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[VIDEO] Torino-Juventus, e’ gia’ derby di comunicati

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Botta e risposta tra le due società torinesi, dopo la sentenza della Corte Sportiva d’Appello che ha ridotto, ma non annullata, la squalifica della curva bianconera. Il fatto. 
Il 26 aprile 2015 durante il derby Torino-Juventus, valido per la 13° giornata di ritorno del campionato di Serie A 2014-15 vinto dai padroni di casa per 2-1, dal settore riservato ai tifosi della Juventus, venne lanciata una bomba carta. L’ordigno esplose tra i tifosi del Torino causando il ferimento di nove supporters granata.
(Clicca qui per guardare il video del lancio della bomba carta).

Gli arresti.
In seguito alle indagini della Digos e ai filmati ripresi dalle telecamere a circuito chiuso dello stadio Olimpico di Torino, vennero arrestate cinque persone, tra le quali anche l’esecutore materiale del lancio dell’ordigno.

La sentenza sportiva.
Grazie ai filmati delle telecamere interne allo stadio, fu possibile appurare con certezza che l’ordigno venne lanciato dal settore dei tifosi bianconeri. Pertanto il settore Curva Sud dello Juventus Stadium, venne squalificato per due giornate. 

La sentenza della Corte Sportiva d’Appello.
Il club bianconero, non ritenendo possibile riconoscere con certezza il settore dello stadio frequentato dal tifoso arrestato, ha inoltrato ricorso alla Corte d’Appello Sportiva. Ricorso parzialmente accolto, perchè la squalifica è stata ridotta da due a una sola giornata. In seguito a questa sentenza, la Juventus dovrà giocare la prima partita in casa (contro l’Udinese n.d.r.) con il settore Curva Sud senza tifosi.

Il comunicato della Juventus.
“L’odierna decisione della Corte d’Appello della FIGC desta molta perplessità dal momento che l’autore materiale del reato è stato individuato ed arrestato. Tale individuazione ha permesso di dimostrare che il soggetto si trovava all’interno dello Stadio Olimpico di Torino, in evento organizzato da altra società, privo di biglietto e il suo nome non compare sulla lista degli juventini presenti nel settore ospiti, che era già sottoposto a Daspo e che non risulta tra gli abbonati della Juventus. Non è chiaro, pertanto, come la società possa essere ritenuta responsabile, ancorché oggettivamente, dei suoi comportamenti. La Juventus e i suoi tifosi non devono pagare il prezzo delle lacune ed inefficienze altrui“.

La risposta del Torino.
L’odierna nota della Juventus desta molte perplessità e sconcerta perché l’autore materiale del reato è stato individuato e arrestato. Le sue generalità sono note alle Forze dell’Ordine, così come la sua fede juventina: del resto si trovava nel settore ospiti, esattamente dove – grazie alla puntigliosa ricostruzione degli inquirenti – è stata lanciata la bomba carta poi esplosa in curva Primavera, tra i tifosi del Torino. Il soggetto, essendo già sottoposto a D.A.Spo, non poteva evidentemente figurare tra gli abbonati della Juventus, né comparire sulla lista degli juventini presenti nel settore ospiti: però era lì e le immagini lo hanno dimostrato. Varrà la pena ricordare quale fu il commento a caldo dal Ministero degli Interni, a rimarcare l’assoluta gravità di quel gesto: «Buttare una bomba carta in una curva di uno stadio è un atto eversivo, oltre che premeditato». E undici tifosi del Torino, colpiti da quell’ordigno, ne hanno patito le conseguenze. Crediamo che la Juventus debba accettare il giudizio degli organi competenti: è un atto di civiltà. Le sentenze vanno rispettate e non commentate.
IL TORINO FOOTBALL CLUB.

Ancora una volta una decisione salomonica delle istituzioni sportive, che non ha voluto scontentare nessuno ma che ha alimentato delle polemiche tra due club. Polemiche che di certo non fanno bene al calcio italiano. Il derby dei comunicati tra Juventus e Torino, si va ad aggiungere agli incidenti prima dell’amichevole Bologna-Spezia e all’amichevole Udinese-Galatasaray sospesa per intemperanze dei tifosi turchi. Segnali preoccupanti che non andrebbero trascurati in vista della stagione che sta per prendere il via.

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