Notizie

Sarri racconta il suo calcio: “La preparazione settimanale della partita”. Secondo capitolo

c627961839cbda4ec1fb767d7f20ca53

Per capire di più sul, quasi, nuovo tecnico del Napoli, approfondiremo il lavoro di Sarri attraverso una sua tesi, scritta da lui per il Corso Uefa Pro Licence 2006/2007 tenutosi a Coverciano. Dopo la Premessa e il Primo capitolo (LEGGI QUI), ecco a voi il secondo capitolo.

CAPITOLO 2 – IL MARTEDI’

Martedì mattina: non c’è allenamento ma una riunione dello staff tecnico con allenatore, collaboratore, preparatore atletico e preparatore dei portieri e si procede alla programmazione degli allenamenti settimanali; nella seconda parte della riunione allenatore e collaboratore si scambiano le impressioni sulla gara disputata e si arriva a delle conclusioni da riportare alla squadra, conclusioni utili anche per la programmazione degli allenamenti con obbiettivi tattici. Da questa riunione escono una analisi filmata della partita, fatta su dvd, ed una relazione scritta.

1- L’analisi filmata si occupa esclusivamente di problematiche tattiche e per avere una sequenza logica prende in considerazione in ordine cronologico i seguenti aspetti: 
– tattica collettiva: si inizia il filmato, considerando se la lunghezza, la compattezza della squadra, cioè le distanze tra i reparti e tra i singoli all’interno dei reparti stessi ed il baricentro siano stati in linea con quanto deciso in sede di preparazione della partita.
– fase difensiva in zone alte di campo: si prendono in considerazione le pressioni individuali sulle palle vaganti, se il pressing è stato portato nella zona di campo pretederminata con i movimenti preparati e se gli avversari sono stati effettivamente indirizzati come deciso in fase di preparazione della gara; in linea di massima viene analizzata la fase difensiva dei nostri quattro giocatori offensivi.
– fase difensiva in zone medie di campo: si prendono in considerazione le palle gestite dagli avversari oltre la linea dei nostri attaccanti per cui vengono analizzati tempi di rientro dei nostri esterni, movimenti di chiusura e copertura del nostro reparto di centrocampo; anche in questo caso viene posta molta attenzione a come viene indirizzata l’azione avversaria dal giocatore uscito a mettere pressione al possessore di palla.
– fase difensiva in zone basse di campo: si analizzano i movimenti della linea difensiva sulle uscite lunghe del portiere avversario ed in secondo tempo le azioni avversarie con palla ormai oltre la linea dei nostri centrocampisti, analizzando chiusure e coperture della nostra linea difensiva; si pone grande attenzione anche agli scivolamenti della linea sia in orizzontale che in verticale e la capacità di lettura della palla coperta e scoperta e le relative reazioni.
– palle inattive contro: si analizza se sono state rispettate le posizioni previste in sede di preparazione della partita in tutte le varie situazioni di palla inattiva a favore degli avversari nelle varie zone del campo e che le reazioni ai loro eventuali schemi siano state quelle concordate, infine si pone attenzione sull’efficacia delle varie marcature ad uomo, dove previste.
– fase di possesso in zone basse di campo: si inizia la fase offensiva analizzando se il portiere ha privilegiato le uscite lunghe o quelle corte, come deciso in sede di preparazione della gara. Per le uscite lunghe si pone attenzione sulla zona di caduta della palla, attacco alla palla ed aggressione degli spazi. Per le uscite corte si analizza se sono state seguite dalla circolazione di palla concordata e se la palla è uscita da dietro dalla zona concordata e con le giocate predisposte.
– fase di possesso in zone medie di campo: sotto questo aspetto si pone attenzione ai movimenti ed alle giocate dei nostri centrocampisti centrali.
– fase di possesso in zone alte di campo: l’attenzione si sposta sui movimenti e sulle giocate dei nostri due esterni e dei due attaccanti; particolare attenzione ai movimenti di attacco dell’area di rigore in occasione dei cross dal fondo.
– palle inattive a favore: analisi dell’effettuazione degli schemi su palla inattiva concordati in sede di preparazione della gara.
Le posizioni di partenza erano quelle concordate?
I movimenti sono stati fatti nella maniera giusta?
La zona di caduta della palla era quella prevista?
Sono stati rispettati i tempi di esecuzione?

