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[VIDEO] Un portiere e la sua fede senza confini

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Ed è con un video e una preghiera su Instagram che il portiere brasiliano del Napoli, Rafael Cabral, ringrazia Dio ed esprime tutta la sua fede. PADRE io voglio amarti, toccarti nel cuore, e sciogliermi ai tuoi piedi, più vicino voglio starti SIGNORE, adorarti con tutto quello che sono e renderti Gloria e alleluia! Quando dovrò affrontare le battaglie, bloccato a TE io sarò! Perché tu sei il mio rifugio o DIO! E non importa dove sarò, nella valle o sulle montagne, io ti adorerei, a TE io canto Gloria e alleluia! SIGNORE ho bisogno del tuo sguardo, sentire i battiti del tuo cuore, nascondermi tra le tue braccia ò PADRE! Tutta la mia anima desidera TE, insieme agli angeli canterò! TU SEI SANTO! ESALTATO! ALLELUIA! #gloriaaDIO”.

Il video ritrae il momento cruciale della partita di Supercoppa, quello che ha siglato la tanto agognata vittoria. Il momento finale in cui Rafael ringrazia Dio per il supporto e l’aiuto e per avergli fatto sentire la sua presenza. Il portiere azzurro, infatti, è stato decisivo nella lunghissima serie dei rigori (18), finiti con l’errore finale di Padoin. Il portiere di Benitez ne ha parate due, Tevez ha tirato sul palo il suo, mentre Pereyra ha spedito la palla in curva, CLICCA QUI PER VEDERE IL VIDEO.
Gli azzurri vincono e portano a casa il premio meritato.

Ciò che colpisce di tutto questo, però, è la grande fede e l’immenso amore per il Signore che questo giocatore ha dimostrato di avere sin dall’inizio: prima di scendere in campo ha sempre rivolto una lunga preghiera, preghiera che ripete a braccia aperte indicando il cielo e in ginocchio sulla linea di porta. Non c’è una partita in cui non si veda Rafael inginocchiato a pregare. La sua fede è forte, indissolubile, lui considera Dio il suo rifugio. 
Il giovane non può essere che ammirato. La sua umiltà è sicuramente da ammirare: non c’è giorno per il giovane portiere in cui non rende grazie a Dio per tutto quello che ha è e per le sue capacità. Sono da ammirare la sicurezza e la forza. Anche nel periodo dell’infortunio si è sempre rimesso nelle mani di Dio e ha ringraziato più volte il Signore quando è riuscito a ritornare in campo. Che sia da monito e da ispirazione il suo atteggiamento e la sua umiltà, perché rimettersi nelle mani di Dio e avere fede vuol dire essere sicuri ed ammettere che quello che si fa o si ha non proviene da se stessi ma c’è qualcuno che veglia e protegge in qualsiasi momento e che qualsiasi ostacolo o problema si può risolvere tranquillamente senza sentirsi mai soli.

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