100×100 Napoli

Scuola di Giornalismo Sportivo

Scuola di giornalismo. Analisi post Napoli – Juventus

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I partecipanti al corso di giornalismo sportivo diretto da Paolo Del Genio hanno analizzato la sfida tra Napoli e Juventus. 
Tommaso Allocca 

E’ ancora negli occhi e nella mente di molti sia napoletani che non la partita giocata domenica contro la Juventus, che ha lasciato non pochi strascichi polemici. La Società Partenopea ha contestato pubblicamente la direzione di gara  del Sig. Tagliavento e dei suoi assistenti che oltre ad una serie di episodi dubbi fischiati in un unico senso, non hanno visto un chiaro fuorigioco di Caceres e di Chiellini in occasione della seconda rete juventina, che ha frenato l’inerzia della partita in quel momento a favore del Napoli, rinfrancatosi dopo il pareggio di Britos e con un Mertens in più. Un altro motivo dell’esito negativo della gara può essere stato l’assetto tattico scelto da Rafa Benitez. E’ stata posta dal sottoscritto una domanda al giornalista Paolo Del Genio in occasione del consueto appuntamento settimanale tenutosi con i corsisti:

NELLA PARTITA CASALINGA CONTRO LA ROMA , GIOCATA BENISSIMO DAL NAPOLI, LA COPPIA CENTRALE DI CENTROCAMPISTI PREVEDEVA LOPEZ E JORGINHO, A  DIFFERENZA  DELLA GARA  CONTRO LA JUVE DOVE RAFA BENITEZ SI E’ AFFIDATO ALLA COPPIA DI CONTENIMENTO LOPEZ-GARGANO, FORSE NON ERA PREFERIBILE AFFIDARSI A JORGINHO SIN DAL’INIZIO?

Lo spagnolo ha scelto di affidarsi ad una mediana di rottura con giocatori muscolari quali Gargano e Lopez. A tal proposito il direttore di 100 x 100 Napoli si è così espresso:

“Credo che nella mente del tecnico Benitez c’era Doha, dove è andato tutto bene e c’erano in campo Gargano e Lopez. Non è detto che le cose debbano ripetersi , il Napoli ha sofferto leggermente il palleggio della Juve nel primo tempo poi dopo il pareggio aveva l’inerzia dalla sua parte; sono successe ben altre cose negative. In merito a Jorginho Rafa sta valutando la crescita del ragazzo, ci saranno tante partite e ci sarà spazio anche per lui, non dico sarà titolare inamovibile ma di certo sarà impiegato anche dal primo minuto”. 

Valerio Intermoia

Dopo Napoli-Juventus ci sono state molte polemiche a causa dell’arbitraggio discutibile di Tagliavento e dei suoi assistenti. La cosa che lascia perplessi più delle altre è la testardaggine di tesserati della Juventus come Marotta, Allegri e Bonucci e (cosa molto più grave) di Nicchi, presidente dell’AIA, nell’affermare che la direzione dell’arbitro sia stata positiva o addirittura impeccabile. Cosa spinge i tre juventini a non ammettere che l’arbitro abbia sbagliato totalmente la partita? La cultura del sospetto in Italia viene alimentata costantemente da queste prese di posizione che ignorano la realtà e sfociano nel ridicolo. Si farebbe meglio a dire che Chiellini fosse in posizione attiva, a dire che lo stesso difensore della Nazionale abbia passato la palla volontariamente all’indietro al portiere e a non difendere l’operato dell’arbitro anche in altre situazioni come quella in cui c’è stato un grottesco scambio di persona in occasione di un fallo su Mertens commesso da Marchisio e per il quale è stato ammonito Caceres. Basterebbe quest’ultimo episodio a catalogare come disastrosa la prova di Tagliavento. Alla luce di questo diventa ancora più curioso capire come possa il capo dell’Associazione Italiana Arbitri Nicchi affermare che la prova del sestetto arbitrale sia stata buona. Queste sono le impressioni che ho espresso a Paolo Del Genio nel consueto appuntamento di Q&A con i partecipanti al corso di giornalismo curato dal direttore di 100x100napoli.it:
“I due episodi dei quali stiamo parlando di più sono il gol non valido della Juventus e il gol valido del Napoli, guarda caso convalidato il gol non valido della Juventus, annullato il gol valido del Napoli. Poi c’è una lunga serie di errori come l’ammonizione sbagliata che ricordavi, la mancata ammonizione a Pirlo, la non ammonizione a Lichtsteiner che simula in maniera evidente poi si rialza e corre, episodio che in Inghilterra sarebbe stato punto duramente, il retropassaggio di Chiellini a Buffon che è qualcosa di clamoroso, un calcio d’angolo con la bandierina sollevata dal guardalinee su ordine di Vidal e forse qualcun altro ce lo siamo persi perché oramai eravamo tutti quanti avviliti ad assistere a uno scempio simile. La situazione è quella che è, non c’è molto da dire. Che l’arbitro venga difeso da tesserati juventini che sono di parte ci può anche stare, il problema inizia ad esserci quando lo fa Nicchi, ma più che avercela con lui che difende la propria categoria e con i dirigenti della Juventus che continuano a mostrare la propria arroganza, io ce l’ho molto con i media che sono totalmente soggiogati da questi poteri forti e non hanno il coraggio di dire quello che si dovrebbe dire e vanno a raccontare in maniera sbagliata degli episodi. Anche quando ammettono che l’episodio è stato favorevole alla Juventus non concludono mai nella maniera normale dicendo che è sempre così, ma lo fanno pronunciando la frase che ci ha ricordato Benitez, cioè “Ci può stare”. Benitez l’ha detto, tutti l’hanno apprezzato, hanno sorriso però non hanno capito il senso profondo della frase di Benitez. Tanto è vero che sono caduti nell’errore visto che da un minuto dopo il fischio finale fino ad oggi stanno continuando a dire “Ci può stare” quindi Benitez li ha sbugiardati in maniera straordinaria con un’intuizione geniale.”

