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Stadio San Paolo: Gioie e dolori

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Stadio San Paolo: Gioie e dolori

E’ da giorni che si parla del decreto di sequestro conservativo fino a concorrenza di oltre 5 mln di euro sui conti correnti e depositi bancari del Calcio Napoli. Il provvedimento, secondo quanto si apprende, è stato emesso dalla procura della Corte dei Conti della Campania in seguito agli accertamenti disposti, dopo l’esposto di un consigliere del Comune, su presunti danni all’erario e connesse responsabilità amministrativo-contabili, per la convenzione tra Comune e SSC Napoli, per l’utilizzo dello stadio San Paolo. Il Napoli, deve versare al Comune, in virtù della convenzione per la concessione dello stadio, il 4,5% degli incassi netti delle partite casalinghe oltre ad euro 45.000 annui, per la pubblicità, ma, emergerebbero irregolarità nella riscossione di questi canoni, cosa che ha portato alla convalida del sequestro conservativo. Dai dati dell’ultimo Bilancio della S.S.C. Napoli SpA,  i ricavi generati dalle gare della prima squadra in casa sono stati di € 10.926.090 (€ 17.472.338 nel 2011/12) e, quelli derivanti la vendita degli abbonamenti di € 4.208.042 (€ 6.342.793 nel 2010/11). Le gare di Europa League hanno apportato incassi per € 678.911. Nel 2011/12, le gare di UEFA Champions League produssero incassi per € 8.249.429. La capacità dello stadio San Paolo, ai fini dell’agibilità dell’impianto, è pari a 60.240 posti a sedere. E’ evidente, ed ormai è un dato costante, negli ultimi tre esercizi, i ricavi della vendita dei biglietti per il calcio Napoli, siano in netto calo, dati, in linea, con quelli delle altre principali squadre della Serie A, basta considerare che il Manchester United, ricava dal match-day (botteghino più servizi legati al giorno della partita) più di Juventus, Milan, Inter e Roma messe insieme: 127 milioni di euro, contro poco più di 100 raggranellati dai 4 club italiani, secondo la classifica dei fatturati Deloitte sui bilanci 2013. Il dato, è un’istantanea dei ritardi accumulati dalla Serie A rispetto agli altri tornei europei. Senza una vera rivoluzione strategica dei modelli di business, infatti, difficilmente la Serie A potrà ritrovare quella posizione di dominio che solo un paio di lustri fa le apparteneva. Certo, dopo 5 anni, oggi, c’è una disciplina che dovrebbe incentivare la costruzione e/o l’ammodernamento degli impianti sportivi (introdotta dalla legge di Stabilità per il 2014 e già teoricamente operativa) , tagliando i tempi (14/15 mesi) per l’approvazione dei progetti e attirando investimenti privati (sono vietate nei piani compensativi, solo nuove costruzioni edilizie), ma nessuna società, fra quelle di prima fascia, è andata oltre la fase degli annunci. Ora serviranno le risorse economiche. Nella Liga, Real Madrid e Barcellona (che stanno per mettere in cantiere costosissime ristrutturazioni dei propri stadi), sfiorano i 120 milioni di euro d’incasso dal matchday. In Premier League, l’Arsenal 108 ed il Chelsea oltre 80 milioni. Il triplo e il doppio rispetto alla migliore delle italiane, la Juventus che pure con la realizzazione dello Juvenuts Stadium (l’unico di proprietà nella Penisola, a parte il caso della struttura di Reggio Emilia acquisita dal Sassuolo) ha portato questa voce di bilancio, da poco più di 10 milioni di euro a quasi 40 milioni di euro a stagione. Ma, grazie ad  impianti di proprietà, o comunque meglio attrezzati e decisamente più ospitali, fanno meglio dei bianconeri, il Borussia Dormund (60), il Psg (53),  il Liverpool (52). Incassi che “doppiano” le entrate di Milan, Inter e Roma. Senza impianti moderni la Serie A “rinuncia” a oltre 700 milioni di ricavi aggiuntivi. Questa graduatoria è legata anche al “combinato disposto” fra costo dei biglietti e tasso di riempimento dello stadio. Secondo le statistiche diffuse di recente dal quotidiano britannico Guardian sono i  tifosi spagnoli quelli che spendono in media di più in Europa. Un biglietto, costa in media, 29,91 euro, con picchi che raggiungono i 147,7 euro. Costi più elevati persino dell’Italia:17,15 euro di media per un biglietto e 112,96 euro per i più cari, sebbene i biglietti più economici, costino il 43% in meno rispetto a quelli spagnoli. Range decisamente più contenuti per Inghilterra e Germania: un biglietto per le partite di Premier League costa tra i 34,3 3 i 70,23 euro; mentre in Bundesliga si toccano cifre da Serie B italiana: 12,52 euro il biglietto più economico, 57,44 quelli più costosi in media. Quanto alla percentuale di occupazione degli stadi, Inghilterra e Germania nella passata stagione, hanno riempito il 90% circa dei posti disponibili per l’intera stagione. La Liga si piazza subito dietro col 74% dei biglietti venduti, meglio di Francia (68%) e Italia (51%). In base a questi dati, ed in base agli accordi con il Comune di Napoli, è evidente la volontà del Presidente De Laurentis di modificare tale situazione, è inconcepibile continuare così, lo stato dello stadio San Paolo non è più adeguato, e, per una crescita della squadra, non si può prescindere dallo stadio. E’ necessaria una decisione drastica, veloce ed anche dolorosa, se non è possibile migliorarlo, se non si concede la possibilità di intervenire, è meglio andare altrove, ne vale della possibilità, per il Napoli, di vincere.

 

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