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Napoli-Fiorentina verso il sold-out: l’entusiasmo di Napoli deve diventare una costante

È sempre stato difficile capire le logiche che regolano il rapporto tra Napoli e la propria squadra di calcio. La piazza di Napoli, come nessun’altra in Italia, ha il potere di trascinare la squadra all’inferno e in paradiso. Alternando momenti di eccessivo scoramento a quelli di eccessivo entusiasmo, l’ambiente calcistico partenopeo è in grado di influenzare in maniera consistente ciò che accade in campo, prolungando momenti eccezionali o distaccandosi dalla squadra in momenti terribili (fatta eccezione per i ragazzi delle curve). Il Napoli può avere una grossa mano dalla gente di Napoli e in vista del sold-out previsto per Napoli-Fiorentina è importante che Sarri cavalchi l’onda dell’entusiasmo. Da anni non si vedeva a Napoli una continuità di gioco, oltre che di risultati, che entusiasmasse trasversalmente la piazza napoletana.

“Il Napoli non è una semplice squadra di calcio, ma lo stato d’animo di un’intera città.” Con queste parole, André Villas-Boas fotografò la piazza napoletana alla viglia di Napoli-Chelsea, da tecnico dei londinesi. Quello era uno dei momenti più alti, forse l’apice, del Napoli di De Laurentiis e l’entusiasmo dell’ambiente partenopeo era ai massimi livelli. La squadra azzurra guidata da Mazzarri faceva sognare i tifosi azzurri che seguivano assiduamente le gesta dei tre tenori – Hamsik, Lavezzi e Cavani – e dei vari Aronica, Campagnaro, De Sanctis fino a capitan Cannavaro. L’atmosfera che i tifosi partenopei riuscivano a creare allo stadio San Paolo in occasione delle partite di Champions League, con l’urlo “The Champions!” nato in occasione della prima a Fuorigrotta e divenuto celebre in tutta Europa, trascinò quel Napoli fino agli ottavi di finale, sfiorando l’ingresso tra le migliori otto d’Europa.

L’era De Laurentiis non è stata caratterizzata solo da trionfi e periodi esaltanti però. Dati alla mano, è curioso vedere come la piazza di Napoli dia un riscontro maggiore nei periodi che non corrispondono necessariamente a vittorie e trofei, ma a cavalcate entusiasmanti e a momenti in cui si crea empatia tra città, allenatore e componenti della squadra. Sin dal biennio in Serie C – 2004/2005 e 2005/2006 – ossia il momento in cui ricominciò il calcio a Napoli, la città dimostrò la propria vicinanza alla squadra: 30.404 spettatori in media escludendo i play-off, risultato importante considerando che si giocava in terza serie. L’anno in cadetteria, caratterizzato dalla cavalcata verso il ritorno in A, entusiasmò la piazza partenopea che riempì spesso il San Paolo, soprattutto nelle partite in notturna, e non rinunciò ad esserci nelle partite diurne nonostante lo scomodo orario del sabato alle 16. 35.176 tifosi riempirono in media il San Paolo con 19.553 abbonamenti sottoscritti. Il ritorno in A alimentò ulteriormente l’entusiasmo dei tifosi napoletani: 41.231 spettatori in media nelle prime tre stagioni in A. L’ultimo anno senza tessera del tifoso, quello dell’avvicendamento tra Donadoni e Mazzarri sulla panchina azzurra, vide un San Paolo spesso pieno con 17.000 abbonamenti totalizzati e una media di 40.797 spettatori. Da quel momento in poi, il numero degli abbonamenti fu inversamente proporzionale alla media spettatori. La tessera del tifoso spinse i tifosi a non abbonarsi ma non diminuì la presenza dei napoletani al San Paolo: 45.608 spettatori in media con soli 11.820 abbonati. Nel primo anno di Champions League ci fu un lieve calo fisiologico di presenze durante le gare di campionato date le gare infrasettimanali di Champions League: 39.808 presenze a Fuorigrotta, in media con 10.000 abbonamenti. L’ultimo Napoli di Mazzarri conquistò ancora i napoletani, nonostante la cessione di Ezequiel Lavezzi, e in A presenziarono 39.636 spettatori in media. Durante il biennio di Benitez a Napoli è notevole la differenza tra prima e seconda stagione: media spettatori di 40.632 durante la prima stagione, soli 32.266 nella seconda. L’ultimo Napoli dell’allenatore spagnolo difficilmente riuscì a coinvolgere i tifosi.

Dopo un inizio tra lo scetticismo dei più, Maurizio Sarri ha conquistato la fiducia della quasi totalità della piazza, ed ora tocca alla squadra e al tecnico stesso cavalcare l’onda di questo entusiasmo. Napoli sa esaltare come poche altre realtà in Europa, domenica contro la Fiorentina c’è la possibilità di continuare lo stato di grazia della squadra e della tifoseria, che non viveva momenti di esaltazione costante e vicinanza alla squadra come quello attuale da Napoli-Borussia Dortmund nonostante le soddisfazioni raccolte nel biennio di Benitez contro Roma – ripetutamente -, Juventus, Milan, Inter e Wolfsburg. Dopo l’inizio difficile, è il momento per Sarri di prendersi i lati migliori della tifoseria azzurra, un elemento che potrà aiutare la squadra a disputare una grande stagione. A cominciare da domenica.

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