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Se la figlia di Mughini facesse la Cheerleader

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Come definire le Cheerleaders del Napoli? Vada per “sciacquette”.
Si dà il caso che questo sia stato il ragionamento di Giampiero Mughini, quando ieri sera a Tiki Taka ha pensato di esprimere il suo giudizio a riguardo. Da queste sue parole tutto si riscontra tranne che un pensiero progressista. In un mondo in cui si sta cercando di cambiare questa mentalità retrograda, queste sue esclamazioni risultano più che infelici.

È impensabile credere che uno scrittore, opinionista ed ex giornalista italiano, abbia queste considerazioni così limitate e giudichi una persona o, in questo caso, un intero gruppo di persone, in base al mestiere che fa. Questi pregiudizi non sono che l’espressione più sincera di uno stato di ignoranza. Forse, è stata la sua deformazione professionale da opinionista, che ha spinto Mughini a fargli credere di essere in diritto di dare giudizi su argomenti che non gli riguardano.
A tale proposito, è arrivato prontamente, stavolta, un comunicato da parte della Società del Napoli, in cui Nicola Lombardo, Direttore dell’Area Comunicazione della SSC Napoli, ha difeso le Cheerleaders azzurre:

“Caro signor Mughini, se lei definisce sciacquette le Napoli Cheerleaders, ci sono due possibilità: o lei è un esperto di cheerleading, magari perchè ha studiato il movimento negli Stati Uniti, e ha notato che la nostra squadra non sa ballare, non sa saltare, non è a ritmo, non è composta da atlete, e quindi, in modo comunque volgare, esprime un giudizio negativo sullo spettacolo. Oppure, in seconda ipotesi, che ritengo più probabile, lei non sa di cosa stia parlando. Le nostre ragazze sono state selezionate dal miglior coach italiano di cheerleader, Grace Porro. Le “sciacquette” sono tutte atlete, scelte non per la loro presenza fisica ma per la loro bravura nel ballo, nei salti e nelle acrobazie. Le nostre “sciacquette” formano una piramide di sesto grado (ma forse lei non sa cosa sia). Ma a parte tutto, francamente, non serve nemmeno essere un esperto di queste cose per capire che si tratta di uno spettacolo leggero, simpatico e in linea con quello che viene proposto in tanti stadi nel mondo. E’ veramente triste che lei faccia apprezzamenti così sgradevoli su un gruppo di ragazze che si allenano molte ore la settimana per rendere il contesto calcistico più leggero”.

 

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