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Scuola di giornalismo. Inter-Napoli. Confronto Benitez-Mazzarri

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Dichiarazioni post partita Inter-napoli. Questi gli articoli dei partecipanti al corso di giornalismo del direttore Paolo Del Genio. Mauro Guerrera

Benitez e Mazzarri. Diversi sul campo, diversi fuori dal campo. Tra loro non c’è solo una differenza di modulo, ma soprattutto una differente mentalità calcistica. Benitez in sei mesi con l’Inter ha vinto una Supercoppa Italiana e una Coppa Intercontinentale, Mazzarri in tre anni e mezzo con il Napoli ha vinto una Coppa Italia. Anche questa è una bella differenza. Domenica si sono confrontati l’uno contro l’altro, entrambi ex di turno, sul terreno di gioco di San Siro prima in sala stampa poi, ad analizzare un pareggio forse giusto, o che forse non rende giustizia al Napoli. Anche in sala stampa hanno dimostrato di essere diversi. Benitez con il solito aplomb inglese, lui che non è mai banale, anzi quando parla offre sempre tanti spunti interessanti. Ma Benitez ha la forza di chi non deve dimostrare nulla a nessuno, perché al contrario di Mazzarri c’è il palmares che parla per lui. Con grande serenità Benitez analizza la partita che secondo lui è stata positiva per il Napoli. Contro una grande squadra come l’Inter è mancato solo il gol. Con esperienza glissa le insidiose domande sul dualismo Hamsik-Mertens e non si sbilancia sulle condizioni dell’infortunato Higuain. Con eleganza invece non parla del suo avversario e si rattrista quando gli chiedono dello scomparso Vilanova, ex allenatore del Barcellona. Quando parla Mazzarri sembra di ascoltare sempre la stessa intervista, quella che a Napoli si sono abituati a sentire per quattro stagioni consecutive. Il tecnico toscano parla sempre della sua squadra che avrebbe meritato la vittoria, di episodi, di differenza di rosa, di sviste arbitrali. Addirittura si innervosisce oltremisura quando un giornalista gli fa notare che l’Inter senza le Coppe Europee si trova dodici punti dietro il Napoli. Il Napoli invece in Europa quest’anno ha giocato, ed anche con grande dignità. Lui che aveva fatto della partecipazione alle Coppe l’alibi perfetto per giustificare i ritardi in classifica del suo Napoli e per camuffare i suoi tanti fallimenti napoletani contro le squadre di bassa classifica. Incoerente, per convenienza. Quando si sentono parlare due culture calcistiche differenti come quella di Benitez e quella di Mazzarri, diventa facile capire anche il differente livello del calcio italiano rispetto a quello degli altri campionati europei. Ma questo non è un complimento per il calcio del Belpaese.

Luca Salvadori

Il tecnico dei partenopei Rafa Benitez intervenuto ai microfoni delle varie emittenti televisive ha così commentato il pareggio in casa dell’ Inter: “Vincere fa sempre piacere, credo che la prestazione della squadra sia stata positiva. Abbiamo fatto molto possesso, l’Inter è una squadra fortissima e beneficia del fatto che gioca una sola volta al settimana. Lo 0-0 è un buon risultato, ma potevamo vincere questa partita. La squadra arriva pronta e con le giuste motivazioni alla finale di coppa Italia. Higuain ha avuto un trauma contusivo e bisognerà valutare le sue condizioni.” Sul perché è stato lasciato fuori Hamsik il tecnico replica: “Tutto l’anno abbiamo avuto Mertens, Insigne, Callejon, era un peccato lasciarli fuori visto che possono cambiare posizione e creare problemi ma oggi abbiamo cercato troppo il compagno invece di tirare”. Come migliorare la rosa? “E’ ancora relativamente presto per parlarne, abbiamo ancora diverse partite ed un po’ di tempo per pensarci, ma di certo degli acquisti servono”. Dal canto suo diverse invece le dichiarazioni del Tecnico dell’ Inter Mazzarri che ha voluto sottolineare come, nonostante nel primo tempo la sua squadra abbia sofferto qualcosa in contropiede, avrebbe comunque meritato il gol. “Nella ripresa ci sono mancate le forze, abbiamo sofferto la presenza di un uomo in più in mediana come Hamsik. Dispiace, avremmo potuto vincere se fossimo riusciti a segnare nel primo tempo”.Sulla sostituzione con la consequenziale reazione inaspettata di Icardi il mister risponde: “L’ho cambiato perché dovevo rinforzare il centrocampo, ci siamo parlati in modo normale. Non c’è nulla di strano, è stato un semplice dialogo nei pressi della panchina”. Intanto anche questa partita ha evidenziato i progressi di Kovacic: “Punto a far migliorare i calciatori e lui sta maturando così come tutta la squadra. Sta crescendo, è un grande calciatore. È diventato utile in fase passiva, non avevo dubbi sulla sua crescita. Sta proseguendo il suo percorso, il tempo gli darà ragione perché diventerà un grande campione”. 

