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Il silenzio è d’oro, soprattutto se osservato dai procuratori

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Il Napoli è in silenzio stampa, ma c’è chi li sostituisce facendo lunghe tournèe radio-televisive. I calciatori del Napoli sono in silenzio stampa e quindi non parlano. A dire il vero da quando c’è De Laurentiis alla presidenza del Napoli lo hanno fatto raramente, eccezion fatta per le interviste previste da determinati accordi.   

A bilanciare il difetto di loquacità dei calciatori ci pensano però i loro procuratori. Pungolati ad arte da alcuni media nazionali e soprattutto locali, non perdono occasione per manifestare una certa insoddisfazione per i contratti che loro stessi ai propri assistiti hanno consigliato di firmare. Troppo spesso c’è chi si dimentica (o fa finta di dimenticare) che l’autografo sul contratto è stato firmato liberamente senza nessuna costrizione accettando quanto in esso scritto, ingaggio e durata compresi. I contratti se non soddisfano non si firmano, ma se si firmano vanno rispettati. 

A volte l’impressione è che ci sia una regìa occulta capace di organizzare scientificamente un vero e proprio turn-over mediatico, che vede i procuratori alternarsi per rilasciare dichiarazioni di presunti mal di pancia (ma saranno poi veri?) dei loro assistiti. Come da prassi consolidata il chiacchiericcio aumenta quando il Napoli ottiene risultati importanti, perchè è considerato il momento migliore per mettere pressione a De Laurentiis.  

Nessuno pretende di vietare ai procuratori di svolgere il proprio lavoro come meglio credono, ma è giusto sottolineare che troppo spesso trasmettono ai tifosi una sensazione destabilizzante e irrispettosa, soprattutto verso chi contribuisce a rendere famosi i propri assistiti.

Al di là del fatto che De Laurentiis non sembra il tipo da farsi mettere sotto pressione, ciò che piace poco a chi si preoccupa solo del bene del Napoli è che certe insofferenze escono fuori sempre nel pieno di una stagione quando ci sono ancora obiettivi importanti da raggiungere. Soprattutto confonde il fatto che i procuratori dei calciatori di altri club soprattutto del nord, hanno capito che c’è un momento per tacere e un momento per parlare e, di solito, il momento per parlare inizia a giugno e finisce a settembre.

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