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Il rutto libero

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Il concetto del rutto libero nasce dal fatto possa essere emesso senza vincoli o costrizioni, senza vergogna, anzi, addirittura l’autore se ne può compiacere soddisfatto.

 

E’ quello che potrà fare un qualsivoglia tifoso (o pseudo tale) voglia andare ad insultare qualcuno allo stadio.

L’ideologia che è alla base del rutto libero ha origine nel volersi sottrarre ad una costrizione, ad una regola, ad un qualcosa che limita, reprime e sopprime. Principio addirittura condivisibile, se lo si rapporta alla libertà d’espressione, ma solo fin quando non ci si imbatte nel secondo punto all’ordine del giorno, il rispetto altrui.

Ed a tavola, così come allo stadio, il rispetto dell’avversario non dovrebbe  mai essere dimenticato. Dunque, evviva il rutto libero, ma a casa nostra, laddove non offende ed infastidisce nessuno.

Questa naturale pratica, la cui fisiologia prevede l’apertura delle fauci con contestuale rilascio violento di gas contenuti nello stomaco, emette rumorosi guaiti che fanno rabbrividire i vicini di tavola.

In virtù di ciò, la società civile, ha ben pensato di regolamentare la pratica del rutto libero nel rispetto degli altri esseri umani.

A quanto pare, purtroppo, lo stadio di calcio, in Italia, deve assomigliare sempre più ad una navicella spaziale al cui interno vivono alieni senza regole piuttosto che esseri umani e civili.

Ma forse il mondo gira al contrario. Ed aveva ragione la Littizzetto quando affermava che la bellezza è roba che viene fuori da dentro. Come i rutti.

 

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