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Sarri racconta il suo calcio: “La preparazione settimanale della partita”. Quarto capitolo

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Per capire di più sul nuovo tecnico del Napoli, approfondiremo il lavoro di Sarri attraverso una sua tesi, scritta da lui per il Corso Uefa Pro Licence 2006/2007 tenutosi a Coverciano. Dopo la Premessa e il Primo capitolo (LEGGI QUI), il secondo capitolo (LEGGI QUI) e il terzo capitolo (LEGGI QUI) ecco a voi il quarto capitolo.

CAPITOLO 4 – IL GIOVEDI’

Giovedì mattina:
ore 9,00 riunione allenatore – collaboratore che hanno visto due partite a testa dei prossimi avversari e si scambiano le impressioni, decidendo i temi che devono essere immessi nei filmati di presentazione degli avversari, temi sui quali lavorare anche sul campo. Segue solita riunione di staff per l’organizzazione delle due sedute previste durante la giornata.

Ore 10,00 allenamento
Obbiettivo: questo allenamento ha come obbiettivo la correzione delle problematiche riscontrate a livello di singoli reparti nell’ultima partita effettuata; non ci sono obbiettivi da perseguire dal punto di vista fisico per cui l’allenamento può essere anche didattico e quindi di bassa intensità.
Problematiche riscontrate all’interno dei reparti nell’ultima partita: abbiamo sofferto qualche cambio di campo, soprattutto in profondità ed abbiamo avuto una brutta reazione, non conforme alle nostre regole di gioco, su una palla scoperta con cui gli avversari puntavano la nostra linea difensiva. Per questi motivi la decisione è di far lavorare la linea difensiva con l’allenatore, mentre gli altri rimangono a svolgere i lavori individuali a carattere fisico con il preparatore ed a carattere tecnico con il collaboratore.
Svolgimento allenamento:
Esercitazione numero 1: scivolamenti in orizzontale della linea difensiva sulla circolazione di palla dei centrocampisti avversari. Esercitazione svolta nella prima parte a livello di riscaldamento, per cui la circolazione viene effettuata a due tocchi e velocizzata nella seconda parte quando la circolazione degli avversari viene effettuata alternando un tocco e due tocchi – fig. n. 5 –

Esercitazione numero 2: si lavora adesso sui cambi di campo degli avversari dopo uno scarico della palla all’indietro; in questa esercitazione si lavora sui cambi di campo addosso all’esterno opposto e si pone molta attenzione alle posizioni del corpo ed ai tempi di scivolamento. La posizione del corpo non deve essere ne troppo chiusa verso la palla ne troppo aperta verso il campo, mentre il tempo di scivolamento deve avere come punto di riferimento il piede di appoggio di chi calcia cambiando campo, altrimenti si rischia che tutto il movimento venga fatto in ritardo. – fig. n. 6 –   

Esercitazione numero 3: stessa situazione precedente ma adesso il cambio di campo avviene in profondità, per cui cambia il movimento di scivolamento dei tre giocatori in copertura che devono tutelarsi andando a coprire lo specchio della porta per eventuali cross di prima intenzione, mentre il difensore esterno di parte opposta scivola in chiusura su chi riceve la palla.  – fig. n. 7 –   


Esercitazione numero 4: viene ricreata la situazione di palla scoperta su scarico dell’attaccante centrale avversario che ci ha messo in difficoltà nell’ultima partita, in quanto la linea non è scappata, ma ha cercato il fuorigioco prendendo incrocio pericoloso dell’esterno. L’allenatore si posiziona vicino a chi riceve lo scarico e poi decide se coprire la palla sulla ricezione o se allontanarsi lasciando la palla scoperta. Sullo scarico la linea segue la palla e sale, se la palla viene coperta dall’allenatore la linea rimane alta; se invece la palla viene lasciata scoperta dall’allenatore la linea scende e si compatta, togliendo la profondità fino ai venti metri per poi uscire in chiusura quando ormai è stata tolta la possibilità della palla in profondità – fig. n. 8 –


Alla conclusione dell’allenamento il collaboratore prepara le immagini relative alla fase offensiva degli avversari da far vedere alla squadra nel pomeriggio.