Mauro Guerrera 
 

Paolo Del Genio: “L’arbitro di Napoli-Lazio deve augurarsi che non ci siano episodi al limite”.   

 

Dopo la pausa natalizia, è tornato l’appuntamento settimanale che il direttore di 100×100 Napoli, Paolo Del Genio, organizza per rispondere alle domande degli allievi del “corso di giornalismo sportivo”.

 

Tanti gli argomenti trattati. Dalle sviste arbitrali che hanno condizionato il risultato di Napoli-Juventus, all’attenzione dello scouting azzurro nel trovare nuovi talenti.

 

Ecco invece come ha risposto Paolo Del Genio, a una domanda sul debutto di Gabbiadini, sembrato un po’ spaesato e ancora non perfettamente inserito nei meccanismi della squadra.

 

I trequartisti non stavano giocando bene e Gabbiadini poteva dare un contributo soprattutto con i calci piazzati. La condizione non era quella ideale, però Benitez si è giocato quella carta e qualche volta ti può andare bene qualche volta ti va male. Stiamo parlando con il senno del poi ma in quel momento ci sta farlo

 

Interessante la risposta sull’arbitraggio di Lazio-Napoli di domenica prossima Partita delicata, soprattutto dopo le proteste di De Laurentiis per le decisioni di Tagliavento contro i bianconeri. La sfida è resa ancora più complicata dall’avversario, la Lazio di Lotito, uno dei presidenti più potenti del panorama calcistico italiano.

 

“L’arbitro di Lazio-Napoli deve augurarsi che non ci siano episodi al limite. Fra le pressioni di Lotito e, finalmente dico io, un po’ di pressione messa dal Napoli con l’ironia di Benitez e l’intervento duro di De Laurentiis non sarà facile decidere”.   

Alessandro De Mattia

Il big match che si è disputato domenica scorsa al San Paolo ha lasciato i tifosi azzurri profondamente amareggiati. Non tanto per la sconfitta contro una grande rivale come la Juventus,  ma per i clamorosi errori arbitrali ai quali si è tristemente assistito.

Tuttavia in molti si aspettavano che gli uomini di Benitez iniziassero il match in maniera più aggressiva e “feroce”, come è capitato in occasione di Napoli–Roma.

La realtà invece è stata diversa. Per questo motivo ho chiesto al direttore se gli fosse piaciuta l’ impostazione tattica che ha adottato il Napoli. Questa  la sua opinione:

“Tutti speravamo di vedere dall’inizio un Napoli aggressivo come quello che abbiamo visto contro la Roma al San Paolo. Non è stato così ma è ovvio che noi giudichiamo le partite in base sopratutto al risultato, per cui se il Napoli avesse vinto poi avremmo detto che l’ atteggiamento adottato nel primo tempo sarebbe stato giusto perchè ci avrebbe consentito di fare un ottimo secondo tempo.