Valerio Intermoia

Pareggio a reti bianche al Meazza. Nell’anticipo della 35esima giornata, Inter e Napoli hanno dato vita ad un incontro spettacolare, a differenza di quanto possa suggerire il risultato. Primo tempo equilibrato e divertente, ripresa nettamente a favore degli uomini di Benitez che però non sono riusciti a concretizzare le numerose palle gol avute a disposizione, tra cui un palo di Inler a tu per tu con Handanovic. I tifosi partenopei sono in apprensione per le condizioni di Higuaín in vista delle finale di Tim Cup. L’attaccante è uscito in barella a pochi minuti dal termine dopo uno scontro con Andreolli, ma dovrebbe riuscire a recuperare. “La partita perfetta finisce 0-0” diceva Gianni Brera, ecco cosa ne pensano Benitez e Mazzarri nelle loro analisi post-partita. Il tecnico del Napoli ha dichiarato a riguardo: “Cerco sempre un equilibrio tra le due fasi. Mi piace quando la squadra difende bene come oggi, ancora di più quando riesce anche a segnare. La squadra ha giocato per vincere come sempre riuscendo a fare tanto possesso contro una squadra forte che sta giocando una partita a settimana da inizio campionato. Peccato perché abbiamo controllato la partita ed anche se a Milano un pareggio ci può stare, la potevamo vincere.” Simile la lettura della partita da parte di Mazzarri, con le solite, dovute precisazioni: “Riguardo la prestazione nel primo tempo abbiamo fatto una grande gara, siamo stati un po’ disattenti nel concedere due contropiedi che sono la loro forza dall’inizio del campionato, mi è dispiaciuto non aver trovato il gol perché l’avremmo meritato. Nella seconda frazione ci sono mancate le forze, il Napoli ha avuto di più il possesso della palla e inoltre a un certo punto hanno messo Hamsik che è un centrocampista quindi avevano un uomo in più in quel settore e noi soffrivamo, non riuscivamo più a stare alti e a pressarli, oltretutto eravamo in emergenza in diversi ruoli stasera. Mi dispiace perché se avessimo fatto gol nel primo tempo, quando lo meritavamo, potevamo portare a casa i tre punti.” Entrambi i tecnici sono parzialmente soddisfatti del risultato acquisito, ma hanno dei rimpianti perché sia nerazzurri che partenopei hanno avuto le occasioni per decidere la partita e portare a casa l’intera posta in palio. Ora per l’Inter all’orizzonte c’è un finale di campionato con una qualificazione all’Europa League da consolidare mentre gli azzurri, con il terzo posto ormai al sicuro, guardano con fiducia alla finale di Tim Cup di sabato a Roma contro la Fiorentina. Senza dubbio la partita più importante della stagione, in palio c’è un trofeo bistrattato dai detrattori in caso di vittoria, ed esaltato in caso di sconfitta, in cui si parlerebbe di clamorosa occasione mancata. Ma bando alle ciance, per Benitez la vittoria della Coppa Italia sarebbe il miglior modo per coronare questa prima stagione alla guida degli azzurri. Napoli vuole festeggiare, la Fiorentina è avvisata.

