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Ventura: “Sono arrabbiato ma la squadra ha avuto la sua reazione. Espulsione? Eppure c’è chi si toglie la giacca”

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Ventura dopo la gara è intervenuto ai microfoni di Premium Sport ed ha analizzato non solo la sconfitta ma anche la sua espulsione. Queste le sue parole: “Quando non c’è l’approccio giusto non si vince. Il secondo gol mi fa arrabbiare ma abbiamo mantenuto il campo con tensione e dignità. Sono due realtà diverse ma abbiamo tentanto di riessere una squadra cosa che è mancata con l’Udinese, stasera sono arrabbiato perché ho visto la squadra giocare bene. Il risultato positivo era alla nostra portata, non credo che nel secondo tempo Padelli abbia fatto grandi parate. Dobbiamo ritrovare la mentalità giusta.
Espulsione? La mia botta alla panchina è stato spontaneo, dicendo “basta lanci”. Il gesto è paragonabile ad un calcio dato ad una bottiglietta, così mi hanno detto, eppure c’è gente che si toglie la giacca, da calci ai cartelloni ma non vengono espulsi ma se questo è il regolamento allora va bene così.
L’arbitro ha arbitrato anche bene, il mio è stato solo un gesto”.

Ventura si è poi intrattenuto  ai microfoni di  Sky rilasciando una lunga intervista: “Torino in crescendo ma fuori dal campo ancora con zero punti. Bisogna chiarire un dato: nelle ultime partite di campionato ci sono stati anche dei pareggi. Sono arrabbiato perché Napoli è una realtà diversa da quella del Toro, noi siamo stati ingenui perché potevamo fare risultato. Avevamo anche tempo di recuperare. Abbiamo creato molte occasioni che potevano essere sfruttate meglio, mi auguro che questa prestazione sia di slancio. Scudetto? Napoli e Fiorentina hanno organico inferiore a Roma, Juve e Inter. Per la prima volta non c’è una squadra che uccide il campionato, oggi come oggi ci sono 3 squadre outsider, Juventus favorita con Napoli e Inter subito dopo”.

Sull’espulsione comminatagli dall’arbitro prima del fischio finale commenta: “Non avevo capito – ammette basito -. Ad un errore di un mio giocatore ho reagito con rabbia urtando la panchina e lui mi ha spiegato che non posso perché è un gesto violento come calciare una bottiglietta. Mi dispiace e ne prendo atto, l’arbitro ha arbitrato bene io questa regola non la sapevo e chiedo scusa”.
Al mercato di gennaio invece non chiede innesti nuovi, ma commenta sorridendo: “Ad inizio anno ero contento perché volevamo investire sui giovani – conclude -. Poi dopo la seconda di campionato è successo l’assurdo: sei infortunati. Al mercato di gennaio chiederei la salute dei miei giocatori perché ero contento ad inizio anno con questa rosa”. 

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