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Sarri-De Laurentiis, lo scontro e la Champions

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Le notizie uscite questa mattina su un eventuale gelo fra Sarri e De Laurentiis, mettono in ambasce più di qualche tifoso per questo finale di campionato.

Se la discussione ed il confronto son sempre cose giuste che possono portare al miglioramento di un rapporto e di eventuali risultati da raggiungere, i rumors di una “guerra fredda” fra il tecnico toscano ed il presidente del Napoli sono forse una contraddizione rispetto al campionato fin qui disputato dagli azzurri, magari anche fuoriluogo dato il mini-torneo di 3 giornate da affrontare per l’accesso alla Champions diretta. Tutto ciò è amplificato dall’assordante silenzio stampa che, nato per “preservare” la squadra, si ritorce forse come un boomerang in casi come questo.

73 punti ed il record di tutti i tempi distante solo 5 (con 3 gare da giocare), un secondo posto meritato anche a detta del tecnico giallorosso Spalletti, Maurizio Sarri ha portato il Napoli a vincere il titolo di campione d’inverno e per 7 settimane al primo posto, cosa mai successa in 90 anni senza un certo Diego Armando Maradona. Tutto questo è stato ottenuto con un gioco pulito, bello da vedere e con il recupero di alcuni calciatori finiti nel dimenticatoio e nella naftalina. Koulibaly e Jorginho l’estate scorsa erano in odore di cessione, dopo buoni inizi in maglia azzurra e tante speranze, si erano persi nel grigiore della panchina e di qualche acciacco: oggi sono pezzi da 90 con un valore di cartellino almeno triplicato, grazie alla fiducia e al lavoro di mister Maurizio.

Ma il vero protagonista della stagione azzurra è senza dubbio Gonzalo Higuain. L’attaccante di Brest, che comunque non aveva mai fatto mancare il suo apporto e attaccamento alla maglia nei primi 2 anni, dopo i rigori decisivi falliti 12 mesi fa col Napoli e la Nazionale, brancolava nel buio dei dubbi di una nuova destinazione per ripartire. Il futuro dell’argentino era sempre più lontano da Napoli e con l’aggravante per la società di una valutazione che forse non toccava più gli oltre 40 milioni spesi nell’estate del 2013. Sarri non si è perso d’animo e a Dimaro ha accolto Gonzalo come un buon padre di famiglia, col bastone e la carota, ed il risultato finale è la stagione da record dell’argentino (la migliore di sempre in carriera).

La delusione di aver perso uno scudetto accarezzato da primi della classe per quasi 2 mesi, con l’aggravante di essere scivolati a meno 12 dietro una Juve da record, ha incosciamente prodotto una “rinegoziazione” della valutazione di un Napoli che finirà sicuramente sul podio e molto probabilmente sul secondo gradino dello stesso. Un risultato per il quale ad agosto avremmo firmato col sangue, dato anche lo scetticismo che ha accolto il mister unito ai soliti “rulli di tamburi” del calciomercato di Inter e Milan, poi disattesi come consuetudine negli ultimi anni.

Dall’altro lato, Aurelio De Laurentiis. Il merito del Presidente è sicuramente quello di aver puntato su un mister inesperto a grandi livelli, aldilà del fatto che magari non sia stata la sua prima scelta (Emery rifiutò un’ottima offerta poco prima), di aver creduto nel mister anche dopo i primi 2 mesi, quando lo difese a spadatratta dalle critiche con il Napoli vicino alla zona retrocessione alla quinta giornata. Sarri ha commesso sicuramente qualche errore, e quello che forse potrebbe contestargli il Presidente è il mancato utilizzo dell’intera rosa, limitandosi in campionato a schierare un 11 base che – forse anche per questo motivo – è arrivato sicuramente non lucidissimo in questo rush finale della Serie A.

Strinic, Chiriches, Valdifiori, Grassi, El Kaddouri, Mertens e Gabbiadini sono elementi per il quale il Napoli ha speso un bel gruzzolo di milioni, che forse potevano essere molto più utili alla causa se magari maggiormente utilizzati. Grassi, titolare inamovibile dell’Atalanta per tutto il girone d’andata, è arrivato al Napoli a gennaio per 10 milioni di euro e – dopo un lieve infortunio – non ha visto il campo nemmeno per un minuto. Era necessario il suo acquisto? è stato concordato con il mister? gli è stato imposto? Sarri voleva altro? Questo non lo sappiamo, ma sappiamo sicuramente che De Laurentiis ai critici del mancato arrivo di top-player a gennaio, potrebbe rispondere che Sarri ha adottato sempre l’11 base nonostante riserve di livello.

E voi tifosi da che parte state? Cosa ne pensate di tutto questo? Sarri merita il rinnovo aldilà di come finirà questa stagione? Fa bene De Laurentiis ad aspettare eventualmente il risultato finale?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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