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Serie A sempre meno “italiana”. Il Napoli è penultimo

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In Serie A, da un po’ di tempo, non si vedono più tanti giocatori italiani in campo. Infatti nelle sessioni di mercato arrivano sempre più  stranieri, la maggior parte sono sud americani. I motivi sono vari: da un lato i giocatori che vanno via vogliono provare anche esperienze nuove, spesso dettate dal Dio denaro e per questo scelgono squadre pronte a riempirli d’oro; dall’altra parte, invece, le società italiane cercano negli stranieri i “nuovi Maradona”, i “nuovi Pelè” per poi venderli a cifre altissime.

Le società italiane hanno campioni “made in Italy” che crescono in casa grazie ai vivai ma le società straniere sono subito pronte a prelevarli e molto spesso esordiscono anche in prima squadra. 
Qui in Italia la trafila è un po’ lunga: prima il vivaio, poi insieme all’allenatore della prima squadra si decide se portare il giocatore in squadra o darlo in prestito per farlo crescere ma spesso si opta per la seconda scelta e del ragazzo se ne perdono le traccie. Pochi sono quelli che riescono a guadagnarsi un posto in prima squadra.
Se si fa un confronto con le squadre straniere i loro “giovani talenti” vengono cresciuti in casa propria e poi vengono inseriti subito in prima squadra per farli giocare e abituare all’ambiente della squadra. Non a caso di campioni ce ne sono tanti all’estero soprattutto in Spagna e Inghilterra.

Nel campionato di Serie A squadre “italianizzate” se ne vedono poche, specie se guardiamo i giocatori schierati in campo dal primo minuto. Stilando una classifica dei club che schierano il maggior numero di calciatori italiani dal primo minuto possiamo notare che: il Sassuolo è primo con ben dieci titolari italiani; Genoa secondo con nove italiani; terzo il Parma con otto giocatori.
Le big perdono punti e vediamo la Juventus che schiera cinque italiani in campo; Roma e Fiorentina, invece, quattro; la Lazio scende in campo con soli due italiani; il Napoli addirittura uno solo, e non a caso è penultimo; mentre l’ultimo posto spetta all’Inter con zero giocatori italiani schierati dal primo minuto.

Come si può vedere, le squadre meno nostrane sono quelle che lottano per i vertici della classifica ma che nelle Coppe Europee non trovano il giusto spazio. E se insieme ai “nuovi Maradona” e i “nuovi Pelè” facessimo giocare anche i campioni made in Italy? La Serie A sarebbe uno spettacolo ancora più bello.

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