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Il Napoli a Dimaro. Una settimana passata tra schemi e moduli

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Nella prima settimana di ritiro, la squadra ha provato e riprovato gli schemi previsti dal credo di Sarri, ripresi dall’occhio attento del drone. Si è conclusa la prima settimana di ritiro. Il sole di Dimaro ha accompagnato gli azzurri in questi primi sette giorni in Trentino, facilitando non poco il lavoro di mister Sarri. C’è da far assimilare ai calciatori nuovi moduli e nuovi automatismi tanto nella fase difensiva quanto in quella offensiva.

I nuovi moduli.
Dimaro è un’accogliente località del Trentino tra le Dolomiti del Brenta a un’altitudine di 766 mt. Quando nel calcio vengono tirati in ballo i numeri, il pensiero vola subito a quelli dei moduli. Sarri finora ne ha provati due: il 4-3-1-2 (a quanto pare il suo preferito) e il 4-3-3 (valida alternativa considerando la rosa attualmente a disposizione). Il punto che accomuna questi due schieramenti è la difesa a quattro. La variante principale, l’esclusione del trequartista a vantaggio di due ali ad affiancare la punta centrale.

Il gioco delle coppie. 
Quando Sarri ha schierato i calciatori per provare schemi e moduli, si è notata una prima idea dei ruoli che avranno i vari componenti della squadra. Come sono stati abbinati in campo nelle due formazioni contrapposte, è poco indicativo perchè la rosa a disposizione di Sarri non è ancora quella definitiva, considerando le trattative ancora in corso sia in entrata che in uscita.

Portieri: il leader Reina sarà sicuramente il titolare del ruolo, anche se il secondo Gabriel ha le potenzialità giuste per ritagliarsi molto spazio tra i pali del Napoli. Il terzo portiere sarà scelto tra Andujar e Rafael, l’escluso verrà sicuramente ceduto.
Difesa: esterni di destra: Maggio-Henrique, centrali di destra: Albiol-Koulibaly; centrali di sinistra: Luperto-Britos; esterni di sinistra: Ghoulam-Strinic.
Centrocampo: mezzali di destra: Inler-David Lopez; centrali con compiti di regia: Valdifiori-Jorginho; mezzali di sinistra: Hamsik-de Guzman. 
Atttacco: nel modulo 4-3-1-2: trequartisti Insigne-El Kaddouri, seconde punte Mertens-Callejon, prime punte Gabbiadini-Duvan; nel modulo 4-3-3 esterni di destra Callejon-Insigne, esterni di sinistra Mertens-El Kaddouri, punte centrali Gabbiadini-Duvan. Ovviamente mancava Higuain. 

La fase difensiva.
Maniacale. Questo è l’aggettivo giusto per definire l’applicazione di Sarri sotto questo aspetto. I quattro difensori sono stati schierati molto compatti, con gli esterni vicini ai centrali, per favorire l’intesa di reparto. Per gli attacchi subìti dalle fasce laterali, solo l’esterno si stacca per andare a contrastare l’avversario, mentre gli altri tre mantengono la posizione. Interessante il movimento a elastico sui lanci lunghi e gli automatismi previsti sul giro palla lento degli avversari. Sui calci piazzati laterali Sarri ha provato la difesa schierata con sette uomini al limite dell’area posizionati a zona e pronti a scappare all’indietro al momento del calcio, più due incaricati di contrastare l’eventuale tiro degli avversari sulla respinta ed un solo uomo a limitare lo spazio al battitore. Sempre con lo schieramento a zona, sono stati provati i calcio d’angolo passivi, con quattro uomini nell’area piccola e quattro in quella grande per fare densità, più uno sul palo pronto a chiudere l’eventuale calcio d’angolo corto e un altro incaricato di coprire l’eventuale ribattuta.  

La fase offensiva.
Sarri ha impostato l’allenamento della fase offensiva basandosi sull’intensità e sulla rapidità delle azioni. Esercizi possibilmente a un tocco, massimo due, con rapide verticalizzazioni e sovrapposizione degli esterni, anche con l’inserimento da dietro del trequartista per battere a rete. Provate anche le ripartenze con palla nascosta (simulando l’interruzione dell’azione dell’avversario a metà campo) e sugli errori degli avversari sulle loro rimesse laterali. Provati anche gli automatismi nella costruzione dell’azione partendo dalla difesa, facendo passare obbligatoriamente la palla per il centrocampista centrale (Valdifiori o Jorginho) che deve essere pronto a lanciare gli attaccanti con immediate verticalizzazioni.

Dopo il pomeriggio di riposo di ieri, vedremo in questa seconda settimana cosa ci proporrà Sarri in attesa di scoprire qualche volto nuovo e, perchè no, magari avere buone nuove da Higuain.

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