Per ognuno di questi aspetti vengono scelte un paio di situazioni particolarmente significative su quello che è successo in campo e viene preparato un filmato, materialmente dal collaboratore, da presentare alla squadra. Ho deciso di seguire questa sequenza nel montaggio in maniera da evitare una esposizione confusionaria della nostra partita alla squadra – principio della semplicità e chiarezza –

Nella scelta delle situazioni da montare nel filmato da presentare ai giocatori occorre tenere presenti varie implicazioni:
– prima di tutto per ottenere il massimo dell’attenzione possibile da parte di tutta la squadra è importante che il filmato sia estremamente chiaro e di durata limitata, personalmente cerco sempre che la durata non superi i 1012 minuti.
– In ottemperanza di un altro principio di gestione – principio della partecipazione attiva – cerco di proporre il filmato in maniera che il giocatore non lo subisca passivamente, cercando costantemente di far passare il messaggio che non si tratta di un processo agli errori, ma di un momento di crescita collettiva ed individuale.
– Implicazioni di carattere psicologico collettivo in quanto si deve tenere sempre presente il momento psicologico della squadra.
– Il montaggio della stessa partita può essere diverso se la squadra attraversa un momento negativo o positivo a livello di risultati: in caso di momento negativo, per evitare ulteriore sfiducia, nel montaggio vengono privilegiate le situazioni in cui la squadra ha espresso qualcosa di positivo rispetto a quelle negative in modo da rafforzare la convinzione che, nonostante i risultati, stiamo facendo anche qualcosa di buono; in caso di momento estremamente positivo vengono privilegiate le situazioni che mettono in mostra errori in modo da far passare il messaggio che c’è ancora molto da lavorare e migliorare.
– Implicazioni di carattere psicologico individuale in quanto all’interno del gruppo ci sono sicuramente dei singoli particolarmente sensibili agli errori e quindi vulnerabili, per cui nel chiamare in causa con le immagini questi giocatori occorre cautela, pertanto si cerca di alternare situazioni di errore a situazioni in cui lo stesso singolo si è mosso nella maniera giusta.

2 La relazione scritta viene materialmente fatta dallo stesso allenatore ed oltre agli aspetti tattici già evidenziati nel filmato prende in considerazione altri aspetti ritenuti fondamentali nell’economia della gara; nel mio caso gli aspetti analizzati sono:
– aspetto mentale: si cerca di analizzare se la squadra è arrivata alla partita con il giusto livello di motivazione e se in campo è riuscita ad esprimere un buon livello di determinazione; si pone attenzione alle reazioni che la squadra ha avuto di fronte agli eventi significativi, esempio come abbiamo reagito ad uno svantaggio o come abbiamo gestito un eventuale vantaggio.
– aspetto comportamentale: chiamo così l’analisi del comportamento della squadra nei confronti dell’arbitro e degli avversari, in quanto le sanzioni disciplinari devono essere attinenti alle necessità e mai andare oltre e poi anche perché non voglio che la squadra sprechi energie mentali e nervose in aspetti della partita sui quali non può influire. Ultima valutazione su eventuali atteggiamenti che non sono stati in linea con le regole di comportamento che il gruppo stesso si è dato, in modo da non tollerare atteggiamenti che alla lunga possono portare problemi nella gestione del gruppo e da far passare costantemente il messaggio che gli obbiettivi individuali esistono giustamente, ma devono sempre essere in secondo ordine rispetto agli obbiettivi collettivi.
– aspetto fisico: si valuta insieme al preparatore atletico la prestazione della squadra dal punto di vista fisico, in seguito sono io che decido su quello che deve essere detto alla squadra e quello che invece voglio che rimanga una valutazione utile solo allo staff; questo per evitare che in certi momenti la condizione fisica diventi un facile alibi per i giocatori.

Martedì pomeriggio:

ore 14,15 breve riunione dello staff tecnico per l’organizzazione pratica dell’allenamento.

Ore 14,30 riunione con la squadra per l’analisi della gara disputata alla domenica precedente. Intervento dell’allenatore con questo ordine:
– Aspetto mentale
– Aspetto comportamentale
– Aspetto fisico
– Aspetto tattico coadiuvato dalle immagini

Ore 15,00 allenamento con obbiettivo esclusivamente fisico. Nella settimana presa in considerazione questo allenamento aveva come unico obbiettivo la potenza aerobica ed il mezzo utilizzato era l’intermittente “Gaçon” 15’’-30’’ con 3 serie di 6’ al 95% dalla V.A.M. per chi ha giocato ed al 105% della V.A.M. per chi non ha giocato, con pause attive di 4’ tra le serie. Dopo questo lavoro: chi ha giocato passa al programma individualizzato, mentre chi non ha giocato la partita precedente ha un lavoro suppletivo con 3 serie di 4’ di possesso palla a tocchi variabili da una serie all’altra; prima serie a tre tocchi, seconda a due tocchi e terza ad un tocco, escluso i palloni riconquistati che possono essere giocati a due tocchi; recupero di 2’ tra le serie e 2 serie di partita 5:5+ portieri di 6’ con 3’ recupero tra le serie; prima serie a tre tocchi con goal valido al primo tocco e seconda serie a due tocchi con goal buono sempre.

