Scuola di Giornalismo Sportivo

Scuola di giornalismo sportivo. Articoli sul post Udinese – Napoli

0de0e7d2058a27c3c15200ca0bcebb0f

I ragazzi del corso di giornalismo diretto da Paolo Del Genio si sono cimentati nell’analisi delle dichiarazioni post partita di Udinese-Napoli.
Valerio Intermoia 

Il direttore sportivo del Napoli Riccardo Bigon ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Sky Sport durante il pre-partita di Udinese-Napoli nella mixed zone del Friuli: Pochi minuti fa il presidente De Laurentiis ha dichiarato alla radio ufficiale che vede il Napoli del futuro con tanti giovani e meno giocatori “viziati”. Dobbiamo aspettarci proprio questo, giovani di talento, dal Napoli del futuro? “Credo che in questo momento la squadra abbia un’età media assolutamente bassa quindi l’indirizzo da dare è lo stesso che abbiamo dato negli anni passati, questo è un lavoro che prosegue da anni e proseguirà anche nei prossimi. Le indicazioni date dal presidente sono linee guida che abbiamo condiviso con l’allenatore già da un po’ di tempo quindi andremo avanti su questa strada.” Domanda da studio, c’è Alessandro Costacurta a chiedere a Bigon un parere sul rendimento altalenante della squadra in questa stagione: “Di fronte ai tanti punti persi con le piccole voi in società siete intervenuti per capire il motivo dei tanti punti persi con le squadre di medio-bassa classifica, c’è un atteggiamento mentale diverso da parte della squadra in quelle partite rispetto a quelle con le squadre più blasonate?” “I dati dicono sicuramente questo. Ieri in conferenza stampa un giornalista (il direttore di 100x100napoli.it, Paolo Del Genio, ndr) diceva che siamo primi in un’ipotetica classifica tra le sette “grandi” mentre invece sicuramente abbiamo perso punti importanti contro le squadre dell’altra parte della classifica quindi sicuramente è da migliorare questo aspetto e l’abbiamo detto più volte. Questo è il dato negativo della nostra stagione che rimane comunque positiva, certamente va migliorato, sinceramente intervenire non è semplice perché si parla di una questione di atteggiamento, intensità, motivazione sulla quale è difficile intervenire per la società quindi lasciamo lavorare con calma l’allenatore che sa come gestire le situazioni di rosa fermo restando che questa è la prima stagione di Benitez e ci aspettiamo una crescita nelle prossime stagioni.”

Mauro Guerrera 

Tanta delusione nelle parole di Benitez dopo il pareggio del Napoli a Udine. Un’altra rimonta subita dopo essere passati in vantaggio. Ancora una volta il Napoli non ha avuto la giusta determinazione per chiudere una partita dominata. Proprio su questo aspetto Benitez ha focalizzato la sua analisi del pareggio di Udine. “Non sono soddisfatto perchè questa partita bisognava chiuderla. Il Napoli non è pronto per lottare al top. In queste partite si evidenzia la mancanza di maturità. Carattere e personalità non le compri al supermercato”. Parole importanti che nascono dalla delusione di una precoce uscita dalla lotta per lo scudetto. Ma soprattutto messaggi importanti per il futuro di questa di squadra. Messaggi sublimali per far notare alla società che se si vogliono raggiungere traguardi importanti, bisogna comprare giocatori esperti, abituati a lottare per vincere. Fondamentale è il passaggio – carattere e personalità non le compri al supermercato -. Benitez con queste parole non ha voluto scaricare le colpe di una prestazione deludente sulla squadra. Ha voluto chiarire alla società che sono caratteristiche intrinseche nella mentalità dei campioni affermati, non in quella delle giovani promesse sulle quali vorrebbe ancora puntare De Laurentiis. Benitez, in Inghilterra era abituato a gestire in prima persona gli acquisti dei calciatori. Forte della sua esperienza ha voluto indicare alla società come dovrà operare al prossimo calciomercato. Lui con quelle parole, chiede che i giocatori da scegliere dovranno portare in dote quel “carattere e quella maturità” necessarie per superare innanzitutto il preliminare di Champions League ma, soprattutto, per lottare fino alla fine per vincere il campionato, non solo la Coppa Italia. 

