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Speciale 2015, la difesa: da colabrodo a baluardo

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Da gennaio scorso a dicembre, la storia della difesa del Napoli da Benitez e Rafael a Sarri e Reina.

Da Rafael a Reina, passando per la parentesi Andujar. La parabola crescente della difesa del Napoli nell’anno solare 2015 racconta strani avvicendamenti che hanno coinvolto il reparto arretrato della squadra azzurra.

Con Rafa Benitez sulla panchina del Napoli il bilancio difensivo non è dei migliori. Nella prima parte della stagione (cioè nel 2014, ndr) il reparto arretrato azzurro non vantava certo numeri incoraggianti: 22 gol subiti. Il 2015 non ha però portato bene al Napoli, ed il salto di qualità, tanto auspicato, non c’è stato. La difesa dell’anno scorso aveva soltanto Maggio sull’out di destra (a causa degli infortuni di Zuniga e di Mesto poi recuperato, ndr), Ghoulam e Strinic sull’out di sinistra e la stessa coppia di centrali di quest’anno: Albiol e Koulibaly con l’aggiunta di Britos che ha giocato parte della stagione al posto di Kalidou.

Rispetto all’anno scorso gli unici cambiamenti sono stati il ruolo del portiere e quello del terzino destro. L’ottimo Hysaj ha strappato a Sarri una maglia da titolare, mentre Pepe Reina è il vero uomo in più di questa stagione.

I numeri testimoniano una crescita travolgente: 32 gol subiti da gennaio a maggio 2015 contro gli appena 13 subiti da settembre a dicembre 2015. Il totale non è certamente incoraggiante: si parla di 55 reti subite. L’inversione di tendenza c’è stata ed il merito va equamente diviso tra la società, che ha deciso di credere in alcuni elementi rimpiazzandone altri, al nuovo tecnico Maurizio Sarri, che ha portato idee di concretezza e tatticamente valide, e ad alcuni uomini simbolo come Albiol che è nettamente cresciuto, passando per Koulibaly e Pepe Reina.

Proprio il calciatore senegalese, così discusso lo scorso anno, ha segnato un netto miglioramento nelle sue prestazioni. Il portiere spagnolo ha, invece, offerto un apporto fondamentale in termini di sicurezza e di parate. Nella prima parte dell’anno le eccessive insicurezze del brasiliano Rafael avevano costretto Benitez a sostituirlo con Andujar. Il cambiamento, avvenuto ufficialmente dopo la disfatta contro il Palermo, il 23 febbraio nella partita giocata al San Paolo contro il Sassuolo, non ha segnato un significativo cambiamento in positivo della prestazioni difensive azzurre.

I numeri a confronto testimoniano che il Napoli ha una difesa da scudetto. Se pensiamo che la Juventus dei record di Antonio Conte, laureatasi poi campione d’Italia nella stagione 2013/2014 con 102 punti, durante la prima parte dell’anno aveva chiuso a quota 9 gol subiti. Non lontano dai numeri attuali (13 gol) del Napoli di Sarri. Un segnale certamente incoraggiante, ma soprattutto un dato di fatto: la difesa è stata promossa da colabrodo a baluardo, il nuovo punto di forza di un Napoli che nel 2016 può, e deve, provare a migliorarsi ancora. 

Lo speciale 2015 continua domani con il centrocampo.

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