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Preziosi vende mezzo Genoa

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Il patron del Grifone sta cedendo metà delle quote a un imprenditore calabrese. Secondo quanto riporta il quotidiano ligure “Secolo XIX”, la trattativa tra il presidente del Genoa Enrico Preziosi e l’imprenditore calabrese Giovanni Calabrò, è ai dettagli dopo l’incontro tra i due protagonisti avvenuto ieri a Milano. Si parla della cessione del 50% delle quote del club per un importo che oscilla tra i 50 e i 60 milioni di euro ed Enrico Preziosi presidente del Genoa per i prossimi tre anni. 

I capitali freschi che dovrebbe versare il nuovo socio, servirebbero soprattutto a ripianare i debiti del Genoa che si aggirerebbero, secondo quanto riportato nel bilancio al 31 dicembre 2014, intorno alla cifra pattuita per la cessione delle quote. L’ultimo ostacolo per la chiusura della trattativa sono il 25% delle quote che appartengono alla “Fondazione Genova”, che garantirebbe alla stessa fondazione un diritto di prelazione delle quote in vendita se dovesse essere pareggiata entro un mese l’offerta di Calabrò. 

Enrico Preziosi, 63enne imprenditore nel mondo dei giocattoli, è il proprietario del Genoa dal luglio 2003 quando la squadra ligure militava in Serie C1.

Giovanni Calabrò (nella foto sotto) è un 46enne imprenditore nato a Reggio Calabria ma residente tra Londra e Montecarlo, accreditato di un notevole patrimonio grazie alla holding immobiliare Calfin. 
Calabrò in passato ha avuto qualche problema con la giustizia. 


Assolto dall’accusa di bancarotta, il tribunale di Monza due anni fa ha condannato in primo grado (il processo di appello si terrà entro la fine del 2015) Giovanni Calabrò a 6 anni e 4 mesi di reclusione più l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e l’inabilitazione all’esercizio di un’impresa commerciale per un tempo pari a 10 anni.

La condanna è legata alla presunta cattiva gestione della società “Algol products” (fallita nel 2006), con un raggiro architettato per far acquistare le quote di questa società a un finto sceicco con falsi legami con i petrolieri di Dubai, ma che in realtà era un curdo con cittadinanza svedese, residente in Spagna e senza neanche un euro di capitale.

In attesa del processo d’appello, i tifosi del Genoa sperano che chi di dovere vigili su questa trattativa. E’ ancora troppo fresco il ricordo della pantomima che ha portato al fallimento del Parma la scorsa stagione.

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