Scuola di Giornalismo Sportivo

Scuola di giornalismo. Analisi sui singoli

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I partecipanti al corso di giornalismo diretto da Paolo Del Genio hanno pubblicato i propri lavori

Fabio Cotone

Dries Mertens: luci ed ombre di un talento purissimo.

Il primo contatto tra Mertens e il Napoli non rievoca ricordi felici ai tifosi azzurri: nell’ottobre del 2012 infatti, il belga sigla la seconda delle 3 reti con cui il PSV Eindhoven stende un Napoli schierato con le seconde linee. E’ proprio in terra d’Olanda che il folletto di Leuven vive le sue stagioni migliori, realizzando 37 reti su 62 partite, nei due campionati disputati in maglia biancorossa. Bottino che vale le attenzioni e l’affondo di Bigon, che riesce a portarlo alle pendici del Vesuvio per 9,5 milioni di euro.

Arrivato tra la curiosità dei tifosi e dopo un fisiologico periodo di ambientamento, Mertens si ritaglia presto un ruolo di primo piano nella squadra azzurra, mostrando tutto il suo repertorio sull’out mancino e all’occorrenza alle spalle della punta: dribbling, ultimo passaggio e senso del gol ne fanno spesso l’uomo che spacca le partite in due, aprendo le difese avversarie. Conclude la stagione con 13 gol e 9 assist in 37 apparizioni, tra Campionato e Coppa Italia. Lo stesso anno, fa il suo esordio in Coppa del Mondo, andando a segno nella gara d’esordio contro l’Algeria.
In questa sua seconda stagione partenopea, le scorie del Mondiale prima e la maturazione di Insigne poi, costringono spesso l’ala azzurra alla panchina. In un momento in cui il Napoli fatica a trovare la quadra, emerge con evidenza la scarsa attitudine del belga in fase di copertura. Con l’infortunio di Insigne, sembrava potesse ritornare in pianta stabile in campo dal primo minuto, ma ancora una volta Benitez ha dato priorità all’equilibrio di squadra, preferendo talvolta il moto perpetuo di De Guzman al belga che fatica tuttora a dare continuità al suo gioco.

La sfida per l’ex PSV sembra dunque quella di smentire la vulgata che lo vuole decisivo solo a partita in corso e l’effettiva sofferenza a cui sottopone la squadra in fase passiva, con la sua scarsa attitudine ai ripiegamenti difensivi. 

Tommaso Allocca 

De Guzmàn: versatilità  e dinamismo al servizio della squadra

“E’ arrivato da solo ad un livello alto. All’inizio era in difficoltà ma poi è cresciuto, può cambiare il passo, può giocare a sinistra, centrale ed a destra dietro la punta. Il modulo non è importante, sono i giocatori che abbiamo a fare la differenza”. Con queste parole si è pronunciato il tecnico Rafa Benitez su Jonathan De Guzmàn non più tardi di una settimana fa in occasione dell’incontro con la stampa che ha preceduto  la gara di Coppa Italia. Il giocatore ventisettenne, acquistato a titolo definitivo quest’anno dal Napoli, versando sei milioni di euro agli spagnoli del Villareal, nasce a Toronto in Canada ma Olandese di nazionalità, è reduce da un terzo posto ai Mondiali e vanta già un buon curriculum: tre trofei vinti in Europa: una Coppa Olandese con il Feyenoord ,una Coppa di Lega Inglese con lo Swansea ed una Supercoppa Italiana con il Napoli. Annovera 28 presenze, di cui 13  in nazionale A , esordio contro l’Italia nel Febbraio del 2013 e 15 nell’Under 21. Ha militato in 5 squadre diverse, tra Olanda, Spagna , Inghilterra ed Italia siglando oltre 50 goal e fornendo circa 40 assist. I numeri testimoniano una buona media non solo in fase realizzativa ma anche nell’assistenza ai propri compagni; ancora negli occhi di tutti i tifosi Partenopei c’è la fuga effettuata sulla fascia sinistra culminata con l’assist sulla testa del Pipita Higuain in occasione della rete nella finale di Supercoppa. Nell’ultimo mese Rafa Benitez ha dato sempre più fiducia al ragazzo aumentandone il minutaggio anche in campionato dove al momento ha giocato 562 minuti totali siglando tre reti, e si è fatto apprezzare per la capacità di interpretare piu’ ruoli: quello suo naturale del trequartista ma anche centrocampista basso centrale ed all’occorrenza esterno alto sinistro in supporto alla punta. Piu’ volte l’allenatore ne ha rimarcato l’elevata professionalità mostrata negli allenamenti.

