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L’Europa League ed il paradosso economico

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L’EUROPA LEAGUE ED IL SUO PARADOSSO ECONOMICO

La prossima settimana rappresenterà un crocevia fondamentale per la SSC Napoli SpA.

Lo scontro diretto con l’Arsenal, potrebbe portare ad un inevitabile ridimensionamento del mercato di gennaio, con notevoli ripercussioni sulla possibilità di contendere fino all’ultima giornata alla Juventus ed alla Roma la vittoria finale, mettendo a rischio anche un posto in Champions League, che rappresenta, visti gli sforzi ed il mutamento strategico della politica aziendale del Napoli nel mercato estivo, un obbiettivo minimo, il cui malaugurato mancato raggiungimento, provocherebbe, per la prima volta, una perdita di bilancio della società azzurra. I 50 milioni di euro stanziati per il mercato di gennaio dal presidente De Laurentiis, potrebbero diminuire ad un massimo di 20, dovendo, la società, sopperire ad i mancati introiti della fase ad eliminazione della Champions e dei ricavi derivanti dai diritti televisivi. Con l’accesso all’Europa League, il Napoli, in caso di vittoria finale della seconda competizione europea, potrebbe ricevere 9.9 milioni di euro al massimo. Infatti, a proposito della fase ad eliminazione diretta dell’Europa League, le squadre che parteciperanno ai sedicesimi, avranno ciascuna 200.000 euro, i club agli ottavi 350.000 euro, le otto ai quarti 450.000 euro e le quattro semifinaliste riceveranno un milione di euro. La squadra che vincerà la UEFA Europa League avrà 5 milioni di euro, mentre la seconda classificata avrà 2,5 milioni di euro. A questo, naturalmente dovranno aggiungersi i ricavi dei proventi tv. E’ notizia di oggi, La European Club Association, di cui il Napoli è membro, si è pronunciata favorevolmente per una ripartizione più equilibrata delle risorse economiche, rispetto all’attuale situazione, che privilegia decisamente la Champions League rispetto all’Europa League. ”Siamo pronti a incrementare la mutualità a beneficio dell’Europa League e dei campionati nazionali”, ha detto Karl-Heinz Rummenigge, presidente del Bayern Monaco e numero 1 dell’Eca, dopo la riunione dell’esecutivo dell’associazione a Torino.  Ogni anno, secondo lo schema attuale, il 6,5% delle risorse  generate dalla Champions League vanno ai campionati nazionali. Inoltre, 40 milioni di euro vengono trasferiti dalla principale  manifestazione continentale all’Europa League. I membri dell’ECA sono disposti a modificare la situazione a partire dal 2015. ”E’ nostro interesse far crescere l’Europa League, anche a livello finanziario”, ha chiarito Rummenigge. Cosa che stona con la visione del presidente De Laurentiis che da sempre si è detto favorevole ad un’unica grande manifestazione Europea, con la cancellazione dell’Europa League. I ricavi della Champions League nella stagione 2013/14 saranno pari a 1,3 miliardi di euro. Il 75% delle entrate provenienti dalla vendita dei diritti televisivi e dai contratti commerciali stipulati dalla Uefa sarà destinato ai club, mentre il restante 25% sarà messo a disposizione del calcio europeo e rimarrà in mano alla Uefa per coprire i costi organizzativi ed amministrativi e garantire i pagamenti di solidarietà alle federazioni, club e leghe. L’ammontare netto destinato ai club partecipanti, verrà suddiviso in due quote. In pratica, 500,7 milioni di euro, saranno assegnati in base al “merito” (risultati della fase a gironi, prestazioni e bonus qualificazioni), mentre 409,6 milioni di contributi legati al cosiddetto market pool, saranno suddivisi sulla base del valore proporzionale di ogni mercato televisivo rappresentato dai club e dovranno essere spartiti fra tutti i club che rappresentano una determinata federazione nazionale. Il fatturato dell’Europa League 2013/14, basato sulle vendite commerciali ed i ricavi, sarà pari circa a 225 milioni di euro. Il 75% dei ricavi, andrà ai club che partecipano alla competizione a partire dalla fase a gironi, mentre l’altro 25% resterà alla Uefa per coprire i costi organizzativi e amministrativi. Basandosi sul ricavo lordo stimato di 225 milioni di euro, la parte della distribuzione ai club, ammonterà dunque a 168,7 milioni. Ci sarà poi un ulteriore contributo di 40 milioni di euro dalla Champions. Ai club impegnati in Europa League perciò andrà un totale di 208,7 milioni. Resta comunque fondamentale, per il Napoli, una costante partecipazione alla Champions League, sebbene una maggiore ripartizione dei ricavi possa rendere più appetibile la partecipazione all’Europa League, la differenza è e sarà comunque sempre troppo ampia.

 

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