Per il possesso palla ed il 5:5, nella determinazione degli spazi di lavoro, deve essere tenuto presente l’obbiettivo aerobico dell’allenamento. Quindi gli spazi devono essere piuttosto ampi in relazione al numero di giocatori in modo che il lavoro organico prevalga su quello muscolare; in questo caso abbiamo utilizzato un campo di 40×25 mt. Dopo questo ulteriore lavoro anche il secondo gruppo passa al programma individualizzato.

Programma individualizzato: ad ogni giocatore vengono consegnate due schede.
La prima scheda è relativa a lavori di carattere fisico che sono stati preparati dal preparatore atletico in relazione alle eventuali carenze del giocatore ed anche in relazione ad eventuali gravi infortuni che puo’ aver avuto nel corso della carriera. I lavori previsti in questa scheda devono essere effettuati due volte alla settimana: solitamente al Martedì pomeriggio ed al Giovedì mattina.
La seconda scheda è preparata dal collaboratore ed è relativa a lavori tecnici scelti in base alle carenze mostrate o in base ad eventuali specializzazioni (esempio punizioni e rigori). I lavori previsti in questa seconda scheda sono svolti due volte la settimana, solitamente nella seduta del Giovedì mattina ed al Sabato. Questi lavori sono preparati sulla base di una valutazione che, per quanto riguarda l’aspetto fisico, viene effettuata ad inizio anno sulla base di una visita congiunta del Medico sociale, Fisioterapista ed Osteopatia e tramite l’effettuazione di test fisici periodici; per quanto riguarda l’aspetto tecnico le impressioni dello staff sono supportate da riprese televisive sia delle partite che degli allenamenti. – vedi allegato n. 1 –
Tali esercizi sono effettuati solitamente in proprio dai giocatori, quando possibile, chiaramente dopo la prima fase in cui assimilano le modalità di esecuzione dal Preparatore e dal Collaboratore.

Ore 17,30 si inizia il lavoro per la partita successiva: breve incontro allenatorecollaboratore in cui si raccolgono tutti i dati statistici a disposizione dei prossimi avversari e si dividono i filmati delle ultime quattro partite dei prossimi avversari: due devono essere viste nelle prossime ventiquattro ore dall’allenatore e due dal collaboratore, sempre separatamente. Chiaramente il resto della serata è dedicato alla visione di questi filmati.

Allegato n. 1 – Esempio di programma individuale –

SCHEDA DI VALUTAZIONE X COMPENSI FISICI E TECNICO-TATTICI

ATLETA:…XXXXXXXX………………………..

PROBLEMATICHE FISICHE: Esiti LCA ginocchio sx operato nel 1999. Rigidità della catena posteriore accertata dal test di flessibilità.

PROBLEMATICHE TECNICO TATTICHE: difficoltà nell’attacco delle palle alte nonostante l’altezza.

LAVORI DI COMPENSO TECNICO-TATTICI: Calcolo delle traiettorie tramite l’individuazione delle zone di caduta della palla e delle zone di attacco della palla usando i cerchi. Attacchi della palla su cross dalle varie zone del campo; Attacchi alla palla eseguiti prima senza e poi con avversari.

OBBIETTIVI: Il primo obbiettivo e’ capire se lo scadente attacco alla palla che è il risultato finale evidente in gara, dipende dalla difficoltà di percepire la traiettoria della palla, dal disturbo dato dall’avversario o dalla paura di sbagliare subendo così la palla; il secondo obbiettivo e’ chiaramente la correzione della lacuna evidenziata.

LAVORI DI COMPENSI FISICI: postura per la catena posteriore – propriocettiva mono e doppio appoggio – Tonificazione flessori e adduttori con elastico – addominali dorsali lombari – scarico schiena su palla – Lavoro di Forza ai macchinari

OBBIETTIVO: equilibrare le spinte e tenere alto il tono muscolare dell’arto operato. Allentare le tensioni muscolari a carico del bacino.

QUANDO ESEGUIRE I LAVORI:

– Tutti i giorni prima dell’allenamento: posture – propriocettiva mono e doppio appoggio –

potenziamento flessori e adduttori con elastico

– Tutti i giorni alla fine dell’allenamento scarico schiena su palla

– Martedi e Giovedì mattina: Forza ai macchinari ATTENZIONE nell’eventualità che il giocatore

abbia giocato la partita della Domenica al martedì effettua solo Tonificazione

– Martedì e Giovedì mattina: Esercitazioni tecniche.

Maurizio Sarri – Tratto dal sito della FIGC. Il prossimo capitolo sarà online domani.

Inside Articles Bottom

Testata Giornalistica Sportiva.
Direttrice: Rosa Mele
P.Iva: 07533801218
Iscrizione ROC n. 23820 del 16/09/2013

Copyright © 2016 IMele S.r.l. - Tutti i diritti riservati

To Top