Gianfranco Zanfardino

L’intreccio tra passato e presente. Il confronto tra la mentalità, la personalità e lo stile di due uomini di campo, dal quale emergono visioni del calcio totalmente diverse. Rafa Benitez e Walter Mazzarri nel post partita di Inter-Napoli hanno espresso il loro pensiero riguardo il match.Il tecnico del Napoli: “La prestazione è stata molto buona,la squadra ha giocato per vincere e ha creato tanto. Abbiamo dato dimostrazione di carattere e di personalità. Pareggiare in casa dell’Inter può essere un risultato positivo perché ci avvicina all’obiettivo del terzo posto, ma è negativo visto la splendida gara che abbiamo disputato”. L’allenatore neroazzurro : “I pareggi non mi soddisfano mai .Nel primo tempo meritavamo di andare in vantaggio, abbiamo concesso solo due contropiedi al Napoli pur sapendo che loro hanno sfruttato quest’arma tutto l’anno. Nel secondo tempo hanno avuto il pallino del gioco perché non avevamo più forze. Eravamo anche in emergenza in diversi ruoli. Accetto questo esito perché arrivato contro una grande squadra. Differenti anche le idee sul gap ampio rispetto alla vetta della classifica. Benitez: “Credo che un campionato dipende dal momento e dagli episodi. Se vinci una partita quando sei vicino alla squadra che ti precede ti carichi e ti convinci della tua forza,se perdi o pareggi e gli avversari vincono hai un calo di motivazioni. Purtroppo è stato così per tutta la competizione. Chiaramente la squadra ha bisogno di essere rinforzata”.Mazzarri : “Questo è un campionato particolare. Veniamo da un nono posto e alcuni giocatori sono arrivati a Gennaio. La Juventus aveva già vinto due scudetti e si è permessa di comprare Tevez e Llorente. Inoltre l’Inter quest’anno ha avuto otto giocatori a scadenza, senza dimenticare il cambio societario. l’anno prossimo cercheremo di avvicinarci alle prime posizioni”. Se dovessimo trovare un punto di rottura forte in queste dichiarazioni e volessimo utilizzare una parola per indicarlo,potremmo dire alibi. Rafa Benitez da inizio campionato non ne ha dati alla sua squadra,alla società, all’ambiente e a se stesso, pur potendo appellarsi a molti fattori e contingenze durante l’arco della stagione. Il suo è un segnale ben preciso. Il Napoli deve diventare un top club e i top club non si concedono attenuanti. La sensazione è che proprio il tecnico di un team Internazionale e vincente come l’Inter nasconda un’annata non proprio felice dietro delle scusanti forse studiate, forse preparate a tavolino.