Infatti così è stato nonostante il gol di Pogba, che è stato il frutto di un azione casuale e non del dominio della Juventus, il Napoli aveva recuperato il match nel secondo tempo ed aveva la possibilità di portare il risultato a casa.

Poi è arrivato il gol di Caceres in fuorigioco ma se l’arbitro avesse convalidato il gol del 2-2 c’era ancora tempo per ottenere i tre punti con un gran finale di match.

Quindi dico che magari la partita è stata sottotono ma nulla esclude, anche se purtroppo non avremo mai la contro prova, che il Napoli poteva comunque vincerla.”


Francesco Natalino 

Il giornalista Paolo Del Genio ha incontrato gli allievi del corso di giornalismo,nel corso dell’incontro si è parlato del momento del Napoli e delle vicende arbitrali. Come si spiega che tutti gli episodi dubbi vanno sempre a favore della Juventus e che Bonucci e Chiellini che sono due difensori molto fallosi finiscano un campionato con pochissime ammonizioni? “Sui falli c’è poco da dire,sulle ammonizioni c’è poco da dire, è un’altra vicenda scandalosa la gestione dei cartellini è qualcosa di incomprensibile ed è uno dei motivi che fa dire a chi può dirlo che c’è un condizionamento terrificante che altera le partite, e a chi non può dirlo dice che ci può stare l’errore arbitrale,io penso che i tifosi juventini dovrebbero essere arrabbiati per questi favori arbitrali che ormai sono abituati a ricevere,se invece di 32 scudetti ne vincevano 26, 6 li lasciavano per strada forse godevano di più, e non avevano l’etichetta di squadra che ruba, invece hanno scelto di vincerne uno in più per avere questa etichetta che secondo me non è molto gratificante”

Luca Salvadori 

Appuntamento settimanale nella redazione di 100x100Napoli , in cui il giornalista Paolo Del Genio, ha risposto alle domande poste dagli allievi del corso di giornalismo sportivo. Tantissimi gli argomenti trattati, dagli errori arbitrali che hanno interessato il match del San Paolo contro la Juventus, al prossimo impegno dell’Olimpico di Roma, che vedrà gli azzurri di Benitez opporsi ai biancocelesti di Pioli. Proprio il sottoscritto ha posto una domanda al direttore della testata, su quelle che possono le insidie legate a questa partita e su Felipe Anderson, talentuoso centrocampista brasiliano classe 1993, che con le sue ottime prestazioni si è saputo mettere in evidenza da subito nel nostro campionato.  Ecco la sua risposta: “La Lazio sta disputando un buon campionato e pratica un calcio gradevole,  grazie anche a calciatori di qualità come il centrocampista Biglia, Candreva che reputo uno dei migliori esterni italiani e Close che nonostante non sia titolare, è sempre un giocatore molto temibile. In Questo momento sta però meravigliando tutti Felipe Anderson, giovane di talento messosi in evidenza per le sue grandi doti tecniche, senso del gol e capacità di dare assist di pregevole fattura. Attualmente credo sia uno degli esterni d’attacco più determinanti della serie A. Molti lo paragonano a Cristiano Ronaldo, non lo è e non lo sarà mai ma bisognerà fare sicuramente attenzione a lui nel corso della partita. E’ un valore aggiunto per questa Lazio che la rende ancor più competitiva per la corsa finale al terzo posto. Neanche la stessa società pensava che il calciatore potesse esplodere in così poco tempo alzando notevolmente il tasso tecnico della formazione”.

Marco Salvadori 

Dopo la pausa natalizia è tornato il consueto appuntamento settimanale in cui i partecipanti al corso di giornalismo sportivo rivolgono delle domande al direttore di 100x100Napoli Paolo Del Genio. Nell’ultimo incontro il tema predominante è stato l’arbitraggio negativo che ha caratterizzato la gara Napoli-Juventus giocata in campionato. È stata posta anche una domanda di carattere tecnico-tattico sull’incontro del San Paolo:

Nella gara vinta e dominata dal Napoli contro la Roma, Benitez aveva schierato Lopez e Jorginho come coppia centrale di centrocampo.Contro la Juventus non sarebbe stato meglio confermare questi due giocatori anziché proporre vicino a Lopez un giocatore forse più adatto al contenimento come Gargano?

