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Maradona è megl’e le Roi

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Maradona è tornato ad attaccare, purtroppo per noi tifosi del Napoli, non più in campo, con la maglia azzurra, ma contro i vertici, dimissionari e non, della Fifa.

 

Oggi, attraverso una serie di dichiarazioni rilasciate ai microfoni di America TV, ha fortemente sostenuto la candidatura a Presidente della Fifa del principe Ali’ bin Al-Hussein di Giordania, dichiarando che “Se il principe Ali’ vince, ho molte chance di diventare vicepresidente Fifa

Dopo le dimissioni annunciate dal colonnello svizzero, il principe, secondo Maradona, potrebbe  nuovamente aspirare alla guida della Federazione, in base ad un articolo dello Statuto della stessa Fifa.

L’obiettivo, è quello di rimettere in sesto la Fifa che, dopo questo ultimo scandalo, ha perso di credibilità. “E se arrivo io, ripuliamo tutto“ assicura l’ex giocatore del Napoli. Maradona però non ha perso neanche questa volta l’occasione di attaccare uno dei suoi acerrimi rivali, Joseph Blatter, dicendo che quest’ultimo ha rinunciato all’incarico “perchè ha paura dell’Fbi e della polizia svizzera, ha paura che lo ammanettino alla Fifa

Maradona sa fin troppo bene che la poltrona di presidente della Fifa, non interessa solamente ad Ali’ bin Al-Hussein di Giordania, ed è per questo motivo, che ha deciso di sparare a zero anche sui possibili avversari del principe di Giordania, incominciando da Platini, dichiarando: “mi ha confessato a Dubai di aver ‘sistemato’ 167 partite“.

Già, le Roi, il principale avversario ai tempi delle sfide Napoli Juventus. In quelle sfide, in quei contesti, le partite erano tra due grandi campioni, con stili diversi, ma comunque grandi.

Con il tempo, Maradona, ha confermato la sua indole ribelle, osteggiando sempre i poteri forti e denunciando con forza Blatter ed i suoi metodi di gestione della Fifa.

Le Roi, no, ha appoggiato il presidente Blatter, lo ha, in qualche modo, assecondato, quando fu   pagata una tangente di 5 milioni di euro alla Federcalcio irlandese per evitare strascichi legali (la Francia si era assicurata la qualificazione ai Mondiali grazie a un clamoroso fallo di mano di Thierry Henry), e cosa faceva Michel Platini? Era, già a capo dell’Uefa, l’unione delle federazioni calcistiche europee, che a sua volta fa parte della Fifa.
Platini è stato un calciatore immenso, ma come dirigente sportivo ha avuto una forte soggezione di Blatter. Dov’era quando Maradona gridava ai quattro venti che la Fifa era un covo del malaffare? Era nell’esecutivo della Fifa, vicepresidente. Possibile che non sapesse niente?

E’ stato un delfino di Blatter, Michel, credendo nella sua invincibilità, ha più volte ammesso di averlo sostenuto ed aiutato nelle sue elezioni, specie nel 1998, alla prima di Blatter a Presidente Fifa.

Ha sempre avuto l’atteggiamento di quello che se ne fregava di tutto e di tutti, Le Roi, mai contro, sempre politicamente corretto, l’opposto di Maradona, ed è questo, che rende Diego, ancora e sempre il numero uno, sempre, anche da possibile vice Presidente della Fifa, anche se non dovesse, come probabilmente accadrà, vincere, sarà sempre megl’e Le Roi.

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