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L’omaggio di Rafa a Gerrard: “Un campione, qualunque cosa egli faccia”

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In occasione dell’addio di Steven Gerrard al Liverpool, Rafa Benitez ha scritto un lunghissimo articolo pubblicato quest’oggi sul Daily Mail.

 

Queste le toccanti parole dell’attuale tecnico del Calcio Napoli:

“Quando sono diventato allenatore del Liverpool il mio primo passo è stato quello di andare in Portogallo, dove l’Inghilterra giocava Euro 2004, per parlare con Steven Gerrard, Michael Owen e Jamie Carragher, che erano tutti in squadra. Illustrai loro le mie idee e li vidi  incredibilmente attenti, analizzarono ogni mia singola parola. Subito dopo chiesi loro cosa potessero portare alla squadra. La prima parola di Steven fu “passion”. Questo è sempre stato il suo motto, e per anni, per il Liverpool è stato un rappresentante della Kop in campo. Ma ovviamente non è l’unico aspetto che va ricordato. Non devono passare in secondo piano le sue qualità tecniche e le abilità fisiche. 

E’ un giocatore completo, ed è un aspetto che si evince anche considerando  il numero di posizioni in cui ha giocato. In quella che è stata per lui la notte più famosa, la finale di Champions League a Istanbul, ha iniziato a giocare a centrocampo per poi passare seconda punta con Luis Garcia quando Harry Kewell s’è infortunato. Poi Ancelotti inserì Serginho e Steven giocò quasi come da terzino. Ha giocato ad altissimo livello in tantissime gare, sotto la mia gestione ma non solo. 

Tutti ricordano la partita con l’Olympiakos nella fase a gironi della Champions League e la finale di FA Cup contro il West Ham nel 2006, ma è difficile esprimere una preferenza. Anche quando eravamo 3-0 alla fine del primo tempo, il messaggio che feci passare è quello che faccio passare sempre: siamo in grado di segnare un gol, possiamo rientrare in partita. Non è casuale che sia stato di Steven il gol che ci ha rimesso in parita. Nel calcio, a volte, c’è un momento in cui succede qualcosa che cambia tutto: forse se avesse segnato un altro giocatore non sarebbe andata come poi è andata… Ma la sua reazione fu quella che ha un grandissimo calciatore, incitando sia i compagni che il pubblico. Questo atteggiamento da grande campione ha donato alla squadra la convinzione potesse tornare a vincere.

Dopo la finale di Istanbul ha detto a me ed al mio staff: ‘Devo essere il miglior centrocampista del mondo”, mostrando tutta la sua ambizione, ma anche quanto duramente era disposto a lavorare. Grande in campo, ma non solo: sempre pronto ad aiutare il gruppo o ad apprendere nuove idee.

Steven ha spesso scherzato su quanto fosse difficile ottenere un complimento da me in quegli anni. Ma penso che si rende conto ora di quanto io lo considerassi. Naturalmente, noi lo abbiamo incoraggiamo tutti i giorni a dare il meglio di sé, ma se è arrivato a quei livelli di rendimento, il merito è solo suo. Anche a lui è capitato di giocatr male o attraversare periodi di appannamento, ma si arriva al punto di pensare: “Non sta giocando bene, ma devo tenerlo  perché può segnare da qualsiasi posizione…”. Non so cosa farà la prossima stagione, ma qualsiasi cosa lui faccia, son sicuro sarà un successo”.

 

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