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Una vittoria straordinaria

Tre fischi, uno dietro l’altro. Impietosi, dal sapore amaro, quello della sentenza negativa.

Tre fischi, quelli dell’ottimo arbitro Kassai che hanno sbattuto in faccia al Napoli le porte della Champions. Tre fischi che hanno trasformato la gioia in tristezza, la felicità in sofferenza, l’immensa soddisfazione in delusione. Ma il tutto è durato pochi secondi, pochi attimi, come quelli che talvolta impiega il sole per diradare le nuvole e tornare a splendere con tutto il suo dirompente calore. Sul terreno di gioco mani rivolte verso gli spalti con l’intento di salutare i tifosi presenti, volti tristi, abbracci consolatori tra i protagonisti, ma soprattutto le lacrime, quelle di un campione fuori e dentro il campo, Gonzalo Higuain. Sul suo volto la delusione, la sofferenza, il rammarico, ma soprattutto un sentimento, quello per i colori azzurri. Con quelle lacrime Gonzalo ha timbrato sulla propria pelle l’icona della fede azzurra. Lacrime che hanno colpito tutti, gli spettatori da casa e quelli presenti allo stadio. Tutti, indistintamente. Spontaneo, uno scrosciante ed interminabile applauso ha riscaldato gli affranti cuori dei gladiatori azzurri. Attimi, istanti, che hanno però avuto il tempo per trasmettere uno stato d’animo, la gratitudine. Sull’intera arena di Fuorigrotta è calato un alone incantato fatto di un qualcosa che si fatica a descrivere, un’atmosfera magica che ha accomunato e unito tutti e ci ha fatto vincere. Si, vincere, in civiltà, in amore, in fede, in fratellanza. Ma in fondo, al di là dell’immagine distorta che circola nel mondo, Napoli è proprio questa.

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