Alessandro De Mattia 

Le opinioni, si sa, possono discordare, e il confronto e la diversità costituiscono il sale della vita.
Questo è quanto è successo sabato sera dopo Inter-Napoli. Gli allenatori Walter Mazzarri e Rafa Benitez hanno espresso nel dopo gara le loro considerazioni sulla partita appena conclusa.
Com’era ampiamente prevedibile, i due tecnici hanno fatto analisi molto diverse l’ una dall’altra.
In verità è molto raro che due allenatori facciano la medesima analisi e concordino totalmente su quello che è accaduto in campo. Ma i numeri e i dati non mentono e soprattutto non lasciano spazio ad interpretazioni.
L’allenatore dell’ Inter ha dichiarato che non era affatto soddisfatto del risultato poiché “ la squadra ha fatto un ottimo primo tempo, ed ha giocato meglio degli avversari a cui ha concesso soltanto due ripartenze – e poi ha aggiunto – solo nel secondo tempo abbiamo subito perchè eravamo stanchi e avevamo diverse assenze importanti in vari reparti”.
Non si è sbottonato più di tanto il tecnico nerazzurro quando gli è stato chiesto come mai la sua squadra fosse calata vistosamente nel secondo tempo “nel primo tempo siamo andati a mille all’ora per schiacciarli e impedirgli il possesso palla. Poi abbiamo giocatori fuori in ogni reparto per cui un calo era prevedibile ”.Quando invece gli è stato chiesto del gap con le prime tre della classifica e sulle operazioni di mercato per colmarlo, il tecnico di San Vincenzo è stato ancora più evasivo “Questo è un anno di transizione, venivamo da un nono posto, abbiamo cambiato proprietà ed a parte Hernanes non abbiamo preso nessuno. Per la prossima stagione parlerò con la società sul da farsi”. Eppure i numeri raccontano qualcosa di diverso. I nerazzurri hanno fatto senza dubbio un buon primo tempo ma non hanno mai avuto un ritmo elevatissimo. Hanno creato poco o nulla se non due tiri dalla distanza di Kovacic ed Hernanes. Il Napoli invece ha avuto due nitide palle goal con Callejon ed Higuain che sono andati vicinissimi a siglare il vantaggio. Nella ripresa l’Inter è inspiegabilmente crollata fisicamente al cospetto di un Napoli che, pur non avendo tutta la rosa a disposizione, proprio come i nerazzurri, ha giocato ben 13 partite in più, tra Coppa Italia, Champions ed Europa League. Ancora più inspiegabili sono le affermazioni circa il mercato effettuato dalla società. Infatti il tecnico livornese ha dimenticato di menzionare tra i vari acquisti gente come D’Ambrosio (da lui fortemente voluto) per non parlare di Icardi, Rolando, Campagnaro e infine Belfodil, prima osannato e poi brutalmente scaricato. Più obiettivo, o meglio, più fedele ai numeri è stato Rafa Benitez.

Il tecnico iberico ha dichiarato di aver visto “un’ottima prestazione della squadra che ha dimostrato carattere ed intensità giocando un buon primo tempo, anche se ha fallito diverse occasioni per passare in vantaggio – ha inoltre aggiunto – Nel secondo tempo gli avversari si sono abbassati molto e non era facile fare goal ma abbiamo avuto delle buone occasioni. Il pareggio è un buon risultato ma poteva andare meglio data la prestazione”. Nulla di più giusto stando ai numeri del possesso palla e delle occasioni da rete. Altrettanto chiara è stata la risposta che il tecnico dei partenopei ha fornito quando gli è stato chiesto cosa mancasse al Napoli per raggiungere Roma e Juventus “ Le stagioni vivono di episodi. Se vinci una partita quando sei vicino all’avversario, la vittoria ti carica. Se invece perdi o pareggi e gli altri vincono allora subisci il colpo. Dobbiamo rinforzare la rosa per vincere più partite possibili ed evitare gli errori commessi. Jorginho, Henrique e Ghoulam ci hanno dato solidità ma abbiamo bisogno anche di maggiore qualità. Stiamo lavorando per questo e per la prossima stagione”. Mazzarri e Benitez sono certamente ottimi allenatori che hanno raggiunto risultati diversi, ma entrambi eccellenti. Analizzando le loro dichiarazioni si può però comprendere quanto siano distanti non solo sul piano tecnico-tattico ma anche su quello della cultura sportiva. Il tecnico toscano, che ha fatto la storia recente del Napoli, assume spesso atteggiamenti che poco si conciliano con le sue qualità e aspirazioni. Il parlare sempre di sfortuna, di arbitri e di annate di transizione tende a farlo apparire come un tecnico con una mentalità “provinciale”, restio ad accettare le critiche e la legge dei numeri. Il tecnico iberico ha invece una cultura molto diversa, se non opposta. Poco propenso a parlare di sfortuna, di arbitri ed a guardare sempre il bicchiere mezzo pieno. Sempre disponibile a mettere in discussione il proprio credo tattico in virtù di una fiducia nelle proprie capacità e nelle scelte tecniche. Questo dato può indicare, più di ogni altra cosa, le difficoltà che ha dovuto affrontare il Napoli nel passaggio della gestione dal tecnico livornese a quella del tecnico madrileno.