 

“Credo che nella scelta di Benitez abbia influito l’ottimo rendimento del duo Lopez-Gargano nella sfida giocata bene e vinta in Supercoppa proprio contro la Juventus.Nel primo tempo il Napoli ha sofferto solo leggermente il palleggio del centrocampo della squadra avversaria. E nella seconda frazione di gara,dopo aver pareggiato con il gol di Britos, la squadra di Benitez aveva a proprio favore l’inerzia della gara che è stata poi condizionata da ben altre cose negative. In quanto a Jorginho, Benitez sicuramente ne valuterà la crescita e sicuramente ci sarà spazio ancora per lui, magari non sempre, per giocare da titolare”.

Fabio Cotone

La partita con la Lazio e la sessione di mercato in corso offrono l’occasione per un passaggio sullo Scouting del Napoli. Contro gli azzurri sarà assente il talento brasiliano Felipe Anderson che, dopo un anno di assestamento, ha iniziato a mostrare parte dell suo grosso potenziale. La Lazio ha acquistato il giocatore dal Santos per soli 7,5 milioni di euro (fonte: transfermarkt.it). Data la giovane età, oltre alle prestazioni del giocatore, quando questi verrà venduto, la Lazio beneficierà molto probabilmente di un’importante plusvalenza. 
Pur riconoscendo l’ottimo lavoro del Napoli sul mercato negli ultimi anni, il dato che salta all’occhio è che, in relazione ai giovani e dopo Hamsik e Lavezzi, non si è più riusciti a fare operazioni del genere, fermo restando la doverosa attesa per l’evoluzione delle prestazioni di Rafael e Koulybaly e considerando Gabbiadini un ottimo colpo, ma acquisito dopo essersi già messo in mostra in Serie A.
Pertanto in occasione del consueto appuntamento con i corsisti, ho posto la seguente domanda a Paolo Del Genio, direttore di 100×100 Napoli:

A tuo avviso, cosa manca allo Scouting del Napoli per trovare un Felipe Anderson? Ovvero un crack, nell’ottica di questa Serie A ridimensionata.

“E’ difficile rispondere a questa domanda, perchè a volte si potrebbe riassumere con “un po’ di fortuna”. Perchè si va su un giocatore, si anticipano i concorrenti e questi si rivela il giocatore giusto. A volte, su giocatori molto giovani, non è possibile esser certi di cosa possa succedere. Con Felipe Anderson, pare proprio che abbiano trovato quello giusto. Sono stati sicuramente bravi. Nella storia della Lazio ci sono sicuramente errori che non ricordiamo, nella storia del Napoli ci sono cose buone e cose meno buone. Riguardo il mercato italiano ed europeo, la nostra media di operazioni buone è molto alta, direi altissima, mentre quando siamo andati a cercare il colpo in Sudamerica, le cose non sempre sono andate bene. Evidentemente è un mercato in cui arriviamo tardi e non sulle primissime scelte, mentre su quello europeo riusciamo a cogliere occasioni che altri non colgono, con giocatori pagati il giusto, che stanno offrendo un rendimento superiore alle aspettative. 
Una valutazione su come lavora una società sul mercato va fatta a 360 gradi. Non si può ridurre tutto al grande colpo, al grande campione. Ci si deve concentrare più sul numero di giocatori giusti e sul contributo che riescono a dare alla squadra e ai suoi risultati. 
Il Napoli lavora con le difficoltà che ci sono in questo momento. Inoltre, aspetto specifico del Napoli, riguardo soprattutto l’attacco, è un parco giocatori molto competitivo (sicuramente più della Lazio) che rende più difficile lanciare un giovane talento. Abbiamo l’esempio di Vargas, che però poi si è dimostrato lui inadeguato ad alti livelli. Tuttavia, se Vargas fosse stato un giocatore di alto profilo, il suo scarso utilizzo ne avrebbe comunque e probabilmente limitato e rallentato l’impatto in campo. Questa è la difficoltà che il Napoli ha in questo momento di trovare il giovane che arriva, che si aspetta e che si mette in mostra al momento giusto.

 

 

 

 

                                                                                                                         

 

 


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