Alessandro De Mattia 

E’ un Rafa Benitez incupito e molto serio quello che si presenta in conferenza stampa dopo la partita con l’Udinese. Il suo Napoli ha infatti fallito l’ennesima prova di carattere e di maturità regalando un ulteriore punto ad una squadra di medio-bassa classifica. Questo dato in particolare indica la differenza che c’è ancora tra la Juventus, la Roma e il Napoli. I partenopei in 15 partite contro le squadre che occupano la parte destra della classifica (Sassuolo, Genoa, Livorno, Chievo ecc..) hanno ottenuto solo 29 punti. La Juventus e la Roma invece ne hanno raccolti rispettivamente 42 e 34. La partita di Udine rappresenta l’emblema della stagione in campionato del Napoli come conferma lo stesso Benitez ” Abbiamo fatto il nostro gioco e tenuto sotto controllo il match nel primo tempo riuscendo a sbloccare la partita verso la fine. Poi nel secondo abbiamo avuto delle occasioni per chiudere la partita che non abbiamo sfruttato e abbiamo regalato il pareggio e poi abbiamo sofferto.” E’ come sempre molto lucida l’analisi del tecnico iberico che spiega tutta la sua insoddisfazione” Non sono contento perché una squadra come il Napoli che mira a vincere qualcosa di importante queste partita deve pensare a vincerla e basta. Un punto in trasferta può essere un buon risultato ma oggi non credo sia così.” Sulla mancanza di stimoli dovuti dalla quasi certezza del terzo posto e dal pensiero diretto già alla finale del tre maggio il mister non vuole sentire ragioni “Può essere che qualche giocatore la pensi così ma è un idea completamente sbagliata perché se vogliamo puntare a vincere oggi ed in futuro la mentalità deve cambiare ed ogni partita dobbiamo provare a vincerla”. Non vuole nemmeno appellarsi agli episodi arbitrali il tecnico dei partenopei “Sapete che non parlo degli arbitri, è il vostro lavoro. Io dico che avevamo il match in pugno e ce lo siamo complicati da soli”. Sul’ episodio del gol del pareggio del’ udinese “Ci manca l’esperienza e la maturità per gestire la partita e per questo abbiamo perso molti punti con le squadre che hanno giocato peggio di noi ma hanno vinto”. Non sembra preoccupato però il mister in vista della finale di Coppa Italia “Credo che la finale sarà diversa poiché la motivazione sarà al 100% ma voglio che la squadra giochi con la giusta intensità come abbiamo giocato tante partite. Per l’anno prossimo c’è bisogno di costruire una rosa con la mentalità giusta in ogni partita. Ora c’è l’Inter, poi la finale e infine tre partite per fare meglio “. Ma è a fine conferenza che Rafa Benitez esprime il concetto probabilmente più importante. Infatti quando gli viene chiesto se in queste ultime gare alcuni calciatori si giocano la riconferma per la prossima stagione l’allenatore non ha alcun dubbio ”Io credo che nella vita ognuno deve fare il suo lavoro e farlo bene altrimenti può arrivare qualcun altro che prende il tuo posto”. Ciò significa che queste ultime partite saranno molto importanti per determinare chi farà ancora parte del progetto Napoli anche nella prossima stagione.

Gianfranco Zanfardino

Benitez al termine della gara Udinese-Napoli, ha analizzato in particolare il momento che sta attraversando l’organico azzurro. Espressione seriosa, quasi stizzita dall’atteggiamento di alcuni giocatori in questo frangente della stagione, spesso rilassati e deconcentrati, il tecnico spagnolo non è apparso affatto contento del modo in cui i suoi uomini hanno affrontato le due ultime trasferte. In verità per la prima volta l’allenatore partenopeo è sembrato anche molto infastidito dalla condotta arbitrale. Che cosa non la convince,cosa non l’ha soddisfatta ? “Non sono soddisfatto perché il Napoli deve pensare a vincere e basta,il pareggio in trasferta può essere un buon risultato ma non adesso”. E’ possibile che la posizione in classifica ormai consolidata abbia causato un calo di concentrazione e di motivazioni ? “Può essere che qualche giocatore si sia fatto quest’idea,ma è un errore. Se vogliamo provare a vincere oggi e nel futuro questi ragionamenti non sono accettabili”. Riguardo gli arbitraggi, crede che il bilancio tra episodi a favore e a sfavore sia più negativo ? “Ogni allenatore dirà che il bilancio è più negativo. Sono coerente, ancora una volta non parlerò degli arbitri ma gli episodi a sfavore stanno capitando spesso, è chiaro. Preferisco non aggiungere altro”.Come è possibile che una squadra del livello del Napoli abbia un atteggiamento mentale così blando in occasione del pareggio dell’Udinese ? “Effettivamente al Napoli manca ancora l’esperienza, la maturità, la capacità di gestire le gare”. In queste ultime partite c’è qualche calciatore che si deve guadagnare la riconferma ? “Io credo che nel calcio come nella vita devi fare bene il tuo lavoro,perché potrebbero arrivare altri che prendono il tuo posto”.