Giovedì pomeriggio:
ore 14,45 riunione con la squadra per l’analisi della fase offensiva dei prossimi avversari. Si procede con intervento dell’allenatore che alla lavagna spiega modulo e movimenti offensivi degli avversari e si conclude con il collaboratore che analizza le immagini montate degli avversari.

Il filmato della fase offensiva degli avversari viene montato nel seguente ordine:
1 – qualche immagine a campo aperto in cui si vede il modulo della squadra e le posizioni di partenza della fase offensiva.
2 – la scelta che viene effettuata dal portiere nella loro prima trasmissione di palla; in caso di uscita lunga viene analizzata la zona di caduta, il giocatore che va ad aggredire la palla e come e da chi vengono attaccati gli spazi alle sue spalle; in caso di uscita corta si analizza se privilegiano la prima trasmissione in una certa zona o su un certo giocatore.
3 – fase di possesso in zone basse di campo che corrisponde all’analisi della circolazione di palla della loro linea difensiva, inoltre si cerca di vedere che tipo di uscita usano da dietro e verso quali giocatori; si cerca anche di capire se hanno giocatori particolarmente vulnerabili in pressione o meno dotati tecnicamente in impostazione sulla linea difensiva.
4 – fase di possesso in zone medie: si cerca di analizzare come e chi dei loro centrocampisti si propone ai difensori in possesso di palla e come poi viene sviluppata l’azione.
5 – fase di possesso in zone alte: si prendono in considerazione i movimenti dei giocatori offensivi ed anche come viene attaccata l’area di rigore sui cross.
Chiaramente anche nel montaggio di questo filmato si tengono conto di tutte le indicazioni che abbiamo già elencato in occasione della relazione filmata della partita, sia per quanto riguarda la durata che in questo caso è molto breve e solitamente non supera i 6-7 minuti, sia per quanto riguarda le implicazioni psicologiche relative al momento attraversato dalla squadra; oggi abbiamo deciso di far vedere l’effettiva pericolosità di questi avversari nella fase offensiva.

Ore 15,00 allenamento
Obbiettivo: con questo allenamento ha inizio la preparazione della partita sul campo e l’obbiettivo unico di questa sessione è la fase difensiva.
Svolgimento: l’allenamento si svolge in 3 blocchi di lavoro
1 – fase didattica contro il modulo avversario fatta a bassa intensità come riscaldamento.
2 – fase difensiva nelle varie zone di campo sul sistema di gioco degli avversari.
3 – fase situazionale con temporanee inferiorità numeriche.

Fase didattica contro il modulo avversario: dobbiamo affrontare un 3-4-3 con il portiere che non esce mai lungo, ma sempre corto su uno dei tre difensori che si allargano; in questa fase si lavora su dei birilli numerati con due squadre che alternano, una in stretching ed una che chiude sul birillo chiamato. Chiaramente si lavora prima sui loro tre difensori, poi si scende sui quattro centrocampisti ed infine sui loro tre attaccanti. La pressione sui loro tre difensori è fondamentale contro questa squadra che mostra buone doti di palleggio e che riesce a conquistare la metà campo con grande facilità. Una volta portata la palla nella metà campo avversaria alzano molto gli esterni di centrocampo con gli attaccanti che si stringono e quindi costringono spesso gli avversari a finire bassi come baricentro, cosa pericolosa visto che hanno giocatori di grande efficacia in avanti. Per questi motivi decidiamo, con la palla in mano al portiere avversario, di tenere baricentro molto alto e di andare a pressing ultra-offensivo. Unica variante al modulo nostro abituale è che in accorciamento riportiamo i due attaccanti in linea. Fondamentale la nostra reazione alla prima trasmissione del portiere avversario, in quanto i nostri attaccanti devono isolare il difensore che entra in possesso di palla dagli altri due per cui sul loro difensore di centro-destra e di centro-sinistra usciamo a chiudere portandoli sull’esterno – vedi fig. 9 – mentre sul loro centrale, essendo un giocatore che usa prevalentemente il piede destro, usciamo portandolo sul sinistro – vedi fig. 10 –. Avendo deciso che il pressing ultra-offensivo è per noi fondamentale, se uno dei loro due difensori esterni esce palla al piede dalla linea dei nostri attaccanti, non andiamo ad indietreggiare ma proseguiamo in pressing uscendo con l’esterno di parte che, chiaramente porta in questo caso l’avversario verso l’interno per non soffrire una possibile inferiorità numerica in fascia – vedi fig. 11 -. In zone medie ed in zone basse il modulo degli avversari non ci pone grandi problemi per cui in questa prima parte dell’allenamento ci dedichiamo minor tempo.



