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Maggio: “Felice per la convocazione dopo l’infortunio. Il pneumotorace è stato un brutto colpo soprattutto psicologico”

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Christian Maggio, terzino destro del Napoli, dopo essere stato due mesi fuori per infortunio è tornato a correre sui campi di calcio. L’azzurro ritrova anche la Nazionale, infatti Cesare Prandelli lo ha inserito nella lista Mondiale dei 30 pre-convocati.
Questa sera Maggio si racconta “In Casa Napoli”.

Ecco le parole di Maggio: “Dopo l’infortunio Prandelli mi ha convocato, per me è una grande gioia. Io sono il tipo di ragazzo che finché non ho la sicurezza dico “meglio aspettare”. Poi sono rientrato solo domenica”.

Domenica hai giocato contro la Sampdoria, la tua ex squadra.
“A Genova ho giocato per due anni e devo ringraziare perché mi sono affermato lì. Ho avuto altri infortuni quindi posso dire che la mia è stata una carriera travagliata ma nonostante tutto ne sono sempre venuto fuori e senza rimpianti. Ora ho ancora birra in corpo e voglio giocare”.

Tu nasci nella difesa a quattro ma hai giocato anche in quella a tre. Dove ti trovi meglio?
“Nella Sampdoria ho giocato nella difesa a 4 poi come terzino sinistro. Dopo è arrivato Mazzarri, ho ricambiato modulo ma mi sono sempre trovato bene. Nella vita si cambia, si deve cambiare. Con l’arrivo di Benitez all’inizio mi sono trovato un po’ in difficoltà ma poi mi sono abituato”.

Tu però nasci come esterno basso.
“Si, sono nato terzino destro”.
 
Ti trovi più in un ruolo difensivo o offensivo?
“La squadra ha l’obiettivo di difendere ma io ho più caratteristiche offensive e cerco di sfruttarle”.

In Nazionale con te c’è anche Insigne, cosa diresti a Prandelli?
“Non sta a me consigliare il mister. Lui conosce Lorenzo e le sue qualità. Ovviamente faccio il tifo per lui, è il mio compagno di squadra e vorrei che lo portasse in Brasile. E’ giovane e deve ancora dimostrare, a volte si intestardisce un po’ invece sta facendo bene”.

Consiglieresti Mesto a Prandelli?
“Io vorrei che fossero convocai tutti i miei compagni”.

Quale squadra temi al Mondiale?
“Mi intimorisce la Spagna in primis. Il Brasile anche. Già ci ho giocato contro in Confederations Cup e non mi ha fatto molta impressione. Facemmo una  grande partita in quell’occasione ma al Mondiale è diverso, lì c’è di tutto. L’Argentina, il Brasile, la Spagna sono tutte squadre di grande tradizione”.

Secondo te chi sarà la sorpresa in questo Mondiale?
“Ci sono squadre meno forti ma con giocatori di qualità tipo Belgio e Colombia. Loro non sono sotto ai riflettori ma hanno forza”.

L’infortunio ti ha tenuto fermo per un po’, arriverai più fresco al Mondiale?
“Non sta a me dirlo, bisognerebbe domandarlo a Prandelli. Il mio stop è stato di un mese, un tempo breve. Però un periodo di riposo certamente ti fa arrivare più riposato e fresco al Mondiale”.

Si è parlato tanto del codice etico di Prandelli. Cosa ne pensi?
“Non è il mio caso. A decidere è Prandelli che ovviamente vede cose che non vanno e cerca di spronarci a comportarci bene perché rappresentiamo i nostri club e la Nazionale”.

E ora?
“Per ora sono nei 30, poi vedremo”.

Come ti sei accorto dello pneumotorace? 
“A Napoli avevo già qualche fastidio. Sono poi andato a Porto e in aereo non riuscivo a respirare, avevo le palpitazioni, ho chiesto un controllo. Mi hanno così fatto una tac ed è uscito che il polmone non c’era più. Un bel colpo, abbastanza duro perché poco prima pensavo di stare bene e nell’arco di poche ore mi sono ritrovavo su un letto d’ospedale, operato d’urgenza”.

Credi che sia stato provocato da uno stop di petto?
“Si, dopo aver stoppato ho sentito qualcosa. Ma non è sicuro che sia stato quello, può darsi anche una predisposizione naturale. Una brutta botta davvero, l’importante esserne usciti, bisogna essere forti quando succedono queste esperienze”.

Ora come stai?
“Mi hanno detto che sto bene ma il primo problema è sempre psicologico”.

C’è un tuo gol che non si potrà dimenticare, quello alla Van Basten.
“Gol stupendo, lo ricorderò per sempre. Un gesto atletico bellissimo”.

Di Napoli – Chelsea hai qualche rimpianto?
“Molti tifosi ancora mi dicono che ho sbagliato il gol, almeno che potevo segnare”.

Tra tanti allenatori hai avuto anche Mondonico. Che ricordi hai di lui?
“Ricordo quando arrivai a Firenze e lui mi disse “bambino fai ballare l’occhio”. Ho avuto un ottimo rapporto con il mister, è anche una grande persona. Ebbi un anno fantastico, andammo in serie A”.

Oltre Mondonico anche Reja ti ha allenato.
“A Reja devo il mio esordio. Esordii con lui quando giocavo nella Primavera, la partita che si giocò fu Milan-Vicenza e perdemmo 2-0”.

Quando eri alla Sampdoria che compagni hai avuto?
“Quando ero a Genova la squadra era fortissima c’era Montella e Cassano. Una bella squadra”.

Quale partita porterai nei tuoi ricordi?
“Ce ne sono tante ma ricordo di più quella di Champions col Manchester City andammo in vantaggio con una bellissima azione dove c’era anche un po’ di mio. Poi la prima Coppa Italia. Tante partite mi hanno reso felice”.

Vuoi chiudere la carriera al Napoli?
“Non lo so. Ho ancora un anno di contratto, vedremo cosa succederà nei prossimi giorni. E poi come ho sempre detto vorrei avvicinarmi più a casa mia. Io sono sempre stato onesto e sincero che è la cosa più bella. Spero di restare ancora a lungo”.

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