Michele De Luca 

Ancora una prestazione deludente del Napoli contro una compagine di bassa classifica. Ancora una volta i partenopei vengono raggiunti dopo essere passati in vantaggio come contro: Sassuolo, Udinese, Bologna, Genoa, Livorno e ancora Udinese. Sei indizi sono molto più di una prova: il Napoli è stato fatto fuori dalla corsa al secondo posto dalle “piccole”. Non è un problema tattico, portandosi in vantaggio gli uomini di Benitez avrebbero avuto gli spazi necessari per chiudere definitivamente le gare, ma solo e soltanto di testa, di concentrazione, di maturità. È lo stesso allenatore spagnolo a confermarlo nel post partita. «Ci è mancata maturità, ma d’altra parte carattere e personalità non si possono trovare sul mercato. Una squadra cresce quando è abituata a lottare per vincere ogni anno». È una dichiarazione forte, di quelle che fanno rumore, un’accusa velata ai calciatori ma anche un monito alla società per il mercato, in vista della prossima stagione. Approfondire la questione significa schierarsi con Benitez e avallare la sua tesi. Nell’undici sceso in campo al Friuli contro l’Udinese, solo quattro calciatori azzurri potevano contare nel proprio palmares titoli nazionali: Reveillere, Fernandez, Inler e Callejon. A questo gruppetto va aggiunto Reina che, pur non avendo mai vinto scudetti, ha una bacheca ricca di trofei nazionali ed internazionali conquistati con Liverpool e nazionale spagnola. Per gli altri, invece, il curriculum evidenzia una desuetudine a lottare per traguardi importanti e, quindi, una scarsa attitudine ad affrontare tutte le partite con la stessa intensità e concentrazione. Non pare esserci altra spiegazione all’incredibile altalena di prestazioni di cui è stato protagonista il Napoli in questa stagione: dalla perfezione sfiorata contro la Juventus al pareggio interno col Sassuolo. Il messaggio di Benitez deve arrivare forte e chiaro anche alla società. Questa prima stagione del tecnico spagnolo, sicuramente non fallimentare ma nemmeno entusiasmante e ricca di soddisfazioni per i tifosi azzurri, può avere un enorme valore solo se fungerà da fondamenta nella costruzione del Napoli che verrà. Trarre beneficio dagli errori commessi è un obbligo. Concentrarsi su calciatori abituati a vincere, con una personalità forte, capaci di scendere in campo sempre con la stessa concentrazione, a prescindere dall’avversario che si ha di fronte, è un dovere. Solo così il Napoli potrà scendere dall’altalena e salire sull’aereo che porti allo scudetto. 

Marco Salvadori

 