Michele De Luca 

Inter-Napoli è stata soprattutto Mazzarri contro Benitez. Entrambi ex e con un passato molto simile. Un passato fatto di successi e di polemiche. Da un lato le coppe che hanno arricchito le bacheche delle società e dall’altro i contrasti con le stesse società che hanno portato a separazioni non proprio serene. Benitez a Milano ha dovuto raccogliere l’eredità di Mourinho. Ha pagato una scarsa intesa con i leader dello spogliatoio e un amore mai totalmente sbocciato con la presidenza. Pochi mesi alla guida dell’Inter, due trofei (Supercoppa Italiana e Mondiale per Club) e poi un addio amaro per divergenze con la società. L’esperienza di Mazzarri all’ombra del Vesuvio è stata più lunga: quasi quattro stagioni. Dall’ottobre 2009 al giugno 2013. Dalla bassa classifica alla Champions, passando per la notte magica del 20 maggio 2012: il Napoli di De Laurentiis vince il suo primo trofeo (la Coppa Italia). Per i tifosi è la prima vera gioia dopo oltre vent’anni di bocconi amari. Il ciclo del livornese a Napoli, però, si esaurisce la scorsa estate con il raggiungimento della posizione d’onore alle spalle della Juventus. Programmi diversi sul Napoli del futuro e un rapporto con il presidente De Laurentiis ormai deteriorato. Mazzarri-Benitez è questo e molto altro. È lo scontro tra due filosofie opposte, tra due modi totalmente diversi di vedere il calcio. Tatticamente, nel modo di sedersi in panchina e vivere la partita, sotto l’aspetto della comunicazione, i due mister sono agli estremi. Differenze evidenziate anche nell’ultima sfida. Il 3-5-2 del tecnico italiano contro il 4-2-3-1 dello spagnolo. Il livornese protagonista del solito show in panchina: si agita, si sbraccia, si dispera ad ogni errore dei suoi; lo spagnolo intento a prendere appunti, a dare indicazioni, a rapportarsi con il quarto uomo con una calma olimpica nonostante la tensione della gara. I cambi rappresentano lo specchio ideale su cui si riflette la diversa mentalità dei due allenatori. Benitez, inserendo Hamsik per Mertens e Pandev per Higuain, non cambia di una virgola il suo assetto tattico. Va avanti per la sua strada, non vuole concedere nemmeno un metro agli avversari, vuole che i suoi giochino sempre per vincere. Mazzarri, invece, alla prima difficoltà toglie un attaccante (Icardi) per inserire un centrocampista (Guarin). Unico imperativo: non perdere. Al diavolo il bel gioco, la voglia di vincere davanti al proprio pubblico, la possibilità di allungare sul Milan e restare agganciati alla Fiorentina. Sul campo la partita termina 0-0. Un pareggio che lascia con l’amaro in bocca soprattutto gli azzurri. Il Napoli, infatti, dopo un primo tempo sostanzialmente equilibrato, offre una prestazione di grande personalità nella ripresa. Prende in mano il pallino del gioco: possesso palla schiacciante (65%) e diverse occasioni nitide. L’Inter costretta a difendersi, rinchiusa nella propria metà e solo in un’occasione capace – colpo di testa di Palacio – di impensierire Reina. La sfida tra i tecnici, però, trova l’epilogo solo in sala stampa. Sono i microfoni dei cronisti a mettere in risalto ancora di più le differenze fra i due allenatori. Mazzarri è il solito e dà sfogo alle ormai celebri recriminazioni. «Eravamo in emergenza in tanti ruoli». E ancora: «Ci mancava Jonathan». Per non parlare della visione quanto mai personale e distorta del primo tempo della gara. «Nel primo tempo abbiamo fatto una grande gara, avremmo meritato il gol». Qualcuno avrebbe dovuto dire all’allenatore toscano che non è andata proprio così. Sono i numeri ad affermarlo: possesso palla 52 a 48 per l’Inter, 9 tiri verso la porta azzurra e 7 verso quella nerazzurra, occasione più pericolosa capitata sul piede destro di Callejon che commette un errore clamoroso a pochi metri dalla porta di Handanovic. Con Benitez, invece, si parla di calcio, della scelta di schierare Mertens centrale nella batteria dei trequartisti, dell’equilibrio tattico tanto agognato e in parte trovato nella sfida al Meazza. Nessun accenno alla lista agli assenti, nessuna recriminazione. Inter-Napoli passerà agli archivi. Mazzarri-Benitez no. Non sarà mai uno scontro tra due singoli allenatori ma tra le diverse scuole di pensiero che rappresentano. I tifosi del Napoli possono ritenersi fortunati: hanno avuto la possibilità di poterli vedere all’opera entrambi. Anche l’esperienza napoletana dei due allenatori mette in evidenza una differenza sensibile. Mazzarri al Napoli, dopo aver ottenuto Coppa Italia e secondo posto, ha preferito l’Inter e i suoi obiettivi più facili da raggiungere; Benitez, invece, il Napoli lo ha voluto fortemente. Guidare gli azzurri verso lo scudetto ed imporsi, dopo Spagna e Inghilterra, anche nel campionato italiano ha rappresentato per lui, al contrario del suo predecessore, la motivazione principale nel dire sì a De Laurentiis.


