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Le seconde squadre

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Il nuovo ciclo della FIGC, con la nomina di Tavecchio alla presidenza, sembra che voglia introdurre, anche in Italia, il fenomeno delle squadre satellite, le cosiddette squadre B.

 

L’idea, che conta l’appoggio della maggioranza dei club della Serie A (con in testa Juventus e Fiorentina, ma prima di tutti il Napoli), sarebbe quella di inserire le squadre riserve, nei campionati minori, come nel campionato spagnolo, in modo da consentire ai giovani di giocare con continuità in tornei più competitivi del Campionato Primavera. Le squadre B porterebbero numerosi vantaggi ai club, innanzitutto i giovani resterebbero sotto il diretto controllo della casa-madre; i ”proprietari” non sarebbero costretti, da un punto di vista normativo, a forme contrattuali come i prestiti e le comproprietà (oggi già abolite); infine, da un punto di vista finanziario, non sarebbero costrette a pagare gran parte dell’ingaggio, come spesso avviene, pur di farli giocare. L’introduzione delle squadre B (da adottare facoltativamente) è stata già fonte di polemica tra il presidente della Lazio, nonché consigliere federale onnipresente, Claudio Lotito e l’AD della Juventus Beppe Marotta ed ad un presunto giallo legato alla sparizione del verbale dell’assemblea della Lega di A nel quale si poneva il tema come uno fra quelli da sottoporre (insieme alle multiproprietà) al neo presidente federale Carlo Tavecchio in vista delle riforme del calcio italiano.

Le altre grandi nazioni europee, sono già dotate di un sistema di team satelliti, analizziamo come vengono gestiti:

In Spagna

Le squadre riserve partecipano ai campionati professionistici ma non possono prendere parte alla Copa del Rey, quindi non possono prendere parte alle competizioni europee.

In Inghilterra.

La Premier League ha una suddivisione simile al Campionato Primavera italiano. Le squadre riserve giocano un campionato a sé stante, la FA Premier Reserve League, diventata dal 2012 Professional U21 Development League: partecipano squadre composte da giocatori under 21 ma, a differenza dei campionati giovanili italiani, sono previste retrocessioni alla U21 Premier League Division 2. La Premier League vuole però seguire l’esempio della Liga, permettendo alle società di far partecipare le proprie squadre riserve nelle serie minori. Il tutto nell’ottica della ricerca di una soluzione alla crisi dei vivai palesemente emersa negli ultimi dieci anni.

In Germania e Francia.

Le limitazioni per la partecipazione ai campionati da parte delle squadre B di Germania e Francia sono più rigide. Alle squadre riserve tedesche non è concesso di giocare al di sopra della terza divisione In Francia, invece, le squadre riserve stanno al di fuori dei campionati professionistici. I team affiliati possono infatti prendere parte alla quarta serie (Championnat de France Amateurs) come massima divisione consentita.

Lo sviluppo delle squadre satellite è stato sempre uno dei pallini del Presidente De Laurentiis che, più volte ha manifestato l’interesse verso la creazione o di un Napoli B o, addirittura, quello di comprare squadre satelliti in altri campionati, cosa che 

l’Udinese calcio già ha fatto con il Granada in Spagna e che ha consentito di poter piazzare i numerosi giocatori in esubero che la società friulana ha in giro per il mondo. Analizzando la gestione del Napoli in questi anni, difficilmente, però, un tale progetto potrà prendere mai piede, non avendo mai investito sui vivai, non avendo strutture adeguate e con un ufficio scouting che, sebbene ammirevole, è privo di un vero potere economico e decisionale: l’unica speranza è il rilancio del vero Napoli, magari puntando ad un aumento dei ricavi generato da un serio programma di sviluppo delle infrastrutture.

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