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ESCLUSIVA, intervista. La vera storia di Maurizio Sarri.

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In esclusiva e in anteprima, vi sveliamo il Sarri privato.

L’amico del cuore.

Il Commendatore Gaetano Mastellone, è un Top manager del settore bancario, per passione vicepresidente del Sorrento Calcio, ma soprattutto grande amico di Maurizio Sarri.

“Io sono diventato amico di Maurizio dopo la sua partenza da Sorrento. Sembra strano ma è così”.  

Maurizio Sarri il cuore sempre oltre l’ostacolo. 

Prima di allenare l’Empoli è stato sulla panchina del Sorrento. Il rapporto tra Sarri e la squadra campana si interruppe. Perché?

“Io all’epoca nel Sorrento avevo la funzione, voluta da presidente Gambardella, di DG del marketing e comunicazione. Ovviamente lo facevo per pura passione. Sarri era stimatissimo dal presidente, poco stimato dal vice presidente e dal DG tecnico (di professione albergatore) i quali, non appena tardarono i risultati, “brigarono” per farlo sostituire da Ruotolo che fra l’altro era amico del DG. Io per protesta mi dimisi. Però dopo una decina di giorni rientrai per volere del presidente. Un professionista come lui, un uomo serio e concreto come lui non doveva essere allontanato da Sorrento, per far posto a un allenatore amico di dirigenti locali. Il presidente Gambardella lo amava. Se Sarri fosse restato il Sorrento poteva andare in serie B”.

Il Sarri uomo. La rinuncia di una carriera brillante per inseguire un sogno.

Ci racconti il Sarri uomo. Quando e come ha capito che era arrivato il momento di cambiare carriera professionale, passando da dirigente bancario ad allenatore.

“È un uomo semplice, tutto casa e lavoro. Persona molto attenta ai particolari e studioso del calcio. Un professore della materia che si aggiorna ogni giorno. Persona intelligente. Il calcio è stata sempre la sua passione e da persona perspicace capì che, se voleva sfondare come allenatore, non poteva conciliare il duro lavoro da dirigente della Banca Toscana e il campo di calcio. Allora prese la decisione di lasciare il certo per l’incerto. Oggi possiamo dire che fu illuminato nell’intraprendere questa strada. 

Lui figlio di genitori toscani ma è nato a Napoli, anche se è cresciuto in provincia di Firenze. Cosa rappresenta la città di Napoli e la squadra azzurra per Sarri? 

“Ha Napoli nel cuore, ve lo assicuro. Quindi ama anche il colore azzurro”. 

Il sacrificio paga sempre: dopo tanta gavetta arrivano i primi successi.

L’esordio con l’Empoli nella stagione 2012-13 non fu dei migliori: dopo 9 giornate appena 4 punti. Però la società gli ha dato fiducia e Sarri portò quella squadra alla finale dei play-off. Significa che bisogna dargli fiducia? Il suo lavoro esce fuori alla distanza? 

“Io credo che in ogni azienda il manager ha bisogno di tempo. Il Napoli avrà un buon futuro con Sarri se lo si fa lavorare. I risultati vengono con il lavoro e la programmazione e lui in questo è numero uno”

Il Napoli: una passione lunga una vita.

E’ stato direttamente De Laurentiis a contattare Sarri? 

Per quello che ne so io sì. Il presidente De Laurentiis ha scelto bene perché ha preferito la soluzione meritocratica, e italiana, a quella di soggetti prestigiosi che hanno grandi procuratori”. 

Cosa ha provato quando ha saputo dell’interessamento del Napoli?

“In cuor suo lo desiderava. Il cuore gli ha battuto a mille, perchè Sarri ha sempre tifato Napoli”. 

Sarri e la scaramanzia: una gustosa chicca.

Vi siete visti prima dell’incontro con De Laurentiis e cosa vi siete detti?  

“Sarri è venuto a trovarmi a Sorrento nel pomeriggio del famoso venerdì in cui alle 22.30 aveva la cena con il presidentissimo De Laurentiis. Scaramanticamente gli ho fatto comprare un abito nuovo che il mio sarto in mezz’ora gli ha anche aggiustato. Sono felice per questo. Cosa ci siamo detti? Poco. Perché girare con lui non è stato facile. Strette di mano, foto, abbracci. I tifosi già lo vedevano allenatore del Napoli”. 

In Europa senza paura.

Quest’anno un’ ulteriore crescita professionale, anche con la prima esperienza europea. Ha avuto modo di affrontare questo discorso con Sarri?

“No. Quello che posso affermare è che con Sarri vedremo un Napoli senza una difesa di burro, con un centrocampo a tre, quindi un centrocampo che ragiona, corre, imposta. L’attacco? Con Higuain avanti, e con Gabbiadini e Insigne dietro, saranno dolori per tutte le squadre”.  

Sarri e i sentimenti.

Come pensa che reagirà quando scenderà per la prima volta al San Paolo da allenatore del Napoli?

“Emozione perché è persona vera con il sangue bollente dentro le vene, ma durerà pochi minuti. Poi uscirà il Sarri Michelangelo del calcio, come lo definì il suo presidente dell’Arezzo”.

Sarri cuore e sangue azzurro.

Ci dica la verità: Sarri è davvero tifoso del Napoli? 

“Senza ombra di dubbio. Sappiatelo amare e vi, anzi ci, sbalordirà. Forza Napoli. Concludo facendo un applauso a De Laurentis per la scelta fatta, che non è la quarta scelta ma quella giusta la scelta giusta e vincente”. 

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