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Tatticamente parlando: Napoli-Manchester City

Analizziamo come potrebbe svolgersi tatticamente la partita di ritorno tra Sarri e Guardiola.

 

 

Dopo la vittoria dell’andata il City va al San Paolo, con la consapevolezza di chi è primo nel girone a punteggio pieno. Il Napoli ha bisogno quasi disperato di punti per non perdere ulteriormente contatto con lo Shakhtar che, in seconda posizione, potrebbe estromettere gli azzurri dalla fase finale della Champions League. Ancora impresse nelle memorie di tutti le azioni di un Manchester fulminante che nei primi 20′ di gara segna due gol e rischia di farne altri due ad un Napoli scioccato ed impossibilitato a far fronte ad una fisicità nettamente superiore. Poi, con il passare dei minuti, i ragazzi di Sarri hanno trovato le misure inziando anche ad imporre il proprio gioco e la propria tecnica.

Allora, come si svolgerà alla luce di tutto ciò la partita di ritorno? Partiamo dalle formazioni. Sarri dovrebbe partire con i titolarissimi, quindi Koulibaly e Albiol centrali davanti a Reina, Ghoulam a sinistra ed Hysaj a destra. Centrocampo formato da Hamsik, Jorginho ed Allan, che ha letteralmente cambiato la partita del Napoli con il suo ingresso all’Etihad. In avanti, facile, Insigne-Mertens-Callejon. Con questo schieramente Sarri tornerebbe ad utilizzare un Allan in grande forma, fondamentale quindi in fase di rottura, impostazione e, viste le ultime prestazioni, anche in fase di realizzazione. Bisognerà pressare il City con coraggio nella propria metà campo, consapevoli delle abilità di impostazione a partire dal portiere Ederson e della fisicità e rapidità dei difensori Citizens.

Guardiola invece potrebbe schierare il suo 4-1-4-1 o, in alternativa, un 4-3-3. La differenza esiste solamente per gli amanti dei numeri, perchè la disposizione in campo dei giocatori del Manchester City è assolutamente mutevole e non legata al modulo di partenza. Ederson in porta, davanti a lui Otamentdi e Stones, esterni Delph a sinistra e Walker a destra. Fernandinho vertice basso del centrocampo, composto poi da Sanè, David Silva, De Bruyne e Gabriel Jesus. In attacco, apparentemente solo, Aguero. E proprio a partire dai terzini che la tattica di Guardiola inizia il suo “racconto”: Delph si affianca in costruzione a Fernandinho, lasciando a tre la difesa e ponendo ben due “play” cui scaricare il pallone sotto pressione. Si creano in questo modo anche spazi sugli esterni, con Silva e De Bryune ad attirarsi la pressione addosso per lasciare il corridoio libero a Sanè e Jesus (o Sterling) o per favorire l’inserimento dei centrocampisti.

Gli stessi spazi sulle corsie laterali potrebbero però essere sfruttati dal Napoli. Un Delph così spesso fuori posizione può essere oggetto dei tagli di Callejon e delle discese di Hysaj, così come un Ghoulam coraggiosamente alto potrebbe tenere “a bada” in qualche modo Gabriel Jesus e De Bruyne. Fondamentale, come detto, sarà per entrambe le squadre l’attenzione e la precisione nel pressing e nella gestione dei passaggi.

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