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In una giornata di pioggia un occhio al derby del sole

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Sette gare di campionato, venti gol fatti, uno soltanto subìto. In cifre, questa la Roma di Rudi Garcia. Dopo la sosta del campionato prevista per il 13 ottobre, il Napoli, salvo modifiche al calendario dovute ai noti problemi extra-calcio che stanno mettendo in discussione la disputa della gara nella capitale, dovrà affrontare, all’Olimpico, proprio i sorprendenti capitolini. Un mix di giovani e meno giovani, razionali ed istintivi, ma tutti animati da una smisurata voglia e convinzione di essere forti. Sulla carta un 4-3-3 con Morgan De Santis, spesso spettatore delle gare per quanto poco impegnato.

Difesa:

Due centrali affidabili che sembrano giocar insieme da secoli. Eppure, Castan e Benatìa hanno cominciato ad allenarsi assieme non più di tre mesi fa. Due esterni bassi che rispondono ai nomi di Maicon (fermo ai box da due turni) a destra e Balzaretti a sinistra. Il brasiliano, dopo la parentesi inglese che ne aveva fatto ipotizzare la parabola discendente, sembra essere tornato il Maicon dell’Inter, voglioso, carismatico, dinamico. L’ex Palermo, dopo una stagione impalpabile è tornato il cavallo di razza che ricordiamo con la maglia rosa-nero.

Centrocampo:

Tre calciatori che sembrano aver tutto: dinamismo, tecnica, visione di gioco, capacità aerea. La tecnica sopraffina di Pjanic che si fonde perfettamente con la tenacia e l’aggressività di un ritrovato De Rossi e la fisicità di un impressionante Strootman. Un trio da favola che in sette gare ha dimostrato di girare alla perfezione.

Attacco:

Due stagioni fa sembrava un calciatore finito. Pesante, sovrastato fisicamente da tutti, continuava a custodire scrupolosamente il suo straordinario talento e cercava, nonostante in netta difficoltà fisica, di metterla al servizio dei compagni. Ha resistito all’alternarsi di una serie infinita di nuovi allenatori, nessuno mai, anche nei momenti opachi, ha avuto il coraggio di far sedere Francesco Totti in panca. Ed il tempo ha dato ragione a loro tutti, ma soprattutto a lui. Un calciatore stupefacente, Francesco Totti. E’ rinato. A 37 anni suonati è tornato a correre come un ragazzino e la tecnica, mai assopita, è tornata a splendere e ad illuminare le soluzioni offensive della Roma. Nessun egoismo, un campione al servizio della squadra. Pochi tocchi, tutti di classe sopraffina, la palla transita dalle sue parti e si incanala con una naturalezza disarmante laddove i suoi compagni di reparto possono far molto male agli avversari. Dicevamo, i suoi compagni di reparto: la gioventù, magari l’inesperienza, forse qualche egoismo di troppo, ma, come tutti, grande voglia, grande dinamismo e capacità di andare a rete. Florenzi e Gervinho, il primo più centrocampista, il secondo più attaccante. Due furie. Il prodotto del vivaio capitolino, una conferma. L’ivoriano una sorprendente rivelazione.

Dove arriverà questa Roma? Chi ci aiuterà a capirne qualcosa tra quindici giorni sarà proprio il Napoli di Benitez. Per il momento, come è giusto che sia, l’occhio prestato al derby del Sole lo restituiamo alle nuvole che coprono lo Stadio San Paolo, teatro, nel pomeriggio, di Napoli-Livorno.

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