Fase difensiva sul sistema di gioco degli avversari: Due squadre si contrappongono, una simula gli avversari e l’altra la nostra fase difensiva; chiaramente si alternano nei compiti. In zone alte di campo si inizia con palla in mano al portiere avversario che deve giocare su uno dei tre difensori e questi, con l’ausilio dei centrocampisti, devono portare e non lanciare la palla nella metà campo avversaria, per cui si ha modo di analizzare e correggere il nostro pressing ultra offensivo.
In zone media di campo: palla su uno dei loro centrocampisti centrali; la loro giocata abituale è taglio in ricezione dell’attaccante di parte ed attacco della profondità da parte del centrocampista esterno di parte. Questo potrebbe portare ad abbassare troppo i nostri esterni di centrocampo per cui decidiamo di portare i loro centrocampisti verso l’interno quando usciamo in chiusura. Se la palla passa lo stesso è il centrocampista centrale in copertura che prende il taglio dell’attaccante esterno ed il difensore esterno che segue il centrocampista esterno avversario – vedi fig. 12 –. Materialmente sul campo il lavoro viene fatto con palla al loro centrocampista centrale chiuso dal nostro centrocampista di parte; al segnale dell’allenatore la palla si scopre, loro fanno partire i movimenti previsti e noi le reazioni, andando fino alla conclusione dell’azione. In zone basse con palla all’attaccante esterno, dobbiamo tenere in considerazione che giocano controparte con il sinistro a destra ed il destro a sinistra; i loro movimenti abituali sono con i due attaccanti che attaccano in taglio la profondità e l’esterno di centrocampo di parte opposta che attacca la larghezza; il possessore di palla viene assorbito dal nostro centrocampista centrale: se lo salta arriva l’altro centrocampista centrale, ma nel momento in cui la palla rimane scoperta la linea assorbe l’attacco della profondità degli attaccanti avversari e l’esterno di parte opposta copre il lato debole, per poi risalire tutti nel momento in cui la palla torna ad essere coperta. – vedi fig. 13 –

Fase difensiva situazionale in temporanea inferiorità numerica: si tira una linea a trequarti-campo. La squadra che simula la nostra fase difensiva difende la porta ed attacca la linea, dovendoci portare e non lanciare la palla. L’altra squadra attacca la porta con il modulo ed i movimenti degli avversari. Dopo alcuni minuti di parità numerica gli attaccanti e gli esterni possono partecipare alla fase difensiva solo dopo il segnale dell’allenatore, per cui per alcuni secondi la squadra si trova in inferiorità numerica; si pone attenzione a correggere i movimenti della squadra sulle ripartenze avversarie in cui si deve momentaneamente gestire l’inferiorità numerica   –   vedi fig. 14   –.   Si conclude l’esercitazione invertendo le due squadre.  

 

Maurizio Sarri – Tratto dal sito della FIGC. Il prossimo capitolo sarà online lunedì.


 

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