Marco Salvadori 

LE DICHIARAZIONI DEGLI ALLENATORI DOPO INTER-NAPOLI

Mazzarri e Benitez si dichiarano entrambi soddisfatti per le prestazioni delle loro squadre nel match del Meazza. Partiamo da Mazzarri: ’’Grande prestazione nel primo tempo della mia squadra.Abbiamo sofferto qualcosa in contropiede ma meritavamo di segnare. Nel secondo tempo eravamo stanchi e abbiamo sofferto la presenza di un centrocampista in più come Hamsik. Meritavamo di vincere. Se Hamsik avesse giocato dall’inizio ci saremmo schierati con la difesa a 4 con il metodista davanti alla difesa che è esattamente il modo con cui vorrei giocare l’anno prossimo’’. Le dichiarazioni del tecnico del Napoli vertono inizialmente sulle condizioni di Higuain che si è infortunato sul finale della gara: ’’Il dottore dice che è un trauma contusivo ma per avere una diagnosi più precisa bisogna aspettare comunque qualche giorno.Siamo fiduciosi di averlo per la finale’’. Sulla gara:’’Abbiamo offerto una prova di grande maturità su un campo non semplice. Ho voluto provare Insigne,Mertens e Callejon dietro Higuain perché è da diverso tempo che si allenano per giocare insieme. Hamsik quando è entrato ha fatto molto bene.Sulla finale di coppa Italia : ’’Dovremo essere bravi a gestire la settimana che porta alla finale sia sul campo che dal punto di vista mentale’’. Sul mercato: ’’È ancora presto per parlarne ma sicuramente la rosa ha bisogno di innesti’’. Probabilmente il Napoli meritava la vittoria più dell’Inter considerato anche il palo di Inler.L’Inter ha giocato quasi esclusivamente su contropiede nonostante servissero più ai nerazzurri che ai partenopei i 3 punti data la lotta molto aperta per la qualificazione alla prossima Europa League. Il Napoli dal canto suo,sicuro ormai del terzo posto,ha giocato con grande personalità ma anche con un po’ di evidente svogliatezza visto che contava poco il risultato. Svogliatezza che chiaramente non dovrà esserci nella finale dell’Olimpico contro una Fiorentina che avrà delle defezioni importanti ma che sarà comunque agguerritissima. Il Napoli che in questa stagione ha offerto prestazioni a volte sontuose,a volte indolenti,dovrà cercare a tutti i costi di portare a casa il trofeo per iniziare nella maniera migliore l’era Benitez che si preannuncia si non priva di difficoltà,ma,si spera,ricca di soddisfazioni.


 
 

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