Francesco Natalino

 
Walter Gargano si sta rivelando una pedina fondamentale nello scacchiere di Rafa Benitez, la versione 2.0 di Gargano è addirittura migliore del primo periodo napoletano, el mota “cosi’ soprannominato in Uruguay” ha trovato con Benitez maturità tecnica e tattica, in fase di impostazione sbaglia molto meno limitandosi a giocate semplici ed efficaci, tatticamente è sempre al momento giusto a intralciare le linee di passaggio degli avversari. Walter Gargano oggetto di fischi e contestazioni ha saputo riprendersi stima e affetto dalla tifoseria e dalla stampa macinando chilometri e rubando un infinità di palloni, tutto questo grazie a una delle sue doti migliori la personalità, il centrocampista azzurro si sta rivelando uno dei giocatori con maggiore personalità e in grado di trascinare la squadra in momenti difficili, per Benitez è praticamente un titolare inamovibile.

Mauro Guerrera 

Strinic, un croato alla corte di Benitez

Ghoulam impegnato con l’Algeria in Coppa d’Africa. Zuniga che sta recuperando da un lungo e noioso infortunio. Un vuoto sull’out di sinistra da colmare. Queste le premesse che hanno portato all’ingaggio del ventisettenne croato Ivan Strinic. Un colpo a parametro zero messo a segno da Bigon e il suo staff, giocando d’anticipo sulle concorrenti che si erano fiondate sull’esterno che aveva il contratto con gli ucraini del Dnipro con scadenza 31 dicembre 2014.

Il nazionale croato ha scelto la maglia numero 3, quella dei cursori di fascia sinistra di un tempo. Arrivato tra lo scetticismo della piazza, cosa questa successa anche con Hamsik e Lavezzi, con Cavani e Higuain, Strinic in queste prime uscite con la maglia azzurra ha dimostrato di avere il passo giusto per fare l’esterno sia basso che alto. In possesso di un tiro forte e abbastanza preciso, ha impressionato tutti per la sua intelligenza tattica e il suo senso della posizione. E’ presto per dare un giudizio definitivo su questo calciatore, anche perché Strinic è stato fermo un mese per infortunio e deve recuperare ancora la migliore forma fisica.

Ivan Strinic promette bene e già sta conquistando la stima e la fiducia di compagni e tifosi.

Alessandro De Mattia 

Una cresta da rialzare

Marek Hamsik é l’ultima pedina rimasta, insieme a Gargano, di quel Napoli che si affacciava per la prima volta in Serie A nell’era De Laurentiis.

Una crescita costante quella dello slovacco, seguita di pari passo dalle ambizioni del club partenopeo. Con l’arrivo di Rafa Benitez il trequartista napoletano sembrava pronto per la definitiva consacrazione, sua e del Napoli.

L’inizio di stagione é ottimo. Marek realizza 4 reti e 2 assist nelle prime 5 giornate di campionato.

Ma a novembre il primo grave infortunio della sua carriera lo tiene lontano dal campo da gioco per 2 mesi.

Il ritorno non é dei migliori. Malgrado la fiducia che Benitez gli ripone, Marek non ritrova la giusta continuità.

Questa doveva essere la stagione della rivincita. Inizia bene, figurando tra i migliori nella doppia sfida di Champions col Bilbao.

Ma l’eliminazione dalla maggiore competizione europea é un duro colpo per tutto l’ambiente e inevitabilmente si riflette anche sul rendimento del capitano azzurro. Molte prestazioni opache alternate ad alcune di buon livello come in occasione della vittoria della Supercoppa Italiana contro la Juventus.

La stagione è entrata nel vivo. Hamsik ha tutte le potenzialità per riprendersi il Napoli e consacrarsi definitivamente tra i migliori centrocampisti europei.

