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Reina: “A giugno che succederà te ne andrai? Devo tornare per forza al Liverpool perché sono in prestito ma…”

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Questa sera, nel corso dell’appuntamento del lunedì con In casa Napoli sulla rete televisiva PiùEnne, è stato ospitato José Manuel Reina Páez, noto semplicemente come Pepe Reina, calciatore spagnolo e attuale portiere azzurro. Il portiere ha risposto ad una lunga serie di domande in modo amichevole e simpatico. Ecco quanto 100x100Napoli ha evidenziato: Il primo a parare un rigore a Mario Balotelli! Ma tu stai imparando a parlare in napoletano?
Qualche parolina l’ho imparata in napoletano. Negli spogliatoi si parla in italiano. Tra di noi che siamo più spagnoli parliamo in spagnolo. 
Ti senti a casa tua qui a Napoli?
Il napoletano è più simile allo spagnolo dell’italiano. Il carattere è amichevole e aperto come la Spagna del sud. Anche la mente è aperta. Ci sono molte più similitudini qui che al Liverpool. 
Gli spagnoli già hanno vinto una volta a Napoli speriamo che vincano anche quest’anno.
Siamo in finale di Coppa Italia e siamo vicini alla vittoria.
Come stai adesso con il ginocchio dopo infortunio patito con la Roma?
Bene, ho un po’ di fastidio ma sto bene. Ce la facciamo per giovedì e saremo apposto.
Va avanti questo obiettivo del Napoli della Coppa Italia.
Il Napoli ha come unico obiettivo vincere. Abbiamo giocato benissimo contro la Roma, abbiamo vinto giustamente.
Hai definito questa partita come una delle migliori.
Sì, abbiamo una certa rivalità con la Roma come anche in campionato, sono una squadra fortissima e la rivalità è aumentata anche per il risultato di 2-0 all’andata dopo solo pochi minuti. Il Napoli meritava di più la finale.
Pensi che Totti sia fondamentale nella Roma?
Senza Totti la Roma ha un punto di riferimento in meno. Destro è stato più controllabile.
Si è parlato molto della fase difensiva. Con il Sassuolo c’è stata la conferma di qualche perfezionamento.
Quando si parla della fase difensiva non si parla solo della linea dei 4, tutta la squadra fa il lavoro, per me la chiave è difendere insieme, corti e stretti.
Sono gli esterni alti che stanno aiutando più la difesa. C’era troppa distanza tra centrocampo e difesa.
Loro fanno la differenza quando lavorano insieme e bene.
C’è stato un momento in cui le difficoltà della difesa ti hanno messo particolare tensione?
No, ma la particolarità di questo Napoli è essere una squadra offensiva. Noi mai rinunceremo ad attaccare. Qualche volta possiamo vincere 3-2 che va bene comunque a noi (ride)
Gli attaccanti devono essere i primi difensori e va bene, ma se è una marcatura ad uomo come mai la difesa del Napoli gioca a zona?
Se giochiamo tutti insieme si gioca meglio.
Io credo che ci siano degli errori individuali. Ci sono stati 3 gol nelle ultime partite uguali. Con il Parma eravamo in superiorità numerica ma scappavate troppo a ridosso dell’area di rigore?
Abbiamo fatto degli errori, ma questa sensazione che avete avuto stiamo cercando di cambiarla con il mister.
Tutto comunque dipenderà dalle scelte del mister anche, tutti possono giocare e ognuno aiuta con le proprie caratteristiche. Nelle ultime partite però stiamo facendo bene.
Per giovedì ci sarai?
Sarò disponibile, mi fa piacere giocare nello stadio dello Swansea. Dobbiamo essere pronti perché è una squadra che palleggia bene ed è motivata. Gestisce bene la palla, giocano un bel calcio. Sarà difficile se non saremo concentrati.
Rafael non è stato troppo impensierito dal Sassuolo ma dicci tu come se l’è cavata?
Ha avuto qualche intervento difficile, Pegolo è stato eccezionale ma noi abbiamo fatto meglio. Con Rafael e Colombo ho un rapporto perfetto.
È stato importante vincere con il Sassuolo, si pensava ci fosse una maledizione contro le piccole. 
Tante volte sentiamo parlare che il campionato si vince in questo tipo di gare. Fa piacere vincere contro queste squadre.
La tradizione del Napoli era sfavorevole. Ieri dopo il primo gol ha avuto tante occasioni e non è mai uscito dalla partita.
Tu senti gli umori della squadra, cosa è successo ieri alla squadra?
Abbiamo avuto molte occasioni.
La condizione fisica è migliorata negli ultimi 20 giorni.
La condizione fisica non è mai stata un problema. 
Tutte le squadre possono incappate in un periodo di calo fisico e psicologico. Però poi non avevo dubbi che sarebbe ritornato ad essere il Napoli di prima.
Particolare è l’approccio del Napoli diverso da partita a partita: con la Roma vediamo un Napoli carico con altre piccole no, ma ieri si è visto un bel Napoli molto carico.
Reina è scaramantico: prima di ogni partita lui è solito a fare il pieno di benzina. 
Adesso lo faccio di meno. Con il Liverpool andavamo il giorno prima della partita e io avevo il tempo di andare in giro e farlo. Qua invece andiamo in ritiro in taxi.
La stanchezza non potrebbe essere un punto a nostro svantaggio anche in Coppa?
No, assolutamente. Ce la facciamo.
Con Jorginho abbiamo trovato una quadratura?
È un giocatore importante, ha grande senso tattico. 
Piano piano stiamo recuperando una parte fondamentale della squadra come Hamsik, Behrami, poi arriveranno Zuniga, Reveillere e Mesto che potranno sostituire quelli che adesso possono essere stanchi.
L’importante è che siano pronti. 
Qual è il clima negli spogliatoi?
Quando si vince siamo tutti più contenti. Nel periodo di errori abbiamo capito che stavamo facendo male e abbiamo cercato di recuperare.
Secondo me dobbiamo giocarci partita dopo partita.
Il messaggio importante è non mollare nessun obiettivo ma lottare per ogni obiettivo.
Sono 13 punti dalla Juventus ma non ci possiamo fare niente. Dobbiamo pensare a fare bene noi. Per prima cosa dobbiamo vincere noi.
Benitez sa fare un turnover davvero eccezionale, ci riesce senza cambiare mezza squadra. A quel punto tutti i giocatori danno il meglio di loro in ogni partita.
Benitez ti ha voluto fortemente. C’è qualche differenza tra come allenava al Liverpool e qua?
Sono situazioni diverse. Anche con l’Inter era diverso.
Quanto è importante l’allenatore? Se fosse rimasto Mazzarri sarebbero mai venuti determinati giocatori?
Questo non lo so.
Perché hai scelto di giocare nel campionato italiano, che differenza c’è tra campionato italiano e spagnolo?
Chi mi ha convinto dall’inizio è stato Benitez, lui mi ha convinto di fare bene con una grande squadra. 
Se fossi stato ancora titolare al Liverpool probabilmente non saresti venuto a Napoli.
Certamente se non servi più alla propria squadra non c’è motivo di restare.
Hamsik è il vero top player del Napoli?
Lui è il capitano ma non lo è solo Hamsik. Ho trovato uno spogliatoio umano, davvero bello.
(Pino Taglialatela)Perché non resti a Napoli a vita? Reina è un campione e deve restare a Napoli. Ha una grandissima reattività, tecnicamente è quasi perfetto e ha dei piedi eccezionali. Per arrivare alla perfezione arrivi a 40 anni. Reina ha molto del nostro periodo e in più è modernissimo. Perciò raggiunge quasi la perfezione. Tra i primi 5 del mondo.
La dote migliore di reina è la lettura della partita. 

