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Tecnologia di porta, ecco come funziona. Serie A favorevole? No, restia

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Gli errori arbitrali nel gioco del calcio fanno parte, da sempre, del gioco stesso. Quando però gli errori diventano grossolani, evidenti o addirittura sistematici, puntualmente ci si mobilita per trovare una soluzione.

Dopo l’arbitraggio di Valeri in Milan-Udinese, in particolare quelle divampate per un gol “fantasma” non assegnato ai rossoneri, c’è chi ripropone a gran voce l’utilizzo della tecnologia per ovviare al problema.

Ma il tiro di Rami era entrato o meno in porta? Il dubbio c’è. Ed un dubbio è destinato a rimanere, fintanto che la Serie A non deciderà di adeguarsi a quelle realtà internazionali che hanno già varato l’utilizzo della tecnologia nel gioco del calcio. Dopo un periodo di incubazione durato più di 7 anni, la tecnologia ha infatti finalmente fatto il suo ingresso anche nello sport più famoso e praticato al mondo.

SENTENZA IN MENO DI UN SECONDO 

 Ma come funziona questa tecnologia? Consiste in sette telecamere per ogni porta posizionate sulle strutture interne dei tetti degli stadi, ovviamente lungo le due aree di rigore. Le telecamere in questione si attivano ogni qual volta il pallone entra in area di rigore e sono in grado di registrare fino a 500 fotogrammi al secondo. Subito dopo, le sequenze di immagini vengono inviate tramite cavi a fibra ottica a un’unità centrale di elaborazione che, attraverso un software, calcola l’esatta posizione della palla con un margine di errore di 5 mm. Quando il pallone supera interamente la linea, viene inviato un segnale radio ad un orologio preventivamente posizionato al polso dell’arbitro che lo farà vibrare e contestualmente comparire sul display dell’orologio la scritta “Goal”. Questo sofisticatissimo  software ha la capacità, inoltre, di produrre un’immagine di un campo virtuale in 3D in modo che possa essere usata dalle televisioni per legittimare la decisione presa dal direttore di gara.  

DUBBI E PERPLESSITA’

Sappiamo tutti queste apparecchiature siano state sperimentate in Brasile durante gli ultimi campionati del mondo disputati, non tutti, tuttavia, sono concordi con l’utilizzo della Goal Line Technology. Le principali critiche che piovono su questa tecnologia sono due: Facendo una stima, calcolata sui costi sostenuti per installare la tecnologia di porta negli stadi brasiliani, questa tecnologia graverebbe sul bilancio di ogni squadra di club per 340/350 mila euro a stagione. Se il costo è sostenibile senza problemi da squadre di primo livello, come ad esempio quelle di Serie A, discorso completamente diverso va fatto per le squadre delle categorie inferiori, per le quali, sobbarcarsi un costo del genere, potrebbe incidere pesantemente sul bilancio societario.

La seconda perplessità è di carattere filosofico: in molti sostengono che, con l’utilizzo della tecnologia, si andrebbe a “eliminare l’errore umano e con sè quel tocco di imponderabilità che fa parte da sempre del gioco del calcio“. Questa frase, pronunciata dal presidente della Uefa Michel Platini, non trova però riscontro negli altri sport in cui la tecnologia è utilizzata con successo, spesso consentendo di decidere in modo equo addirittura l’assegnazione di un titolo e senza intaccare, o sminuire, il ruolo degli ufficiali di gara.

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