Marco Salvadori

Tecnica e velocità: ecco come ha sorpreso tutti il giovane difensore francese

Arrivato in punta di piedi, Kalidou Koulibaly, 23 anni, nato a a Saint-Dié-des-Vosges in Francia, ha mostrato in campo nel ritiro estivo degli azzurri a Dimaro,grande personalità oltre che un’ottima fisicità,guadagnandosi fin da subito un posto da titolare nel ruolo di centrale difensivo a fianco di Albiol. Fisico imponente,bravo nell’anticipo,il francese cresciuto nelle giovanili del Saint-Dié (squadra della quinta serie del calcio francese) e del Metz,esordisce poi in prima squadra di quest’ultimi nel 2010 in Ligue 2.
Passa poi nel 2012 per 1,3 milioni di euro ai belgi del Genk, dove rimane per due stagioni fino al trasferimento nell’estate del 2014 al Napoli per 8,3 milioni di euro. Nella squadra azzurra ha totalizzato finora 17 presenze riuscendo anche ad andare a segno una volta nella gara interna contro il Palermo. Nel 2011 viene convocato sia da Abdoulaye Sarr, allenatore del Senegal, per le qualificazioni alle Olimpiadi 2012, sia da Erick Mombaerts per disputare il Torneo di Tolone 2011 con la Francia Under-20. Il giocatore alla fine decide di giocare per la nazionale francese con cui riesce a giungere sino alla finale disputando 3 delle 5 partite del torneo da titolare, inclusa la finale persa contro la Colombia. Nell’estate del 2011 disputa anche il Mondiale Under-20, giocando titolare tutte le partite, a parte gli ottavi di finale, con la sua nazionale francese, che viene eliminata in semifinale dal Portogallo e sconfitta nella finale per il terzo posto dal Messico. Anche se il rendimento con la maglia del Napoli del difensore francese, non è stato sempre continuo, le sue enormi potenzialità lasciano intravedere ampi margini di miglioramento che ne certificano l’ottimo investimento.

Valerio Intermoia 

La certezza del Napoli: la rincorsa alla Champions passa per i gol di Higuaín

Dopo un avvio di stagione non eccezionale dal punto di vista realizzativo, nonostante facesse sempre la differenza con la sua classe, Higuaín sta contribuendo alla cavalcata del Napoli verso la massima competizione europea trovando con continua la via del gol. Dopo la magia al San Paolo nell’andata del play-off di Champions League contro l’Athletic Bilbao, l’argentino era rimasto a digiuno per diverse partite sbagliando qualche calcio di rigore di troppo. La situazione è cambiata radicalmente e dopo la tripletta all’Hellas Verona non si è fermato più. Goal pesanti come quello in sforbiciata alla Roma e la doppietta in Supercoppa Italiana hanno zittito le assurde critiche piovute nell’ambiente napoletano condite da un costante ed inappropriato paragone con Edinson Cavani che aleggiava nell’aria nel momento meno felice dell’attaccante della Seleccion argentina. 12 reti nelle ultime 12 partite per il delantero azzurro. Un ritmo da implacabile goleador quale indiscutibilmente è Higuaìn, se manterrà questi standard sarà più facile per la squadra di Benitez raggiungere gli obiettivi stagionali e tornare nell’Europa che conta, quella che compete ai campioni del calibro di Gonzalo Higuaín e a un pubblico come quello partenopeo.

Luca Salvadori 

Benitez: ‘Non ci serve un altro centrocampista’

“E’ un calciatore che sta facendo molto bene, si è integrato alla perfezione negli schemi e dà ampie garanzie“ 

Così si esprimeva il tecnico del Napoli rispondendo a chi gli aveva chiesto un giudizio sul nuovo acquisto David Lopez. Arrivato in silenzio nel Napoli, sul finire della sessione estiva di calciomercato, tra lo scetticismo generale di una piazza che si aspettava un nome importante dopo la cocente eliminazione dai preliminari di Champions League . Anche perché veramente in pochi conoscevano questo calciatore di 25 anni. Il solo Callejon, ne sapeva probabilmente più degli altri, perché nella stagione 2010/2011, i due sono stati compagni nell’Espanyol, sua squadra di provenienza . Nato a Barcellona, è un incontrista con il compito di spezzare il gioco avversario, disimpegnandosi bene anche in difesa. Maestoso nell’economia del gioco: fisico possente che sfrutta a perfezione, per fare la diga avanti alla difesa. Passaggi precisi e veloci con numero impressionante di palloni recuperati, non disdegna sortite offensive e risulta essere molto bravo anche nel gioco aereo. Ha già collezionato 21 presenze con la maglia azzurra nei suoi primi cinque mesi con 1652 minuti giocati. Eppure ci è voluto un bel po’ prima di rendersene definitivamente conto. Il Napoli ha mostrato equilibrio tra i reparti nel momento in cui allo spagnolo è stato affiancato Gargano, altro centrocampista considerato in esubero ad inizio anno. Il giocatore catalano è riuscito a ritagliarsi uno spazio non importante, ma addirittura fondamentale nello scacchiere di Benitez ed è attualmente un giocatore praticamente insostituibile per gli equilibri tattici nel centrocampo del Napoli.

 

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