Io come qualche bambino mi piaceva giocare in avanti e segnare tanti gol ma è stato il mio papà a indirizzarmi verso il ruolo del portiere.
Indirizzato da tuo padre e hai voluto giocare al Barcellona. Ma adesso che succede, mica te ne vai?
Fino alla fine qua. A giugno si vedrà perché neanche io lo so. Devo tornare per forza al Liverpool perché sono in prestito ma non so se ci resto. È difficile che resti.
A te farebbe piacere restare qua?
Io qua sto benissimo e anche la mia famiglia.
Ti trovi d’accordo quando ti dicono di essere tra i primi 7 migliori portieri del mondo?
È un onore. Non è male.
Ma tu ti sei reso conto di quello che hai fatto? Hai parato un rigore a Balotelli…
È stato un giorno felicissimo. È un giocatore che calcia benissimo. Aspetta fino all’ultimo, ha dei tiri freddi. Quando qualcuno sbaglia lo sbaglio è in colui che calcia non del portiere. 
Cosa si instaura tra il portiere e il rigorista in quel momento?
Tu devi metterti nella sua testa. Capire cosa sta pensando. 
Piaci tantissimo ai tifosi del Napoli anche per la tua esultanza, ti lasci andare.
Per noi è brutto perché non possiamo esultare insieme agli altri compagni che sono lontani ma bisogna esultare assolutamente. È fondamentale. 
Ho visto più carica mercoledì contro la Roma che domenica contro il Sassuolo.
Le Coppe sono importanti perché sappiamo che tutti le guardano. Danno carica. 
L’arrivo di Maradona vi ha dato carica?
Io in realtà me ne sono accorto solo alla fine.
L’ho conosciuto al Liverpool quando allenava l’Argentina. È stato un piacere averlo al Liverpool. 
C’è qualche episodio particolare con i tifosi del Napoli che ti ha stupito?
I napoletani dicono quello che pensano, il calcio diventa quasi una religione. È una responsabilità che sappiamo di avere. Il giudizio dei napoletani è sempre positivo e mi fa piacere.
State facendo di tutto per arrivare al secondo posto anche per la Champions League, andando a giocare i preliminari di Champions si andrà a giocare con una squadra non difficilissima.
Ovviamente arrivare secondi garantisce la Champions League. E arrivarci fa la differenza. Quando arrivi terzo puoi essere buttato fuori ad agosto. 
Reina è il giocatore in più che sa leggere le giocate come giocatore e non solo come portiere. Anche Rafel è molto bravo.
Rafael ha insegnato più lui a me che io a lui. 
È importante dare carica alla squadra prima delle partite?
È importantissimo. Ma come ho già detto ho trovato uno spogliatoio che mi fa sentire importante e utile per la squadra. 
Ma a Torres cosa è successo?
Non lo so, secondo me è più una questione di testa che di fisico. Forse gli è mancata la fiducia perché non ha fatto molti più gol come prima.

(DOMANDE DEI TIFOSI)
Durante i festeggiamenti mostri sempre la maglia di Cordoba ti piacerebbe finire la tua carriera là?
Certo, magari finire nella mia città natale.
Differenza tattica tra i campionati in cui ha giocato. Premier League e Campionato.
La differenza è il ritmo. Io trovo ogni partita lì più aperta e con più occasione di fare gol. Qua si fanno partite più chiuse e toste.
Si dice che il ruolo del portiere è adatto a qualche persona più pazzerella. Tu ritieni di avere qualche tipo di scaramanzia o rituale strano?
Non è che dormo solo con la maglia di Balotelli, anche con quella della NBA ma quella di Balotelli mi ricorda belle cose. Comunque la fama porta la pazzia, ma perché io ti sembro pazzo? (faccia da pazzo e risata)

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