IL TAGLIO NETTO CON IL PASSATO. Che nel Napoli si fosse aperta una nuova era con l’avvento di Benitez era già chiaro da tempo. Con il tecnico spagnolo non sono cambiati solo l’imprinting tattico e la caratura tecnica dei giocatori richiesti ma è cambiato anche il modo di approcciarsi con i media. Sempre in tensione e sulla difensiva il tecnico livornese, più rassicurante e aperto alla battuta lo spagnolo. Sabato, nelle dichiarazioni post Udinese-Napoli, si è evidenziata un’altra differenza. Una differenza sostanziale tra questi due allenatori nella mentalità. Chi ha visto l’ultima partita del Napoli ha constatato che la squadra di Benitez non ha imparato ancora dai suoi errori passati. Una squadra che nel corso della stessa partita alterna momenti di grande intensità di gioco ad altri caratterizzati da una mollezza caratteriale quasi irritante. Gli azzurri hanno praticamente dominato la prima parte di gara creando occasioni da rete e andando in gol. Dopo la segnatura di Callejon i partenopei hanno sfiorato più volte il colpo di grazia per chiudere il match. Sfiorato. Appunto. La partita è rimasta inchiodata sul solo gol di vantaggio ed è stata poi pareggiata da Bruno Fernandes su gentile omaggio pre pasquale di Behrami e Reina. A quel punto il Napoli ha addirittura rischiato di perdere una gara che aveva in pugno. È proprio su questa mancanza di maturità della squadra che il tecnico spagnolo ha fatto riferimento per spiegare il risultato finale. Benitez non ha cercato scuse. Non si è appellato al fatto che c’era un probabile rigore per il Napoli a causa di un fallo di Domizzi su Zapata e che il gol dell’Udinese fosse in evidente fuorigioco. Probabilmente nessuno si aspetterebbe la stessa analisi della partita da parte di Mazzari se fosse stato ancora allenatore del Napoli dopo la stessa identica partita. Il tecnico di San Vincenzo avrebbe visto come al solito il bicchiere mezzo pieno evidenziando solo le cose buone fatte dalla sua squadra e tirando in ballo la sfortuna e gli errori arbitrali. Lo ha fatto per 4 anni a Napoli e lo sta facendo anche ora che è all’Inter. Probabilmente la differenza sta nella sicurezza delle proprie capacità di allenatore che hanno questi due personaggi. Benitez sa di essere un vincente e di non dover dimostrare niente a nessuno. Mazzarri assume invece sempre questo atteggiamento per nascondere la sua forte insicurezza che deriva dal fatto di aver vinto poco, pochissimo rispetto allo spagnolo. Una mentalità, quella dello spagnolo, che sicuramente darà i suoi frutti perché non porterà mai i giocatori a cercare alibi di altro tipo di fronte all’assunzione delle loro responsabilità. Benitez e Mazzarri. Due allenatori accomunati dalla bravura e dalla sagacia tattica ma agli antipodi nella cultura calcistica. 

Luca Salvadori 

Non siamo ancora maturi per competere al top” Il Napoli conferma la sua stagione di alti e bassi anche a Udine, dove spreca il match-point che avrebbe consentito agli azzurri di mettere subito in cassaforte il terzo posto valido per il passaggio ai preliminari di Champions League. Non che la situazione si sia complicata vista anche la sconfitta della Fiorentina subito dietro gli azzurri, anzi, quello della squadra di Benitez è stato l’ennesimo esame della verità non superato. Il Tecnico ha rilasciato alcune dichiarazioni nel post partita commentando il pareggio rimediato contro la compagine friuliana. La squadra dopo uno splendido gol di José Maria Callejon, ha vanificato tutto con l’erroraccio di Reina, ma il tecnico non si sofferma solo su questo. Lo spagnolo sottolinea tutte le imprecisioni, le fasi alterne e il poco mordente espresso in campo, una squadra che non sembra avere fame di vittoria, cattiveria e grinta. Bisogna continuare a lavorare. La crescita arriva migliorando questi elementi. “C’è poca abitudine a lottare per vincere qualcosa, si cresce e si matura giocando per conquistare i trofei. L’anno scorso il Napoli ha conquistato il secondo posto senza Milan, Inter e Roma nelle prime posizioni, un anno non è sufficiente per migliorare la mentalità”. Manca proprio questa mentalità, manca il carattere. Questi giocatori non sembrano abituati a lottare per vincere. Qualcuno deve capire che deve trovare gli stimoli giusti anche quando ci si trova in una situazione di classifica in cui non è facile trovarne. La mentalità vincente si acquista anche con questo”. Se si può vincere con i giovani? Voglio solo parlare di questa partita, più avanti parleremo del futuro”. 

Inside Articles Bottom

Testata Giornalistica Sportiva.
Direttrice: Rosa Mele
P.Iva: 07533801218
Iscrizione ROC n. 23820 del 16/09/2013

Copyright © 2016 IMele S.r.l. - Tutti i diritti riservati

To Top