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Maradona e la querela a Gnocchi: “Non permetto che si accosti il mio nome a dei narcotrafficanti. Ragazzi, la droga porta solo alla morte”

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Questa mattina Diego Armando Maradona si è recato in Procura per confermare la querela a Gene Gnocchi, che tempo fa lo accostò a dei narcotrafficanti. Maradona, che ha vissuto in prima persona il problema della droga, è stato accompagnato dai suoi avvocati (LEGGI QUI) e all’uscita ha dichiarato: “Io solo posso sapere che cosa significhi essere vittime della droga e quali sacrifici siano necessari per uscire dalla tremenda schiavitù. Da oltre dieci anni io ne sono fuori e non permetto a nessuno di accostare il mio nome a quello dei narcotrafficanti, nemmeno per scherzo”.

Ai giovani, un appassionato appello: “Dico a tutti voi che la droga è morte, è dolore, è un modo per arricchire la criminalità. Non cadete in questa trappola perché è bello vivere, è bello lo sport quando è sano, all’insegna della natura e della pace”.

Poi recato alla Commissione Tributaria partenopea, dove ha personalmente consegnato ai giudici tributari la perizia giurata elaborata dai suoi consulenti ed un dossier che spiega le ragioni per cui nulla è dovuto al fisco italiano, con una documentata cronologia di fatti e prove. Insieme alla perizia e al dossier Maradona ha consegnato ai giudici una dichiarazione firmata da lui: “Dopo anni di ingiusti attacchi mediatici ed esattoriali a mio danno grazie al lavoro dei miei avvocati e periti finalmente è dimostrato agli italiani e al mondo intero che non sono mai stato un evasore. Oggi addirittura posso dimostrare con documenti alla mano che quanto vogliono da me, anche con ingiusti atti di forza, venne già condonato e pagato nel 2003 da Ferlaino, mio datore di lavoro, nelle more delle cause sempre vinte dal Calcio Napoli”.

Prima di lasciare Napoli, Diego ha rivolto infine un auspicio ai tantissimi italiani che, in questa città ed oltre, gli vogliono bene: “Domenica, durante la competizione nautica sul lungomare ho avuto modo di incontrare alcuni esponenti delle autorità cittadine e regionali, i quali hanno espresso la speranza che io possa essere ambasciatore e testimonial di Napoli nel mondo. Ebbene, io dico a tutti voi che questo è anche il mio sogno, perché amo l’Italia e amo Napoli, che sarà sempre la mia città”. 

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