche dare soddisfazioni.

Perché quindi non le potrebbero dare le azioni legate a grandi atleti? A livello internazionale ci sono atleti, ormai vere aziende, che forniscono, anche economicamente, più garanzie di tante società quotate a Piazza Affari. Solo per fare qualche esempio: sarebbe stato meglio investire sulla pulce Messi o su Alitalia?  E Cristiano Ronaldo, con la sua nuova linea di abbigliamento intimo (CR7 Underware), non fa forse vedere una crescita di utili che sarebbe da sogno per la Zucchi, di cui è sofferente  maggiore azionista Gigi Buffon? Per ora non è possibile, ma in un futuro non troppo lontano, qualcosa di simile potrebbe accadere. La strada si è aperta negli Stati Uniti, si attendono risvolti in Europa.

Peccato solo che oggi il Napoli non sia più quello di Maradona, il vero Fenomeno in campo, che, sicuramente, avrebbe sbancato anche in Borsa.

Fonte: IlSole24Ore

 
 

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